Disturbi comportamento alimentare e sintomi

Richiesta di Consulto Medico
“Gentile Dottore, Sono una ragazza di 21 anni. Dopo un periodo tendente prima all’anoressia e poi alla bulimia, da più di un anno mi capita quasi tutti i giorni di masticare cibo e poi di sputarlo (dopo i pasti normali di ridotte dimensioni o in momenti di forte stress e ansia). Oltre ad avvertire gonfiore alla pancia, ieri per la prima volta ho accusato mal di gola e un lieve senso di costrizione e accenni di tosse, pur non essendo raffreddata, e temo siano legati al disturbo che le ho descritto. Sospendendo immediatamente questa pratica il dolore entro quanto scomparirà secondo lei? Devo seguire alcuni accorgimenti particolari o assumere farmaci specifici? Inoltre volevo chiederle se questa pratica possa aver scatenato patologie molto gravi e se mi consiglia di fare alcuni controlli o esami specifici e quali. La ringrazio moltissimo per la disponibilità. Cordiali Saluti.”

Disturbi alimentari e anoressia adolescenza, 13enne chiede che fare

Richiesta di Consulto Medico
Ciao, sono una ragazza di 13 anni (14 a novembre) e sono ormai 3 mesi che continuo a nutrirmi con sola frutta, verdura quando mi va, carne e pesce alle volte… in misere porzioni. Sono entrata in questo tunnel senza neanche rendermene conto…le persone mi prendevano in giro e io volevo solo essere magra e adesso non so più come uscirne. Sono alta 160 cm e sono arrivata ad un peso di 39kg. Vorrei poter di nuovo mangiare normalmente, come una volta, vorrei poter tornare a nutrirmi ma non so come fare perché so bene che dopo 3 mesi di malnutrizione il mio metabolismo ingrasserebbe e io recupererei tutti i kg persi se non di più e i miei sforzi di 3 mesi si rivelerebbero inutili. Vorrei poter tornare a mangiare, anche le cosiddette ‘schifezze’ o i cibi spazzatura qualche volta… ma non so proprio come fare. So solo che non posso andare avanti così… Vorrei un consiglio…una soluzione. Cordialmente.

Giornata Nazionale contro i disturbi alimentari 15 marzo

Oggi 15 marzo si svolge la 3^ edizione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla contro i disturbi del comportamento alimentare identificati perlopiù con anoressia e bulimia, ma che sono andati via via inglobando una serie di altri atteggiamenti distorsivi nei confronti del cibo, dell’alimentazione e della percezione del proprio corpo. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione “Mi Nutro di Vita”, che fa parte di [email protected], Consulta nazionale Associazioni di volontariato Disturbi del Comportamento Alimentare e che dal 2011, insieme a numerose persone e famiglie è impegnata nella lotta ai DCA.

Bulimia, sempre più diffusa tra gli adolescenti maschi

La bulimia, un disturbo del comportamento alimentare, è sempre più diffusa tra gli adolescenti e i particolar modo tra i maschi. Tra i soggetti più a rischio, quelli che passano molto tempo davanti ai videogiochi o alla tv. A rivelarlo, sono 2 studi condotti in Gran Bretagna e a Taiwan.

Anoressia e bulimia: in Toscana il primo residence della terapia e riabilitazione

Un nuovo approccio per curare i disturbi del comportamento alimentare in un ambiente più familiare dove anche i parenti stretti potranno seguire le cure e il percorso verso la guarigione. Questo, in poche parole, il progetto del Paim  Cooperativa Sociale che entro la fine  del 2011 aprirà in Toscana il primo centro residenziale specializzato nella cura dei disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Anoressia e Bulimia: il rischio viene dal web

Sono 180 i siti internet dedicati all’anoressia e alla bulimia presi in considerazione da uno studio appena pubblicato sull’American Journal of Public Health. Dunque una ricerca molto ampia, quella condotta dall’equipe di Rebecka Peebles della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, che lancia un nuovo allarme.

Il 24% di questi siti è pericoloso. Incita drammaticamente i visitatori adolescenti o comunque giovanissimi ai disturbi del comportamento alimentare. In particolare il 64% stimolerebbe ad atteggiamenti bulimici ed addirittura l’84% all’anoressia. Come? Spiegando quali sono le marche dei migliori lassativi e diuretici, ad esempio!

Disturbi psichiatrici: in aumento quelli correlati ad abuso di alcol e droghe

Sono sempre più numerosi i disturbi mentali associati all’abuso di droghe e/o alcol. Questo l’allarme lanciato dagli psichiatri della SIP (Società Italiana di Psichiatria) riuniti a Milano per fare il punto sull’assistenza psichiatrica in Italia a 30 anni dall’approvazione delle legge 180, meglio nota come legge Basaglia. Sotto accusa soprattutto il consumo congiunto di alcol e cocaina, che può avere effetti devastanti sulla psiche di individui particolarmente a rischio.

Da uno studio condotto tra il 2005 e il 2006 dall’Università degli Studi di Milano Bicocca, è emerso invece il profilo dell’individuo tipicamente affetto da disturbi mentali in concomitanza ad abuso o dipendenza da alcol e/o droghe. Lo studio ha riguardato 86 mila pazienti distribuiti in 28 Dipartimenti di salute mentale: la doppia diagnosi risulta tre volte più diffusa fra gli uomini (età media 40 anni). In genere si tratta di persone in condizioni economiche precarie, che vivono ancora in famiglia. Gran parte di essi (tre su quattro) ha frequentato solo la scuola dell’obbligo, mentre solo il 20% di essi è autonomo e solo il 33% ha figli.

Drunkoressia. Quando alcolismo e anoressia si incontrano

Condotte che ricordano pericolosamente anoressia e bulimia accompagnate da un consumo massiccio di alcolici questa è in sostanza la Drunkoressia. Il termine è stato coniato oltreoceano dove sembra che questo insalubre stile di vita sia molto diffuso soprattutto nelle università. Negli atenei americani infatti molte giovani donne dedite all’alcol scelgono di digiunare durante il giorno per poter bere molto alla sera senza correre il rischio di ingrassare. Il digiuno quindi servirebbe per bilanciare la massiccia quantità di calorie (un drink può arrivare a contenerne anche 500) assunta attraverso gli alcolici.
Anche se non è ancora ufficialmente riconosciuta come una vera e propria patologia e la sua diffusione sembra essere vista semplicemente come una moda, il numero di casi sempre crescente di drunkoressia sembra far ventilare questa possibilità, tanto più che gli elementi perchè questo tipo di condotta entri nel novero dei disturbi psichici ci sono ci sono tutti: al consumo eccessivo di alcol, già di per se stesso indice di patologia, si affiancano infatti digiuni forzati (tipici dell’anoressia), vomito autondotto o uso di lassativi (tipici della bulimia). Inoltre, analogamente alla bulimia e all’anoressia la drunkoressia interessa principalmente giovani donne ossessionate dall’aspetto fisico e ispirate dai modelli, non sempre edificanti, offerti dalle varie starlettes americane.

Sconfiggere la Bulimia. L’approccio multidisciplinare come trattamento elettivo

La bulimia è un disturbo dell’alimentazione che può presentare un decorso variabile: da un singolo episodio risolvibile in poco tempo allo strutturarsi di una forma cronica con un discreto rischio di morte per complicanze mediche o suicidio.

La terapia dei disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia, presenta svariate difficoltà legate all’atteggiamento dei pazienti che in genere negano la patologia e sono scarsamente collaborativi, e spesso presentano, in concomitanza, altre patologie di interesse psichiatrico oltre ad un elevato rischio di suicidio. Nella gran parte dei casi la terapia è ambulatoriale. Si rende necessario il ricovero quando la terapia ambulatoriale si rivela insufficiente, si verificano importanti squilibri elettrolitici, la paziente presenta in comorbilità gravi disturbi psichici, è a rischio di suicidio, o è necessario allontanarla da relazioni familiari patologiche.
In ogni caso è di fondamentale importanza che l’intervento sia calibrato in funzione delle specifiche esigenze della paziente.

Bulimia e Anoressia. Quando le vittime sono gli uomini.

Al contrario di quanto si crede comunemente i disturbi del comportamento alimentare non affliggono soltanto le donne. Infatti sebbene la stragrande maggioranza delle persone colpite da disturbi del comportamento alimentare, quali anoressia e bulimia, siano di sesso femminile, è sempre più evidente che è in aumento il numero degli uomini affetti da questo tipo di patologia. Si stima che circa il 5-10% dei pazienti anoressici e il 10-15% dei pazienti bulimici siano maschi.

L’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare nei maschi è sottovalutata sia perchè, data la prevalenza del disturbo tra le donne, si tende a non porre la diagnosi, sia perchè alcuni comportamenti, come le abbuffate nel caso della bulimia, sono socialmente più accettati se messi in pratica da un uomo. La diagnosi è inoltre resa difficoltosa dal fatto che i criteri diagnostici sono classicamente riferiti a pazienti di sesso femminile, ad esempio uno dei criteri principali per porre una diagnosi di anoressia è l’alterazione del ciclo mestruale con amenorrea protratta.

Anche per il maschio anoressico/bulimico il rapporto col cibo, col peso e con il corpo subiscono una distorsione causata da problematiche inerenti la sfera affettiva della persona – non viene mai abbastanza sottolineato come anoressia e bulimia non rappresentino semplicemente patologie legate ad errate abitudini alimentari dettate dal desiderio di pervenire alla forma fisica ideale– . La società occidentale infatti comincia ad imporre in maniera crescente anche agli uomini elevati standard di bellezza cui adeguarsi, rappresentati, in questo caso, più che dal controllo del peso dalla prestanza fisica.
Da numerosi studi è emerso infatti che gli uomini bulimici e/o anoressici sono meno ossessionati dal peso e ricorrono in maniera minore rispetto alle donne a diuretici e/o lassativi mentre è più diffuso il ricorso a esercizi fisici estenuanti. Spesso il disturbo, nel caso dell’anoressia, viene celato dal regime alimentare rigoroso richiesto da molte pratiche sportive, soprattutto nel caso di pazienti che abbiano praticato sport a livello agonistico.