Giornata Mondiale orticaria, 1 ottobre 2015

Il 1° Ottobre viene celebrata la Giornata Mondiale dell’Orticaria in occasione della quale verranno organizzate una serie di iniziative utili a sensibilizzare su di un problema che colpisce moltissime persone in Italia, soprattutto donne di età compresa tra i 20 e i 40 anni. L’orticaria è un disturbo della pelle che, nei casi più gravi, provoca arrossamento, gonfiore e molto prurito. Si tratta di eruzione cutanea che, se in forma leggera, rimane a livello superficiale ma che in altri può associarsi a reazioni edematose degli strati più profondi della cute e del sottocute.

Giornata Mondiale Orticaria, il 1 ottobre

Il 1 ottobre è stata indetta la Prima Giornata Mondiale dell’Orticaria, mirata dunque alla sensibilizzazione verso una patologia che colpisce più di frequente le donne rispetto agli uomini con episodi che si verificano solitamente nel lasso di tempo che va dai 20 ai 40 anni.

Orticaria: quei gonfiori che prudono tanto

La pelle si è coperta improvvisamente di macchie rossastre, rilevate, elastiche e molto pruriginose. Quando sembravano attenuarsi, altre ne sono riapparse, insieme ad un prurito insopportabile. E’ un giovane paziente tutto rosso e spaventato, tradito da un piatto di frutti di mare….L’orticaria è una patologia cutanea molto frequente: il 15-30% delle persone ne soffre almeno una volta nella vita. Dura pochi giorni, può guarire spontaneamente e solitamente è del tutto benigna.

Moltissime le cause che possono scatenarla: alimenti, farmaci, veleni animali, sostanze vegetali, microrganismi infettivi. Attraverso diversi meccanismi, immunologici e non, questi fattori determinano la liberazione di sostanze vasoattive (istamina, bradichinine) e aumento della permeabilità vascolare cutanea, causando una marcata reazione infiammatoria, che si manifesta con i caratteristici pomfi. Se il fenomeno si estende ai tessuti sottocutanei e alle mucose interne (soprattutto del cavo orale), si verifica il quadro dell’angioedema (tumefazione delle labbra, delle palpebre, ecc. ), che può, in rari casi, provocare una gravissima ostruzione delle vie respiratorie.