Sclerosi multipla, metodo Zamboni confutato in Canada?

Il metodo Zamboni contro la sclerosi multipla è da anni sotto l’occhio dei riflettori. Torna fa parlare di sé a causa di uno studio canadese pubblicato sulla rivista di settore Plos One che sostiene la mancanza di legame  tra la patologia e la CCSVI, l’insufficienza venale cerebrospinale cronica sulla cui risoluzione il protocollo basa la sua “cura”.

Sclerosi multipla, Ccsvi e metodo Zamboni, l’Fda lancia un’allerta

Il metodo Zamboni non convince la FDA (Food and Drug Administration) statunitense. O meglio, il suo parere al riguardo di un sperimentazione circa il trattamento della Ccsvi finalizzato alla cura della sclerosi multipla, non è confortevole. In particolare con un comunicato per pubblicazione immediata la Fda ha allertato gli operatori sanitari ed i pazienti sui rischi dell’ormai noto metodo Zamboni, definito anche come “terapia della liberazione”: questo in seguito ad alcune segnalazioni ricevute di lesioni e decessi, ipoteticamente riconducibili a tale pratica. In realtà però, la FDA non ha propriamente bloccato le possibilità di sperimentazione al riguardo negli Stati Uniti, ma ha messo un veto determinante circa l’utilizzo del metodo che dovrà essere praticato solo dopo una seria valutazione della sicurezza dei pazienti, ed il rilascio dell’autorizzazione della medesima allo studio clinico. Ma cerchiamo di comprendere meglio la questione.

Sclerosi Multipla, a novembre parte sperimentazione metodo Zamboni

Finalmente, il prossimo novembre, il tanto contestato “Metodo Zamboni” per la cura della Sclerosi multipla potrà finalmente contare sull’inizio di una sperimentazione clinica tutta italiana. Dal mese prossimo, presso l’azienda ospedaliera S. Anna di Ferrara e l’ ospedale Bellaria di Bologna potranno essere trattati i primi pazienti nell’ambito di uno studio dedicato a tale tecnica.

Sclerosi multipla: una settimana di informazione organizzata dall’Aism

E’ tornata per la dodicesima volta consecutiva la Settimana Nazionale della Sclerosi Multipla, organizzata dall’Aism per sensibilizzare l’opinione pubblica circa questa patologia. Dal 21 al 29 Maggio una serie di eventi cercheranno di coinvolgere quotidianamente qunate più persone possibili sull’informazione ed i passi importanti che si stanno facendo in ambito di ricerca scientifica sulla Sclerosi Multipla. Il motto “Fastworld: fai andare più veloce il mondo della ricerca, l’unica arma per sconfiggere la malattia”, la dice lunga sull’impegno che bisogna avere, equivalente ad un sano programma sportivo o professionale, basato su eventi quotidiani e non solo. Un esempio? Per tutta la settimana sarà attivo un numero verde AISM 800 803028, per ricevere informazioni sulla malattia, e sulla pagina di facebook dell’Aism, verrà attivato un nuovo servizio: “il neurologo risponde”.

Sclerosi Multipla e Ccsvi: nuove conferme e speranze di cura

Un nuovo studio, appena pubblicato sulla rivista scientifica Bmc Medicine sembra confermare la relazione tra l’insorgere della Sclerosi Multipla e la Ccsvi (Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica), ovvero una malformazione caratterizzata dal restringimento delle vene giugulari che porterebbe ad una riduzione del flusso sanguigno al cervello, responsabile dei sintomi della stessa sclerosi multipla. Il lavoro scientifico è stato realizzato grazie alla collaborazione tra il dipartimento di neurologia e neuroimmagini dell’Università di New York con sede a Buffalo, di cui è direttore il Professor Robert Zivadinov, il centro per le malattie vascolari dell’Università di Ferrara diretto da Paolo Zamboni, e quello “BeNe” dell’Ospedale Bellaria di Bologna diretto da Fabrizio Salvi. I dati confermano l’ipotesi scientifica di Zamboni: nel 75% dei casi studiati, è stata individuata una compresenza delle due patologie.

Festa della Donna? L’8 Marzo regala la Gardenia dell’Aism

Per la Festa della Donna vuoi regalare un fiore? Dona una Gardenia dell’Aism! L’appuntamento con la solidarietà nei confronti dei malati affetti da Sclerosi Multipla si ripete anche quest’anno in 3000 piazze italiane. Sabato 5 e Domenica 6 Marzo sarà possibile acquistare la tradizionale piantina bianca confezionata nel sacchetto rosso dell’Aism, con un contributo minimo di 13 euro. I fondi raccolti, come sempre  serviranno per finanziare le varie iniziative dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, da anni impegnata nella ricerca e nell’assistenza.

In particolare in questa occasione saranno utilizzati per sostenere gli studi sulla CCSVI ed iniziative rivolte ai servizi alle persone affette da questa malattia, come il programma “Donne oltre la SM” che prevede incontri ed eventi finalizzati all’informazione e al coinvolgimento su tutto il territorio nazionale, delle pazienti affette da S.M. nei diversi ambiti quotidiani, dalla vita professionale, alla famiglia, ai rapporti interpersonali e più propriamente sociali.

Sclerosi multipla e Ccsvi, Nicoletta Mantovani si batte per il metodo Zamboni

Il suono del muro che cade è il titolo di un convegno sulla sclerosi multipla che si terrà domani a Bologna. Ma dopo la denuncia di Nicoletta Mantovani, vedova di Luciano Pavarotti, presidente onorario dell’Associazione Ccsvi-Sm, è molto di più. La Mantovani ieri, nell’ambito della presentazione dell’evento, ha parlato della scoperta del professor Paolo Zamboni, dell’università di Ferrara, rivolgendo parole molte dure, e ne ha ben donde, all’ostruzionismo delle istituzioni in materia:

“Adesso basta: fino ad oggi nessuno era in grado di dare risposta ai molti interrogativi che la sclerosi multipla pone. Finalmente la scoperta del professor Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara da’ risposte scientificamente valide, è incredibile che in Italia, paese nel quale la scoperta è avvenuta, le istituzioni anziché sostenerla facciano ostruzionismo”.

Sclerosi Multipla: nuove possibili terapie

Ancora un passo avanti nella ricerca sulla Sclerosi Multipla. Il prof. Paolo Zamboni direttore del Centro malattie vascolari dell’Universita’ di Ferrara ha presentato gli esiti dei suoi studi a Toronto nel corso del 62esimo Congresso dell’Americam Academy Neurology. Una sede prestigiosa per spiegare e rinnovare il successo che sta ottenendo con il suo lavoro: secondo lo studioso esiste un profondo legame tra la Ccsvi (insufficienza venosa cerebrospinale cronica) e la sclerosi multipla. Vi spieghiamo meglio:

la S.M. è una malattia infiammatoria cronica che colpisce il sistema nervoso centrale. Ancora non esiste una terapia specifica, perché ancora non sono chiare le cause dell’insorgenza della patologia. Il prof. Zamboni ha analizzato circa 300 volontari: 65 affetti da varie forme di sclerosi e 235 sani o con altri disturbi neurologici. Ne è risultata una notevole connessione tra l’insorgere della S.M. e l’insufficienza venosa.

Sclerosi multipla, la ricerca avanza

Ancora una volta due ricercatori italiani pubblicano i risultati di un loro importante lavoro sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Immunology: hanno immesso un innocuo batterio in alcuni topini da laboratorio, per poi osservare lo sviluppo di una malattia autoimmune simile alla sclerosi multipla. Sono il prof. Francesco Ria ed il prof. Giovanni Delogu , rispettivamente dell’Istituto di Patologia Generale e dell’Istituto di Microbiologia dell ’Università Cattolica di Roma.

Il loro studio è durato 2 anni ed è stato indirizzato alla conoscenza della sclerosi multipla, malattia autoimmune che colpisce in Italia circa 58.000 persone. Come le altre patologie di questa categoria è dovuta ad una reazione infiammatoria causata dal sistema immunitario che si attiva in difesa di qualcosa che a tutt’oggi non è ancora chiaro. L’unica certezza che si ha è che c’è un fattore generico predisponente, ma ancora non si è capito quale agente esterno provoca la reazione immunologica che distrugge il rivestimento delle fibre nervose del sistema nervoso centrale.