Rilevare cocaina tramite le impronte digitali?

Impronte digitali sufficienti per verificare la presenza di cocaina nell’organismo delle persone. A breve, con molta probabilità, non vi sarà più bisogno di analisi del sangue, della saliva o dei capelli per capire se una persone ha fatto uso di questa specifica droga pesante.

Esami in gravidanza, amniocentesi solo per chi rischia

Novità sugli esami da effettuare durante la gravidanza fisiologica, non a rischio, arrivano dalla nuove linee guida messe a punto dagli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e dal Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria (Ceveas), su mandato del Ministero della Salute.

L’amniocentesi e la villocentesi per escludere la sindrome di Down non dovranno più essere offerti indistintamente alle donne con più di 35 anni ma solo alle gestanti risultate positive ad un test che valuta il rischio in base all’età, alla translucenza nucale e ad alcuni valori del sangue, tra cui la frazione beta libera di hCg e la proteina plasmatica A.
Questo per evitare che la gravidanza sia troppo medicalizzata, spiegano gli esperti, dal momento che si effettuano spesso troppi esami anche quando tutto procede bene ed in assenza di fattori di rischio predisponenti.

Binge drinking non influirebbe su esito di esami universitari

Ubriacarsi fino a star male la sera prima di un esame può sembrare un atto irresponsabile, che mette a rischio la buona riuscita della prova, sia essa scritta o orale. Eppure non ci sarebbero prove scientifiche che attestino che il binge drinking sia nocivo per il rendimento scolastico, o almeno non negli esami a risposta multipla.
Tutt’altro: un recente studio avrebbe scoperto che gli studenti universitari che avevano bevuto moltissimo la sera prima di un test non ne sarebbero stati svantaggiati in alcun modo.

Ubriacarsi non avrebbe dunque alcun impatto sull’esito dell’esame (nella modalità del quiz).
Questi risultati provengono da un esperimento controllato condotto da un team di ricercatori della Boston University in collaborazione con un gruppo di colleghi della Brown University.
Ubriacarsi, tuttavia, ridurrebbe l’attenzione dei partecipanti rallentando i tempi di reazione e peggiorerebbe inoltre l’umore. L’impatto, dunque, più che sull’esame, si avrebbe sul rischio di guida pericolosa e su profondi stati depressivi all’indomani dell’abbuffata alcolica.
La descrizione dettagliata della ricerca è apparsa sul numero di questo mese della rivista Addiction.

Quell’odore di esame che diffonde paura…

In questi giorni migliaia di studenti in tutt’Italia sono alle prese con gli esami di Stato. Si tratta di uno dei punti cruciali della loro vita, e loro ne sono più che coscienti, vista la tensione che si respira in aula durante le prove scritte, ma soprattutto durante quelle orali.

Ed è proprio su questo che una ricerca tedesca si è concentrata, quest’aria di tensione che si “respira”. Sì perché probabilmente non è solo un modo di dire. Dei ricercatori dell’Università di Dusseldorf hanno pubblicato sulla rivista Plos One uno studio effettuato sugli esaminandi e si sono accorti che la tensione e la paura pre-esame era diffusa tra tutti gli studenti, anche tra quelli più preparati, non tanto per la paura dell’esame in sè, ma per il contatto che si aveva con i propri compagni, il quale, senza parole, bastava soltanto ad incutere terrore. Questo è dovuto ad una sovrapproduzione ormonale, la quale viene percepita direttamente dal naso, in maniera del tutto inconscia, e trasmette alla persona ricevente sensazioni simili a quelle provate dalla persona che le invia.