Cervello, scoperto interruttore della creatività

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania sembrano aver scoperto l’interruttore della creatività presente nel nostro cervello. Lavora come un filtro che impedisce ai pensieri “irrilevanti” di interferire con quello che dobbiamo fare. Inibirlo potrebbe trasformarci tutti in artisti?

Cervello più creativo a contatto con la natura

Il cervello umano è più attivo quando si trova a contatto con la natura e lontano dalla tecnologia. Mettiamo un freno al multitasking ed andiamo per i campi per ottenere dal nostro encefalo risposte migliori e più creative. Lo suggerisce uno studio pubblicato su Plos One e condotto dall’Università dello Utah in collaborazione con l’Università del Kansas.

Sinestesia, il “disturbo” che aiuta la memoria e rende creativi

La definiamo “disturbo” ma non è propriamente il termine corretto. Quando parliamo di sinestesia, parliamo di una capacità molto particolare di alcune persone, sopravvissuta nel percorso evolutivo umano, di associare a suoni dei particolari colori e viceversa. Una confusione sensoriale che il suo “scopritore” Francis Galton, cugino di Charles Darwin, studiò a lungo nel corso della sua vita. E che oggi, attraverso una ricerca, si scopre sia in grado di assicurare una memoria di ferro ed una forte creatività.

Studio USA riscatta i videogiochi: stimolano la creatività

Sembra proprio che i videogiochi siano destinati a riscattarsi presto dalla cattiva fama creata intorno a loro da una moltitudine di ricerche che ne hanno dimostrato la correlazione con l’aumento di ansia, insonnia e comportamenti violenti e aggressivi nei giovani.

Già qualche giorno fa vi avevamo parlato del grande successo riscosso, non solo presso i giovanissimi, dai cosiddetti neurosoftware, ovvero videogiochi pensati per esercitare la memoria, e di quelli creati apposta addirittura per dimagrire e mantenersi in forma come Wii fit, che comunque non ha mancato di attirare su di sè le critiche di qualche nutrizionista.

Adesso, a segnare un ulteriore punto a favore di playstation e co., arriva una ricerca statunitense secondo la quale i videogiochi stimolerebbero addirittura la creatività e la capacità di risolvere quesiti e problemi. Lo studio, condotto da Shyam Sundar, direttore del laboratorio di ricerca multimediale della Penn State University, ha coinvolto quasi 100 studenti ed è stato presentato alla 58/ima conferenza annuale della International Communication Association (ICA) a Montreal, in Canada.

Vostro figlio ha un amico immaginario? Niente paura, è normale ed è un bene

Vi capita spesso di “sorprendere” vostro figlio parlare da solo ad alta voce o col suo giocattolo preferito? Niente paura, probabilmente ha un amico immaginario, non c’è nulla di cui preoccuparsi, anzi: l’invenzione da parte dei piccoli di un amichetto immaginario, invisibile o identificato col proprio giocattolo preferito, un pupazzo, una bambola, un peluche, non solo è segno di creatività, ma rappresenta una vera e propria palestra entro la quale il bambino apprende a sviluppare e mettere in pratica le proprie nascenti abilità sociali. Il bambino gioca, litiga, parla, scambia informazioni sul mondo col suo amico ed impara così a muoversi nelle situazioni che la realtà gli porrà di fronte. Esistono numerosi studi che hanno analizzato il ruolo dell’amico immaginario nello sviluppo psicofisico e tutti rassicurano i genitori: non dovete affatto preoccuparvi della sua presenza nella vita di vostro figlio e nella vostra, anzi ascoltare il vostro bambino mentre interagisce con il prodotto della propria fantasia può offrirvi un punto di vista differente su di lui insegnandovi a conoscerlo meglio.