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Il fast-food ci rende impazienti e spendaccioni

Mangiare regolarmente al fast food non è solo nocivo per la nostra salute, ma può anche arrecare danni al conto bancario e al nostro ritmo di vita.
Le abitudini alimentari hanno subito drastiche modifiche negli ultimi decenni: il fast food è diventato un settore multimiliardario che ha un’influenza diffusa su cosa e come mangiamo. L’idea originale alla base dei fast food è quella di aumentare l’efficienza, permettendo alle persone di finire in fretta un pasto in modo che possano passare ad altre attività.

I ricercatori della Rotman School of Management, tuttavia, hanno rilevato che la semplice esposizione al fast food può rendere le persone impazienti, aumentando la preferenza per prodotti che fanno guadagnare in meno tempo e riducendo la volontà di risparmiare.
Come ha spiegato Chen-Bo Zhong, autore dello studio insieme al suo collega Sanford DeVoe:

Il fast food rappresenta una cultura del tempo basata sull’efficienza e la gratificazione immediata. Il problema è che l’obiettivo di risparmiare tempo viene attivato in seguito all’esposizione al fast food, indipendentemente dal fatto che il tempo sia un fattore rilevante in quel contesto specifico della nostra vita. Ad esempio, camminare più velocemente è segno di efficienza quando si deve arrivare puntuali ad un appuntamento, ma è un segno di impazienza quando si va a fare una passeggiata rilassante nel parco. Stiamo constatando che la semplice esposizione al fast food sta promuovendo un generale senso di fretta e impazienza indipendentemente dal contesto.

In un esperimento, i ricercatori hanno mostrato i simboli del fast food, come l’arco d’oro di McDonald’s, sullo schermo di un computer per pochi millisecondi, così veloce che ai partecipanti non è stato possibile identificare consapevolmente ciò che vedevano. Ad una successiva lettura di altri dati, malgrado le immagini stavolta scorressero lente, i partecipanti si sono affrettati a leggere in fretta, anche se non ce n’era alcun bisogno.
In un altro studio, i partecipanti che avevano frequentato di recente dei fast-food hanno dichiarato di aver optato per un risparmio di tempo anche in altre attività: ad esempio comprare shampoo e balsamo due-in-uno rispetto ai prodotti normali.
In un altro esperimento è emerso che coloro che sono esposti ai loghi del fast food hanno una maggiore riluttanza per il risparmio di denaro: scelgono un pagamento inferiore immediato piuttosto che optare per un pagamento dilazionato nel tempo che gli frutterebbe un maggior guadagno.

“Il Fast food ci permette di risparmiare tempo”, afferma Sanford DeVoe, “Ma la cosa ironica è che da sempre ci ricorda l’efficienza portando a sentirci molto più impazienti. Una cultura del fast food che esalti il risparmio di tempo non solo cambia il nostro modo di mangiare, ma può anche modificare profondamente il modo di vivere il nostro tempo. Ad esempio, le attività ricreative che si suppone essere rilassanti ci vedono impazienti di finire e passare ad altro.”

I ricercatori sottolineano che è impossibile sapere con certezza se il fast food abbia influenzato il nostro valore del tempo ma è chiaro dalle loro conclusioni che l’esposizione al fast food rafforza l’accento sull’impazienza e sulla gratificazione istantanea.

“Dato il ruolo che ha l’impazienza di facili guadagni nel contesto dell’attuale crisi economica”, dice Chen-Bo Zhong, “abbiamo bisogno di muoverci al di là del conto delle calorie quando si esaminano le conseguenze di un fast food, perchè esso influenza anche la nostra psicologia ed il comportamento di tutti i giorni in un più ampio insieme di domini di quanto sia stato precedentemente pensato.”

[Fonte: Medicalnewstoday]

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