I sintomi dello stress da non trascurare

Una delle parole più abusate di recente è sicuramente “stress”. Ma cosa si intende di preciso con questo termine e quali sono i sintomi da non trascurare? Etimologicamente deriva dall’inglese e significa “sforzo”, ma nel linguaggio comune si è diffuso il significato strettamente medico di disturbo dovuto ad eccessive sollecitazioni fisiche e mentali. In particolare si parla di una sindrome di adattamento a sollecitazioni (stressor), specifiche ed estreme. Può essere normale, dovuta cioè ad un abuso delle proprie forze, ma anche cronicizzare, con pericolosi risvolti sulla salute.

Asma, Facebook può causare quella psicosomatica

Asma psicosomatica? Facebook riesce anche in questo. E’ stata infatti registrato in Italia, e rimbalzato velocemente sulla rivista britannica “The Lancet”,  il caso di un 18enne campano affetto da crisi respiratorie legate alla sua permanenza sul social network.

L’avvenimento è stato documentato clinicamente dallo psichiatra Ferdinando Pellegrino dell’Unità di Salute Mentale della Asl di Salerno e da Gennaro D’Amato, primario dell’Unità operativa complessa di pneumologia a indirizzo allergologico dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

Stress da Superenalotto: il decalogo degli esperti

Il Superenalotto sta diventando uno stress  per molti italiani. Seriamente, possiamo dire che è anche una importante forma di dipendenza che aumenta con l’avanzare del Jackpot, oramai a 9 cifre!

Ma possiamo anche aggiungere che vincere, può essere pericoloso per la salute psicofisica. E se alla lettura dei numeri vincenti sulla nostra schedina ci venisse un infarto? Oppure potremmo impazzire nel gestire cifre così grandi.

Il tema andrebbe affrontato approfonditamente, ma una cosa è certa: vincere, vale sicuramente il rischio!

Una vita stressante favorisce la demenza senile

Lo stress psicologico nella mezza età potrebbe portare allo sviluppo della demenza più tardi nella vita, soprattutto sotto forma di morbo di Alzheimer, rivela una ricerca effettuata presso l’Università di Gothenburg, in Svezia. Sulla base dei dati di uno studio che ha seguito 1.415 donne per 35 anni, questa è la prima ricerca in Svezia che indica un legame tra stress e demenza.

Pubblicata sulla rivista scientifica Brain, si basa sulla maggior parte degli studi sulla popolazione femminile della città di Göteborg. Un campione rappresentativo di donne sono state esaminate per la prima volta nel 1968, quando avevano un’età compresa tra 38 e 60 anni, e poi queste sono state riesaminate nel 1974, 1980, 1992 e 2000.

Il fumo passivo non fa male solo al fisico, ma anche alla mente

L’esposizione al fumo passivo sembra essere associata a stress psicologico e al rischio di futuri ricoveri in cliniche psichiatriche tra gli adulti, anche se in buona salute, spiega un rapporto pubblicato on-line che apparirà nel numero di agosto di Archives of General Psychiatry.

Un crescente corpus di letteratura ha dimostrato gli effetti nocivi sulla salute fisica da esposizione al fumo passivo. Data l’elevata prevalenza di esposizione al fumo passivo – negli Stati Uniti, si stima che il 60% degli americani non fumatori mostri la prova biologica dell’esposizione al fumo passivo – anche un basso livello di rischio può avere un impatto notevole sulla salute pubblica

scrivono gli autori.

Il genere sessuale dei datori di lavoro può influenzare il livello di stress

Il rapporto con il capo può essere una fonte di stress notevole per i lavoratori dipendenti, alle prese ogni giorno con le pressioni gerarchiche che dominano molti ambienti di lavoro. E questo già si sapeva. Quello che ancora non sapevamo è che anche il genere sessuale del proprio datore di lavoro può essere un fattore influente e determinante per alzare il nostro livello di stress.

E’ quanto affermano i ricercatori dell’Università di Toronto, in uno studio dettagliato sul ruolo del genere sessuale nei rapporti professionali con i dipendenti.
Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi ad un’indagine condotta nel 2005, tramite interviste telefoniche, su lavoratori adulti statunintensi che avevano o un capo di sesso maschile, o un supervisore donna, o entrambi, rapportando le informazioni raccolte al livello di stress dei dipendenti.