Bendaggio gastrico, risultati e benefici per grandi obesi

Il bendaggio gastrico è foriero di risultati positivi e di diversi benefici per i grandi obesi, ovvero coloro che hanno un indice di massa corporea superiore a 35 kg/m2.  Scopriamo quindi insieme perché la chirurgia bariatrica è da considerare uno strumento utile.

Contro l’obesità AspireAssist® al San Raffeale VIDEO

Contro l’obesità è arrivato in Italia un nuovo alleato. Si chiama AspireAssist® ed è un dispositivo mini-invasivo e completamente reversibile messo a punto da un team di medici americani per aiutare quei pazienti che non riescono a perdere peso o a mantenere a lungo il dimagrimento con i sistemi classici ovvero la dieta mirata, l’esercizio fisico e il cambiamento dello stile di vita.

Bypass gastrico, effetti collaterali e costi

Il bypass gastrico fa parte della cosiddetta chirurgia bariatrica, ed è tra gli interventi maggiormente eseguiti per la riduzione del peso in caso in caso di obesità grave, ma anche in presenza di diabete di tipo 2, e consiste nella creazione di una sorta di tasca gastrica, senza asportare alcuna parte dell’intestino o dello stomaco, in grado di contenere solo limitate quantità di cibo, che permette di bypassare parte del percorso che effettuano gli alimenti.

Chirurgia per perdere peso: si diffonde nuova tecnica per l’obesità grave

Negli ultimi anni si stanno diffondendo diverse tecniche chirurgiche per combattere l’obesità e perdere qualche chilo. Tra queste se ne sta diffondendo un’altra che può agire come una sorta di bypass gastrico che però, a differenza di questa tecnica ormai rodata, può funzionare meglio anche su persone affette da obesità grave. I rischi però, segnalano i ricercatori, sono molto alti.

Obesità: l’intervento, tra chirurgia bariatrica e psicologia

Una vera e propria strage, quella che miete ogni anno l’obesità in Italia. Nel nostro Paese si imputano a quella che ormai è considerata a tutti gli effetti un’epidemia ben 50 mila vittime.
L’eccesso di peso patologico scatena complicazioni profonde, non di rado fatali, dovute alla conseguente insorgenza di malattie croniche come il diabete, allo scatenarsi di patologie a carico del fegato, allo sviluppo di ipertensione ed al rischio aumentato di cancro.

Per non parlare dei pesanti effetti sulla qualità della vita, sia a livello di sfera sociale che per quanto concerne la sessualità e la vita professionale ma anche per disagi di natura prettamente pratica, legati ad esempio alla mancanza di ambulanze piuttosto che di barelle abbastanza capienti, alle difficoltà nel trovare l’abbigliamento adeguato e così via discorrendo.

Cure per l’obesità: le controindicazioni della chirurgia bariatrica

L’obesità è una patologia grave che può e deve essere curata con ogni mezzo. Dopo il fallimento di diete ed altre terapie tradizionali e controllate, l’ultima spiaggia consiste nella chirurgia bariatrica, ovvero in quell’insieme di tecniche operatorie che hanno come scopo la riduzione del peso corporeo. Questo tipo di trattamento non va però considerato come una risoluzione estetica: in realtà si tratta di una terapia salvavita! Le complicanze dell’obesità, tra diabete, ipertensione, rischi oncologici e cardiovascolari, possono infatti essere molto gravi.

Non tutti però possono sottoporsi a questi tipi di intervento chirurgico. Sono state infatti tracciate e vengono regolarmente seguite alcune linee guida sulla chirurgia bariatrica. Nel documento, oltre a evidenziare chi può essere sottoposto al trattamento, si indica anche quali categorie di pazienti ne devono essere escluse e perché, nonostante un’obesità grave.

Diabete: si cura anche con la chirurgia

Il diabete di tipo 2 si cura con la chirurgia. Non è un’ipotesi che guarda al futuro, ma una realtà concreta già ampiamente sviluppata e testata. Stiamo parlando della cosiddetta chirurgia metabolica, nuova disciplina medico-scientifica nata in Italia e sviluppatasi negli Stati Uniti, grazie ad un ricercatore dell’Università Cattolica di Roma: il Prof. Francesco Rubino, oggi direttore del Diabetes Surgery Center del Weill Cornell Medical College di New York.

Il tutto mutua dalla chirurgia bariatrica, quella cioè che si utilizza come salvavita per combattere l’obesità grave. Ormai si parla con preoccupazione di una nuova epidemia definita diabesity (o diabesità all’italiana!) proprio a sottolineare lo stretto legame tra le due patologie. Sono molti i documenti scientifici che da tempo attestano un’ importante riduzione del diabete in seguito alla perdita di peso (oltre che viceversa). Ebbene è stato anche dimostrato che la stessa medicina operatoria gastrointestinale ha un effetto anti-diabete, in qualche modo a prescindere dal calo ponderale, cioè dal dimagrimento.

Obesità e chirurgia bariatrica: gli interventi, i rischi ed i risultati

L’obesità grave si può curare con la chirurgia bariatrica, ovvero con quelle tecniche operatorie che hanno come scopo il dimagrimento, cioè  il calo ponderale ed il suo mantenimento nel tempo. Esistono diverse tecniche chirurgiche al riguardo, alcune rivolte a contrastare l’assorbimento dei nutrienti, altri di riduzione gastrica che hanno lo scopo di raggiungere più rapidamente il senso di sazietà. Vediamoli nel dettaglio:

•    Diversione Bilio-Pancreatica
•    By-Pass Digiuno-Ileale
•    Gastroplastica Verticale
•    Bendaggio Gastrico Regolabile
•    Palloncino Intragastrico
•    Lipectomia

L’obesità si cura con la chirurgia: ecco le linee guida

L’obesità si può curare con la chirurgia. In questi casi si parla di chirurgia bariatrica, specifica per indurre un deciso calo ponderale. Si tratta di una tecnica nata in Italia negli anni ’70 sviluppatasi però solo di recente con l’avvento della laparoscopia, poco invasiva rispetto alle metodiche tradizionali. Stiamo parlando ovviamente di casi di obesità gravi per cui questa soluzione diventa un importante salvavita.

Troppo spesso i chili in eccesso vengono considerati solo dal punto di vista estetico ed un intervento di questo tipo sembra essere superfluo, paragonabile alla chirurgia estetica. Così non è: le persone gravemente obese solitamente soffrono di diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, problemi alla colonna vertebrale e, ormai è statisticamente accertato, hanno un maggiore rischio di contrarre il cancro.

Ripetere la chirurgia bariatrica aumenta il rischio di complicanze

Continui interventi chirurgici per perdere peso comportano un rischio più elevato di complicanze rispetto alla procedura chirurgica iniziale, ha rilevato una nuova ricerca. Il trattamento chirurgico, conosciuto come chirurgia bariatrica, è l’unico metodo efficace per la perdita di peso a lungo termine nelle persone gravemente obese. Tassi di ripetizione della chirurgia bariatrica vengono segnalati dal 5 al 56% dei casi.

Nella loro relazione, i ricercatori greci dell’University Hospital di Patrasso hanno seguito 56 pazienti che hanno ripetuto tale procedura tra il 1995 e il 2008. I pazienti avevano un’età media di 39,6 anni, e di un indice medio di massa corporea (BMI) di 46,9. (Sopra il 30 si è considerati obesi).

Le tre ragioni principali per la ripetizione della chirurgia bariatrica sono: perdita di peso insufficiente dopo la procedura iniziale; gravi complicanze nutrizionali, come la malnutrizione proteica; e gli effetti collaterali intollerabili come il blocco o restringimento del tratto digestivo.

Obesità grave, inaugurato il nuovo Centro di Chirurgia Bariatrica in Campania

400 milioni. A tanto ammonta il numero di persone obese o in sovrappeso in Europa, 20 milioni solo in Italia, un terzo della popolazione. Numeri enormi, che fanno paura, in quanto l’obesità favorisce l’insorgere di diverse malattie, le quali possono anche portare a morte precoce.

Per questo la scienza inventa ogni giorno nuovi metodi per guarire da questa che è una vera e propria patologia, ma si è capito che se è possibile perdere peso con diete ed esercizio fisico quando si è in sovrappeso, non è altrettanto semplice farlo quando di chili se ne hanno tanti in più. Quando poi l’obesità è considerata grave, allora entrano in gioco altri fattori, primo tra tutti, la chirurgia.

Per questo ieri, presso il Presidio Ospedaliero Pineta Grande di Castel Volturno è stato inaugurato il Centro di Chirurgia Bariatrica, in risposta alle richieste d’aiuto che provengono da una Regione, come la Campania, che registra il più alto tasso di obesità d’Italia, ma che sarà in grado di rispondere anche alle richieste della popolazione Meridionale, dove tali eccellenze sono molto poche, ma purtroppo l’obesità è presente allo stesso modo che al Nord.

Obesità: la situazione italiana è molto preoccupante

Oggi è l’Obesity Day, la giornata dedicata all’obesità in tutto il mondo. Anche in Italia numerosi medici ed esperti si sono riuniti per fare il punto sulla situazione, e i dati che ne sono scaturiti non sono per nulla incoraggianti. La popolazione italiana ha problemi di peso. Per la precisione, per quanto riguarda gli uomini, il 67% ha un peso eccessivo (50% è in sovrappeso, 17% è obeso); nelle donne la percentuale scende leggermente fino al 55% (34% è in sovrappeso, ma l’obesità è maggiore, fino al 21%).

Queste le stime Adi (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), le quali raccontano di un’Italia sempre più grassa, e di conseguenza sempre più a rischio tumore. E’ stato infatti dimostrato da numerose ricerche in tutto il mondo che l’obesità, ma anche i chili di troppo, favoriscono l’insorgere di alcuni tipi di tumore, come quello al colon-retto, che è il più comune in questo campo. Ma come mai ci siamo ritrovati in questo stato?

Chirurgia contro l’obesità: qual è la soluzione migliore?

Uno chef di 43 anni di New York, Thomas Pallozzi-Haynes, era patologicamente obeso e vicino alla disperazione. Mentre il suo aumento di peso iniziale era stato innescato dal diabete di tipo 2, si è presto ritrovato in un ciclo infinito di diete fallite e aumento di peso che lo hanno portato ad ingrassare di 124 kg.

Recarsi al lavoro era diventato un’agonia a causa del mal di schiena e dei crampi intestinali dovuti al suo farmaco per il diabete. Come molte persone in sovrappeso, conduceva una sfida quotidiana contro i commenti delle altre persone, e alla fine ha lottato per camminare, dormire e persino respirare correttamente.

La mia più grande paura era che qualcosa mi sarebbe successo. Come potrei prendermi cura di mia moglie e mio figlio?

Così un giorno prese una decisione: ispirato da un documentario televisivo sulla chirurgia di bypass gastrico, progettato per limitare fisicamente la quantità di cibo che lo stomaco può contenere e limitare l’assorbimento intestinale delle sostanze nutritive, il 17 aprile Pallozzi-Haynes ha firmato per l’operazione. In ambulatorio si chiude la maggior parte dello stomaco, lasciando solo una sacca delle dimensioni di una noce per ricevere il cibo. L’obiettivo è tagliare drasticamente l’assunzione delle calorie, ma ecco la cosa strana: l’operazione ha avuto molto più successo di quanto ci si potesse aspettare.

Grande obesità: la chirurgia è solo l’inizio

Nell’ozio estivo, sulle sdraio a bordo mare o sulle terrazze panoramiche dei rifugi di alta montagna, tutti abbiamo sentito parlare di diete e di sovrappeso. Sull’argomento obesità grava la premessa che non è soltanto l’anticamera di numerosi problemi (come può verificarsi per il semplice sovrappeso) ma è uno stato morboso che mette a rischio il presente e non solo il futuro dei pazienti. Le statistiche sanitarie dimostrano, senza incertezze, che l’aspettativa di vita dei grandi obesi è fortemente ridotta rispetto ai coetanei di peso normale o solamente in lieve sovrappeso.

Tutti i medici che hanno avuto in cura dei pazienti gravemente obesi sanno bene che oltre certi livello di eccesso ponderale neppure le diete più severe, né l’aiuto dei farmaci, né le terapie cognitivo-comportamentali, servono a sbloccare il problema, considerata anche la difficoltà di rieducare questi pazienti ad un minimo eserciz:io fisico, compatibile con le loro residue capacità cardiorespiratorie e di movimento.