Il genere sessuale dei datori di lavoro può influenzare il livello di stress

di Redazione 0

Il rapporto con il capo può essere una fonte di stress notevole per i lavoratori dipendenti, alle prese ogni giorno con le pressioni gerarchiche che dominano molti ambienti di lavoro. E questo già si sapeva. Quello che ancora non sapevamo è che anche il genere sessuale del proprio datore di lavoro può essere un fattore influente e determinante per alzare il nostro livello di stress.

E’ quanto affermano i ricercatori dell’Università di Toronto, in uno studio dettagliato sul ruolo del genere sessuale nei rapporti professionali con i dipendenti.
Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi ad un’indagine condotta nel 2005, tramite interviste telefoniche, su lavoratori adulti statunintensi che avevano o un capo di sesso maschile, o un supervisore donna, o entrambi, rapportando le informazioni raccolte al livello di stress dei dipendenti.


Dalla ricerca è emerso che le donne che avevano un capo di sesso femminile hanno segnalato sintomi di stress psicologico come ad esempio, problemi di sonno, difficoltà a concentrarsi sul lavoro, depressione e ansia, e sintomi fisici, come mal di testa, mal di stomaco o bruciore di stomaco, dolore al collo, mal di schiena e stanchezza in misura maggiore rispetto alle donne che lavoravano per un capo di sesso maschile.
Le donne dipendenti sia da un supervisore femminile che da un uomo hanno registrato uno stress maggiore rispetto alle colleghe con un capo di sesso maschile.

Diversa la situazione per gli uomini, che hanno riportato analoghi sintomi di stress in tutti e tre i casi, sia che avessero un capo donna, sia che fosse uomo o entrambi. Tuttavia, è stato registrato un lieve miglioramento di condizioni fisiche e psicologiche negli uomini alle dipendenze di due o più supervisori, di diverso genere sessuale.

L’analisi sull’incidenza del sesso nei rapporti di lavoro è stata pubblicata sul Journal of Health and Social Behavior.
I risultati hanno confutato i precedenti studi demografici, asserenti che l’armonia sul luogo di lavoro sarebbe determinata proprio dallo stesso genere sessuale tra dipendenti e datore di lavoro.
Negli uomini, soprattutto, abituati ad essere leader, la subordinazione lavorativa è sempre una fonte di stress, qualsiasi sia il sesso del capo, mentre per le donne un supervisore dello stesso sesso è fonte di rivalità e arrivismo.

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