Ragazza non mangia da 5 anni: è affetta da gastroparesi

Il suo nome è Ayllah-Beau Foley ed è una ragazza di 19 anni come tante, tranne per il fatto che da 5 anni non mangia perché affetta da gastroparesi. La sua famiglia, dopo aver lottato per tutto questo tempo da sola alla ricerca di una cura, ha deciso di rendere pubblica la sua storia e chiedere aiuto.

Congestione digestiva, sintomi e rimedi

E’ da quando sono bambina che sento parlare di congestione se bevo l’acqua troppo ghiacciata ed in fretta o se faccio il bagno in mare troppo presto dopo aver mangiato ed ora che sono mamma mi ritrovo a fare gli stessi discorsi con i miei figli. Visto il caldo di queste ore è il caso di fare un ripasso generale sull’argomento per capire bene cos’è la congestione, quali sono i primi sintomi e soprattutto cosa fare per evitare che il problema diventi grave.

Colestasi intraepatica progressiva famigliare : messo a punto sensore per regolare acidi biliari

La colestasi intraepatica progressiva famigliare è una malattia di tipo genetico la cui espressione è l’interruzione del flusso biliare dal fegato all’intestino. In questo caso la bile, invece di essere eliminata, permane nel fegato intossicandolo e indebolendolo fino a rendere necessario un trapianto di organo. Un gruppo di ricercatori italiani ha messo a punto un sensore capace di diminuire la concentrazione di acidi biliari.

Stitichezza, un aiuto dalle lenticchie rosse

Le lenticchie rosse, dei legumi molto saporiti e ricchi di proteine facilmente assimilabili, aiutano a regolare l’intestino e combattere la stitichezza, un disturbo spesso riconducibile a cattive abitudini alimentari. La mancanza di fibra a causa dei cibi sempre più raffinati, l’insufficiente apporto di acqua, con la complicità di una vita troppo sedentaria, fanno sì che il fenomeno si cronicizzi e diventi sempre più diffuso.

Cenone di Capodanno, i trucchi per alleggerire i piatti per favorire la digestione

Gli stravizi delle feste non finiscono di certo a Natale. Il cenone di Capodanno non è che la ciliegina sulla torta, e a pagarne le conseguenze è il nostro povero intestino. Per facilitare la digestione e tamponare l’eccesso di alimenti pesanti e dannosi per la flora batterica basta seguire qualche piccolo accorgimento per alleggerire i piatti, grazie anche alla “complicità” delle spezie.

Malattie digestive. Una settimana dedicata alla prevenzione

Le malattie digestive per un’intera settimana sono al centro dell’attenzione nel corso della prima “Settimana delle malattie digestive” attualmente in corso. Sono oltre 50 i centri specialistici a disposizione di chi intende essere informato sullo stato di salute del proprio apparato digerente o di chi già soffre di malattie digestive. Sono 8000 i medici (di medicina generale) coinvolti nel progetto su tutto il territorio nazionale che invieranno presso i centri specializzati i pazienti. Le visite gratuite sono state organizzate dalla Sige, Società italiana di Gastroenterologia, dall’Aigo, Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri, e dalla Sied, Società italiana di Endoscopia digestiva.

L’alcool a fine pasto rallenta la digestione, ma non provoca indigestione

Il rapporto tra l’alcool ed il cibo è da sempre al centro di molti studi in quanto si susseguono diverse teorie, sugli effetti che possono scaturire da quest’unione. Il più recente, stilato da un’università svizzera, ha dimostrato che l’alcool può rallentare la digestione dopo un pasto ricco di molti kilojoule, come possono esserlo molti di quelli che affronteremo durante il periodo natalizio, ma non causa sintomi più gravi come l’indigestione, il bruciore di stomaco, eruttazioni e gonfiore. La ricerca è stata pubblicata su bmj.com.

Al fine di determinare gli effetti dell’alcool sull’apparato digerente quando ricchi pasti sono consumati, i ricercatori dell’Ospedale Universitario di Zurigo, guidati dal dottor Mark Fox hanno studiato 20 persone che avevano bevuto vino o tè nero con fonduta di formaggio seguita da liquore di ciliegie o acqua come digestivo dopo il famoso piatto svizzero.

Il Karkadè per risolvere i problemi di ipertensione

Parafrasando il titolo di un programma televisivo di tendenza, avremmo potuto titolare il post con il neologismo “Nonsolochimica”; già, perché a volte la medicina si affanna nella ricerca di rimedi artefatti per curare alcune patologie, ma solo finché non si accorge che anche nella Natura risiedono possibilità straordinarie. E’ il caso dei fiori dell’Hibiscus sabdariffa, a noi più noto come ingrediente essenziale di quegli infusi di Karkadé tanto in voga nei bar di questi tempi.

L’Hibiscus è una pianta perenne che cresce spontaneamente in Africa come nell’Asia tropicale, i cui fiori giallo chiaro – talvolta rosa – quando si sviluppano le capsule diventano rosso vivo. Da qui il classico colore delle tisane, che però non è l’unica – né la principale – caratteristica del Karkadé. Ricercatori della Tuft University di Boston hanno dimostrato che questa bevanda potrebbe diventare il rimedio naturale “principe” contro l’ipertensione.