Diabete: un app per peso, pressione e glicemia

Un‘applicazione in grado, sugli smartphone e su tablet, di registrare i dati necessari per tenere sotto controllo il diabete e dare allo specialista che ha in cura il paziente tutti i dati necessari per mettere a punto terapie sempre efficaci. Non parliamo di futuro, ma di presente. O meglio di “iHealth My Vitals” che racchiude in sé tutte le sopracitate capacità.

Settimana mondiale contro il glaucoma dall’11 al 17 marzo, e visite gratuite

Il glaucoma è una patologia oculare causata da un aumento della pressione all’interno dell’occhio. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità è una delle principali cause di disabilità visiva dopo la cataratta. in Italia si stima che quasi 1 milione di persone ne siano affette, ma si calcola che circa la metà non ne sia a conoscenza. La cecità provocata dal glaucoma si può prevenire purché la malattia venga diagnosticata e curata in modo tempestivo.

Cuore, pressione bassa per chi studia più a lungo

La laurea non serve a nulla. Quante volte questa frase è uscita dalla bocca di studenti scoraggiati o di neolaureati con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, a dispetto di persone diplomate ma con più esperienza sul campo alle spalle, quel savoir faire che conta e che fa la differenza.

Ebbene, a qualcosa studiare tanti anni serve, se qualcuno nutrisse dei dubbi, e non si parla di opportunità di lavoro in più o di un miglior trattamento economico nelle retribuzioni professionali. Si parla di salute. Proprio così, perché recenti studi avrebbero accertato un rischio minore di insorgenza di malattie cardiovascolari, che ricordiamo sono big killer insieme ai tumori, proprio in chi ha portato più avanti la propria carriera scolastica.

Antibiotici e farmaci per la pressione, anziani a rischio ipotensione

Il mix degli antibiotici di uso comune, con alcuni dei farmaci compresi tra quelli più utilizzati per controllare la pressione del sangue, può causare, nei pazienti più anziani, ipotensione ovvero una pressione del sangue troppo bassa che può portare ad uno shock e richiedere il ricovero in ospedale.

A dirlo è un recente studio, pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Canadian Medical Association Journal, CMaj.
Scrive uno degli autori, il dottor David Juurlink:

Gli antibiotici macrolidi (eritromicina, claritromicina e azitromicina) sono tra gli antibiotici più prescritti, con milioni di prescrizioni effettuate in Canada ogni anno. I farmaci sono generalmente ben tollerati, ma possono causare diverse interazioni farmacologiche importanti.

Sonno, luce artificiale influisce su qualità, pressione e diabete

La luce in camera prima di coricarsi può avere un impatto sulla qualità del sonno, sulla pressione arteriosa e sul rischio d’insorgenza di diabete.
E’ quanto afferma un recente studio che verrà pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica The Endocrine Society’s Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM), realizzato da Joshua Gooley del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts.

L’esposizione alla luce elettrica tra il tramonto e prima di coricarsi sopprime fortemente i livelli di melatonina e può avere un impatto sui processi fisiologici regolati dall’ormone, come la sonnolenza, la termoregolazione, la pressione arteriosa e l’omeostasi del glucosio.

Stress sul lavoro, donne giovani a rischio di malattie cardiache

Che lo stress, in particolare quello dovuto al troppo lavoro o ancora a situazioni di tensione e forte pressione nell’ambiente professionale, non facesse affatto bene alla nostra salute psico-fisica era un dato ormai assodato. Nuovi studi vanno più nello specifico dei danni da stress, evidenziando il legame proporzionale tra le donne giovani stressate ed il rischio di insorgenza di malattie cardiache.

I ricercatori del Glostrup University Hospital, in Danimarca, hanno utilizzato un campione di 12.000 infermiere per valutare l’impatto dello stress lavorativo sulla salute del cuore nelle donne di età inferiore ai 50 anni.
La ricerca danese, pubblicata in Occupational and Environmental Medicine, ha concluso che la pressione sul luogo di lavoro ha un effetto maggiore sulle giovani donne rispetto all’impatto sulle cinquantenni e sulle sessantenni.

Il genere sessuale dei datori di lavoro può influenzare il livello di stress

Il rapporto con il capo può essere una fonte di stress notevole per i lavoratori dipendenti, alle prese ogni giorno con le pressioni gerarchiche che dominano molti ambienti di lavoro. E questo già si sapeva. Quello che ancora non sapevamo è che anche il genere sessuale del proprio datore di lavoro può essere un fattore influente e determinante per alzare il nostro livello di stress.

E’ quanto affermano i ricercatori dell’Università di Toronto, in uno studio dettagliato sul ruolo del genere sessuale nei rapporti professionali con i dipendenti.
Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi ad un’indagine condotta nel 2005, tramite interviste telefoniche, su lavoratori adulti statunintensi che avevano o un capo di sesso maschile, o un supervisore donna, o entrambi, rapportando le informazioni raccolte al livello di stress dei dipendenti.