In coda per un rene: Italia ai primi posti per donazioni, molto battuto il mercato estero

Troppi centri accreditati in alcune regioni, pochi quelli di alta specializzazione e la verità lampante secondo cui – sempre più spesso – i malati sono costretti a cercare un organo all’estero. Di pochi giorni fa la notizia di un catanese che ha deciso di mettere in vendita un rene dopo il falllimento della sua attività e l’immediata risposta di decine di persone pronte ad accaparrarselo.

Già, perchè le statistiche confermano l’allungamento delle liste di attesa di pazienti italiani che vivono nella speranza di trovare un rene nuovo: si è passati dai 6.838 del 2002 ai 6.400 del 2006 per risalire fino ai 7.018 del 2008 – dati fermi al 31 agosto.

Chirurgia bariatrica: occorrono nuovi centri specializzati

Tempi d’attesa medi superiori ad un anno per le persone affette da obesità che decidono di sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica. Sono cinque milioni gli italiani obesi, 3500 dei quali ogni anno decidono di ricorrere al bisturi non solo per perdere peso, ma anche per alleviare o curare le complicanze mediche che l’obesità porta con sè.

Il problema delle lunghe liste di attesa si presenta immutato da Nord a Sud della penisola, dove si contano 91 centri specializzati presenti in ogni regione: capofila è la Lombardia che ne ospita 26, seguita da Lazio e Sicilia che contano sul loro territorio rispettivamente 19 e 13 strutture. “Fanalino di coda” Puglia e Liguria con solo 5 centri specializzati.