Rose rosse per…l’artrite!

di Redazione 1

Il genere Rosa comprende oltre 100 specie conosciute. Coltivate per la loro fragranza e bellezza, le rose sono state da sempre considerate un fiore prezioso, simbolo di bellezza e passione. I poeti ne hanno tessuto l’elogio e i giardinieri che si sono succeduti di secolo in secolo le hanno rese un simbolo universale di amore e di vita. Ma questi fiori non migliorano soltanto l’estetica delle aiuole o l’ispirazione poetica, hanno anche proprietà salutari non trascurabili.

Recenti ricerche hanno infatti evidenziato i fattori terapeutici delle rose nella cura e nel sollievo del dolore provocato dall’artrite nelle sue varie forme, che si tratti di osteoartrite piuttosto che di artrite reumatoide.


Soltanto negli Stati uniti, secondo i dai diffusi dalla  Arthritis Foundation, ci sono 27 milioni di persone che soffrono di osteoartrosi e 1,3 milioni di persone affette da artrite reumatoide. I sintomi della patologia come rigidità delle articolazioni, gonfiore, perdita di flessibilità e soprattutto dolore, possono scoraggiare i pazienti affetti dal condurre un’esistenza normale, compromettendo lo svolgimento delle normali attività e peggiorando la qualità della vita.

Questa scoperta, che potrebbe allievare il dolore negli ammalati, proviene sostanzialmente da due diversi studi che hanno entrambi testato l’efficacia di un principio attivo contenuto nella rosa che svolgerebbe una funzione protettiva ed eventualmente ricostruttiva dei tessuti danneggiati dall’artrite.

La ricerca è stata presentata nel corso dell’osteoarthritis Research Society International (ORSI) World Conference svoltasi a Roma. La proteina miracolosa individuata nelle rose viene denominata dagli studiosi GOPO (R) ed è capace di assolvere ad un compito importantissimo per i malati di artrite. Un estratto  a base di GOPO (R) riesce infatti a proteggere le cartilagini più vulnerabili e a stimolarne la rigenerazione. Inoltre, testata su pazienti affetti da artrite, ha dimostrato anche capacità lenitive e distensive, calmando il dolore, migliorando l’umore e la qualità del sonno degli ammalati.

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