29 decessi: è giallo sulla pillola abortiva Ru486

In queste ore il Cda dell’Aifa, l’Agenzia Italiana per il Farmaco, è riunito per decidere del futuro della famosa pillola abortiva Ru486, quella che consente il famoso “aborto chimico“. E guardacaso, proprio alla vigilia della riunione, ecco spuntare un dato allarmante. Secondo i dati dall’azienda produttrice Exelgyn, dal 1988 ad oggi, da quando cioè la pillola è entrata in commercio nel mondo, sono stati riscontrati 29 casi di decesso a lei legati.

Subito il dato ha fatto il giro di Ministeri e strutture sanitarie, e ha fatto scattare sull’attenti l’On. Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare, e da sempre oppositrice della Ru486. Non aspettava altro il sottosegretario, che ha subito sventolato i dati sotto il naso dei membri dell’Aifa, denunciando che nel loro rapporto sulla pillola, questi decessi non venivano menzionati.

Legge sulla fecondazione assistita: bocciata dalla Corte Costituzionale, ma quanta confusione

Qualche tempo fa vi avevamo parlato della legge sulla fecondazione assistita in Italia che, a differenza di quello che accadeva negli altri Paesi, era pericolosa ed insensata. Per fortuna a fermare una legge simil-clericale ci ha pensato la Corte Costituzionale, che dopo la riunione, ha dichiarato come incostituzionale l’articolo 14 della legge 40, nel punto in cui esso prevede che ci sia un:

unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre embrioni.

Questo infatti violerebbe la Costituzione in quanto metterebbe in pericolo la salute della futura madre. Come abbiamo già spiegato in passato, la norma che prevede l’impossibilità di congelare gli embrioni, ma di impiantarli immediatamente nel corpo della donna ha portato ad un incremento impressionante di parti trigemini in Italia. Questi oltre a mettere in serio pericolo la vita dei nascituri, che spesso nascono deformi o sottopeso, mettono in pericolo anche la salute della loro madre che, davanti ad un parto di tre figli, già qualche volta ci ha lasciato la vita. Ma le assurdità non finiscono qui.

Eluana, non è ancora finita: interviene Berlusconi

Che vergogna. Il Paese in cui le leggi si fanno sul singolo caso. Prima lo stop di Sacconi alle regioni, ora anche Berlusconi che vuole bloccare lo stop dell’alimentazione forzata di Eluana Englaro, deciso dalla legge, tra l’altro, e non da una decisione presa con leggerezza da un cittadino privato, come si vuol far credere con questa assurda quanto ingiustificata strumentalizzazione del caso.

Ci viene da chiederci se il governo non abbia niente di meglio da fare che concentrare il suo interesse esclusivamente su questo caso, quando in Italia ci sono tante persone ammalate di malattie gravi, a cui non viene nemmeno riconosciuto lo status di malati. Dopo il trasferimento nella clinica “La Quiete” di Udine, giudicata da Sacconi, guarda un po’, inadeguata per procedere con la sospensione delle cure, anche il premier Silvio Berlusconi è intervenuto, dopo che la Chiesa aveva gridato all’eutanasia:

Sì, stiamo lavorando per intervenire.