Colesterolo, una pillola di statine al fast-food

Sugli svantaggi per la salute (e la linea) del cibo spazzatura dei fast-food la ricerca ha discusso a lungo. E non solo la medicina ha indagato sugli effetti deleteri per l’organismo di hamburger, patatine fritte, salsine, ipercondimenti e bibite gassate zuccherate fino alla nausea, lo ha fatto anche l’autore del documentario Super Size me, Morgan Spurlock, che ha sperimentato sulla sua pelle, o meglio sul suo giro-vita, cosa volesse dire mangiare per 30 giorni consecutivi al Mcdonald’s, consultando cardiologi, dietologi e facendo monitorare il prima ed il dopo. Dopo averlo visto, non ho messo più piede in un fast-food.

Ma dal momento che il cibo del fast-food per molti può diventare una droga e dare assuefazione, i cardiologi propongono di arginare i rischi di complicazioni cardiache somministrando una pillola contro il colesterolo ai frequentatori di McDonald’s, Burger King e simili.

I 10 motivi per cui ingrassiamo

L’epidemia di obesità ha colpito tutto il mondo, ma non riusciamo quasi mai a capire il perché. Alcuni motivi per una persona non valgono per un’altra, e questo perché che ci sono almeno 10 fattori (e non solo uno) per cui ciò accade. Un rapporto pubblicato sull’Harvard Business Review da Lawrence Frank dell’Università della British Columbia, ha analizzato le condizioni che fanno aumentare l’incidenza dell’obesità nella città americana di Washington. I suoi dati però possono andare benissimo anche per la maggior parte dei Paesi Occidentali, compresa l’Italia.

Ecco dunque i 10 motivi che si estrapolano dalla sua ricerca:

1. Automobili. C’è una correlazione inversa tra i tassi di obesità e il tasso degli spostamenti in bicicletta o a piedi. Felix Salmon la chiama la “Dieta Urbana”, notando che le persone che non hanno una macchina non possono riempire i loro frigoriferi con una tonnellata di cibo, e devono pensare meglio a ciò che mangiano. Inoltre per fare la spesa devono spostarsi  a piedi o in bicicletta, bruciando più calorie di chi si sposta in macchina.

Fast food: non solo calorie, a preoccupare è il troppo sodio

Attenti fans dei fast food: anche se state attenti ai Kilojoule che ingerite quando vi recate in quei ristoranti, è molto probabile che a preoccuparvi non debbano essere quelli, ma il troppo sodio con cui hamburger e patatine, o anche una semplice insalata di pollo, vengono conditi.

Un sondaggio effettuato su migliaia di clienti all’ora di pranzo di 11 diverse catene di fast food ha scoperto che il loro pasto conteneva una media di 1.700 milligrammi (mg) di sodio. Le linee guida sulla salute consigliano alla maggior parte delle persone di non mangiare più di 1.500 mg di sodio al giorno.

Il sodio è stato elevato in tutte le catene che abbiamo esaminato, e in particolare la densità di sodio è alta

ha spiegato Christine M. Johnson del Programma di controllo e prevenzione delle malattie cardiovascolari del New York City Department of Health and Mental Hygiene.

Il fast-food ci rende impazienti e spendaccioni

Mangiare regolarmente al fast food non è solo nocivo per la nostra salute, ma può anche arrecare danni al conto bancario e al nostro ritmo di vita.
Le abitudini alimentari hanno subito drastiche modifiche negli ultimi decenni: il fast food è diventato un settore multimiliardario che ha un’influenza diffusa su cosa e come mangiamo. L’idea originale alla base dei fast food è quella di aumentare l’efficienza, permettendo alle persone di finire in fretta un pasto in modo che possano passare ad altre attività.

I ricercatori della Rotman School of Management, tuttavia, hanno rilevato che la semplice esposizione al fast food può rendere le persone impazienti, aumentando la preferenza per prodotti che fanno guadagnare in meno tempo e riducendo la volontà di risparmiare.

Capiamo meglio i cosiddetti cibi “modificati”

Gli alimenti “modificati” sono stati a lungo identificati come cattivi per la nostra dieta. L’alternativa è cucinarsi da soli cibi lenti da preparare ma con ingredienti “freschi”. Quando però si ha fretta, è molto più facile raggiungere il più vicino fast food che mettersi a cucinare. Ma siamo tutti consapevoli dei “pericoli” che l’accompagnano? E’ possibile che questi alimenti in realtà possano essere considerati “killer silenziosi“?

I cibi modificati possono essere definiti come cibo che è stato alterato dal suo stato naturale, al fine di aumentarne la durata. I metodi usati includono inscatolamento, congelamento, refrigerazione, disidratazione e trattamento asettico. Considerando che alcuni alimenti trasformati come le verdure surgelate e il latte possono essere considerati sicuri o sani, i metodi di lavorazione sono in grado di creare alcuni cibi piuttosto malsani. Alcuni alimenti come il cibo in scatola (che contiene molto sodio), spuntini ad alto contenuto calorico (come patatine e snack a base di formaggio) e cereali per la colazione zuccherati possono contribuire all’alta pressione del sangue e malattie cardiovascolari.

Cibi spazzatura, li sceglie chi mangia in piedi e di corsa

Al contrario di quanto si è portati a credere, sedersi a tavola e gustare i cibi con calma, lentamente, dedicando il giusto tempo alla colazione, al pranzo e alla cena, non porta certo a consumare più cibo e quindi ad ingrassare. Tutt’altro, sembrerebbe che a minare la dieta e soprattutto la qualità del nostro regime alimentare sia proprio l’abitudine opposta: mangiare un panino al volo, in piedi, e magari di corsa, mentre si è ancora intenti a lavorare, studiare o leggere la posta al computer.

Niente di più deleterio per la nostra linea. Quando abbiamo poco tempo per scegliere i nostri cibi, ci buttiamo infatti sul già pronto, consumando spesso portate da fast food, incluse di patatine fritte e bibite gassate. O ancora pezzi di focaccia e pizzette ipercondite. L’associazione tra cibi spazzatura e la consuetudine di consumare i propri pasti senza sedersi e piuttosto sbrigativamente è stata individuata da una recente ricerca effettuata da un team di studiosi della University of Minnesota. I risultati dell’indagine sono stati pubblicati dal Journal of the American Dietetic Association.

Obesità infantile, sotto accusa spot televisivi di fast food

Adolescenti e bambini trascorrono sempre più tempo davanti alla televisione, incollati allo schermo e in balìa di pubblicità ad effetto che hanno sempre più potere sulle giovani menti.
D’altra parte, quando si tratta di cibo, anche agli adulti viene l’acquolina in bocca solo a guardarli gli spot televisivi. Ebbene, dopo play-station, computer, vita sedentaria e alimentazione sregolata, sotto accusa per l’allarmante incremento dell’obesità infantile è ancora una volta la televisione, più nello specifico proprio le pubblicità di alimenti insani e ricchi di grassi, tipici dei fast food.

Un recente studio, pubblicato sul Journal of Law and Economics, ha infatti fatto notare che il divieto di trasmettere messaggi pubblicitari di panini, patatine fritte e cibi pronti potrebbe portare a una diminuzione dell’obesità infantile pari addirittura al 18%.
L’analisi sull’incidenza degli spot sull’eccesso di peso nei bambini è stato condotta dai ricercatori del National Bureau of Economic Research (NBER), grazie ai finanziamenti del National Institutes of Health.