5 benefici della camminata veloce

I benefici della camminata veloce sono molti ed ecco perché molti medici la consigliano per mantenersi in salute. E’ questo un tipo di allenamento adatto per tutti, anche per le persone della cosiddetta terza età alle quali è molto spesso vietato un tipo di esercizio troppo intenso. Per cosa fa bene camminare a passo svelto? Scopriamone insieme i benefici.

Consigli per superare indenni la fine del’inverno!

Nella mia adolescenza il passaggio tra autunno ed inverno, meglio tra il fresco ed il freddo, era segnato dal cambio stagione che faceva mia madre nei cassetti della biancheria. Sparivano calze e maglie di cotone e rispuntava la lana, tenuta meticolosamente da parte con le palline di naftalina. La mitica maglia di lana, che oramai nessuno porta quasi più, e che io mi riservo per le giornate in cui la temperatura va sottozero. Vi assi­curo che il piacere di avere una cosa calda sulla pelle è imparago­nabile con altri tipi di tessuto. A parte questa reminiscenza per­sonale, ecco cinque consigli in­crollabili per cercare di passare questa fine inverno, al riparo dall’attacco d’influenza, tosse, raf­freddore, mal di gola e tutto l’ar­mamentario proposto dalla stagione.

Non è la panacea di tutti i malanni, ma è fuori dubbio che presa nel­l’alimentazione quotidiana o sotto forma di integratore, la vitamina C (acido ascorbico), è in grado di sti­molare la reazione delle difese im­munitarie dell’organismo. Per questo è particolarmente consi­gliata per prevenire i malanni sta­gionali, che essendo causati da virus, devono trovare in questo periodo più che in altri, un’azione di difesa dell’organismo efficace e tempestiva. Gli alimenti più ricchi di vitamina C sono i frutti freschi come agrumi, ananas, kiwi, fra­gole, ciliegie, uva, melone d’in­verno (quello con la buccia gialla e la polpa bianca, contiene anche magnesio); alcune verdure e or­taggi freschi come lattuga, radic­chio, spinaci, broccoletti, broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, pepe­roni.

Ma attenzione, perché la vi­tamina C è una sostanza che viene facilmente distrutta durante la cottura, la conservazione dei cibi (anche in frigorifero), l’esposi­zione di questi all’aria e alla luce, ‘consumata’ dal fumo, dallo stato di gravidanza o da una attività sportiva intensa (attraverso il su­dore), senza contare che il nostro organismo la elimina giornalmente con le urine. Questo naturalmente non significa che più se ne prende meno rischi ci sono di ammalarsi. Secondo i nutrizionisti, che vanno sempre interpellati, assumerne 500 milligrammi per tre volte al giorno, potrebbe ridurre la severità e la durata del malessere.

 

Corsa e walking: programma settimanale da seguire

La scelta tra correre e camminare è in realtà una questione di gusti personali. Se vi piace la sensa­zione di sollevarvi da terra ed al­lungare il passo, probabilmente vi piacerà aggiungere la corsa alla marcia. Se invece non gradite la sensazione dell’impatto, allora sappiate che camminare a passo sostenuto resta comunque un’atti­vità impegnativa. Le calorie smaltite dipendono in pratica dalla distanza percorsa, a prescindere dalla velocità; la diffe­renza principale è nel tempo: se impiegate 28-30 minuti per coprire quasi 5 km di corsa, ne impieghe­rete circa 45 per coprire la stessa distanza marciando. In altre pa­role, ci vuole più tempo per bru­ciare le stesse calorie.

 Un esempio pratico: una donna di circa 60 kg brucia 136 calorie camminando per 30 minuti a 5,6 km orari; se corre per lo stesso lasso di tempo, arriva invece a bruciare circa 237 calorie. In ogni caso, l’impatto della corsa è per natura maggiore, ed è per questo che il workout misto offre il meglio delle due attività, con in più l’ingrediente del divertimento, assolutamente fondamentale. Pronti per partire?

 Si tratta di un programma di alle­namento di 4 settimane. Ogni se­zione comprende un determinato numero di intervalli che servono ad inserire la corsa in un pro­gramma di marcia. E’ molto importante non passare bruscamente dalla passeggiata allo scatto. L’intervallo deve essere solo un po’ più intenso rispetto alla marcia a passo sostenuto. In una scala di sforzo che va da 1 (immobilità) a 10 (massimo sforzo), la marcia deve restare entro un livello di 4: 5 o 6, e la corsa di 5, 6 e 7. Prima di passare alla settimana successiva bisogna essere in grado di completare il programma previsto per quella in corso e senza sforzo eccessivo, altrimenti occorre ripeterlo. Il tempo totale dell’allenamento comprende il riscaldamento e lo stretching, il numero minimo di in­tervalli, il defaticamento e lo stret­ching finale. Se vi sembra troppo breve o troppo lungo, aggiungete o togliete una serie di intervalli. Il progresso si misura passando da camminate più lunghe a corse più lunghe, ma se preferite pas­sare semplicemente dalla marcia alla corsa, aderite pure al pro­gramma settimanale che più vi piace.