Tumore alla prostata e brachiterapia

Richiesta di Consulto Medico su tumore alla prostata e brachiterapia
Gent.le Professore, ho 61 anni , a febbraio c.a., dopo l’innalzamento del psa ( nel tempo di 18 mesi ) salito gradualmente da 5.50 a 9.80 mi sono sottoposto a biopsia prostatica con referto di un adenocarcinoma Gleason 6 3+3 ( prostata con volume circa 35 mm ) presente nel lobo sinistro. Trascorso un mese dalla biopsia mi e’ stata eseguita rm e pet che confermavano la presenza del tumore circoscritto anche sul lobo sinistro il tutto extra capsulare ( Diam 1 cm ). Sono seguito in un centro d eccellenza dove mi hanno detto che il caso si presta per la brachiterapia. Vorrei sapere se la brachiterapia anche secondo il Suo parere nel mio caso può’ essere una terapia valida. Io al momento sto bene. La ringrazio e sto in attesa di una sua risposta.”

 

Retinoblastoma, tra le nuove cure anche la brachiterapia

Cambia il protocollo di intervento per il retinoblastoma, il tumore dell’occhio più frequente in età pediatrica. Le nuove linee di intervento, sono state tracciate da un team di esperti dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, presso il quale, già da qualche anno esiste una struttura mirata alla cura di questa patologia oncologica. Il tutto grazie al mandato ricevuto dall’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica, principale organo competente in Italia): per questo motivo il nuovo protocollo di intervento sarà presentato il prossimo 12 Marzo presso la struttura sanitaria romana e poi applicato nei centri specialistici di tutto il nostro Paese.

Retinoblastoma: un tumore che si scopre con le foto dei compleanni

Il retinoblastoma è un tumore della retina che colpisce i bambini nella prima infanzia. Spesso già alla nascita è presente, oppure si manifesta entro i tre anni di vita. Rari, ma documentati i casi fino a 6 anni. E’ molto aggressivo, ma può essere curato salvando anche la vista del bambino se diagnosticato precocemente. Come?

Spesso le foto dei primi compleanni sono risolutive: nelle pupille del  bambino si evidenzia una luce biancastra. Si chiama leucoria, riflesso degli occhi di gatto, o ancora, parlando in medichese si definisce pupilla amaurotica.

Ricordo come se fosse ieri un episodio di tanti anni fa, quando non esistevano le mail o i social network per scambiarsi saluti e foto.

Brachiterapia: convegno a Roma per conoscere la cura di precisione contro i tumori

Quando si parla di cura dei tumori, nella maggior parte dei casi si parla di radioterapiachemioterapia. Ma in pochi conoscono un nuovo metodo, considerato più rapido e sicuro, che da qualche anno viene utilizzato in varie parti del mondo, ed in minima parte anche in Italia: la brachiterapia. Questa nuova tecnica  è in grado di ridurre drasticamente il periodo della terapia ed ha una funzione molto importante: mantiene più in sicurezza gli organi.

Venerdì 7 maggio si è tenuto a Roma il primo convegno sulla brachiterapia che, all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha riunito diversi specialisti nella lotta contro il cancro provenienti da ogni parte del mondo per fare il punto della situazione ed avviare un progetto di diffusione della conoscenza attraverso il programma “Perché la vita va vissuta“. L’intenzione è di rendere note ad un pubblico più vasto le potenzialità di questa nuova terapia e i suoi vantaggi rispetto alle altre, mettendo a disposizione di chiunque voglia un consulto o informazioni aggiuntive, un nuovo sito internet, www.aboutbrachytherapy.com, in cui i pazienti possono prendere decisioni consapevoli prima di decidere a quale trattamento sottoporsi.

Prostata, l’ago che elimina il tumore

Il tumore della prostata limitato alla ghiandola e con bassa aggressività può essere trattato efficacemente anche con la brachiterapia. Questa tecnica può quindi essere proposta a tutti i pazienti affetti da adenocarcinoma prostatico localizzato con età avanzata, alto rischio anestesiologico e/o operatorio, a rischio per patologie trombo emboliche. Dice il professor Claudio Giberti

 «Questa terapia innovativa, è comunque poco traumatica, permette una rapida ripresa dell’attività lavorativa e consente di ottenere percentuali di cura elevate con riduzione del rischio delle complicanze rispetto alla chirurgia tradizionale. Per esempio l’incontinenza urinaria o le stenosi uretrali sono inesistenti, mentre la ripresa della potenza sessuale è dell’80%. I disturbi minzionali sono presenti nel 40% dei casi anche per un mese, la ritenzione urinaria nel 15%, per cui la metodica rimane controindicata in presenza di un voluminoso adenoma prostatico»