Nuova influenza suina proveniente dalla Cina?

Nuova influenza suina proveniente dalla Cina? E’ ancora presto per lasciarsi andare ad allarmismi, ma gli esperti orientali stanno tenendo sotto osservazione un ceppo di influenza verosimilmente pronto a fare il salto di specie verso gli umani.

Influenza 2014-2015, nuova variante epidemia in arrivo?

Stanno salendo di numero i casi di influenza in questa parte finale di gennaio, ed il timore degli esperti è che possa presentarsi, anche nel sud dell’Europa e quindi in Italia, un nuovo ceppo come già accaduto negli Stati Uniti. Dobbiamo preoccuparci?

Influenza suina: dobbiamo avere paura?

Dobbiamo aver paura di un ritorno dell’influenza suina? Dopo la morte della donna cardiopatica che si credeva affetta da H1N1, un nuovo caso è stato ufficialmente registrato come il primo del 2013: un uomo di 41 anni di Moncalieri è al momento in rianimazione all’ospedale Molinette di Torino.

Aids e influenza suina: supervaccino da virus canino?

Si parla spesso della creazione di un supervaccino in grado di debellare diversi virus e quindi sconfiggere malattie potenzialmente mortali. Ora negli Stati Uniti, i ricercatori dell’università della Georgia sono al lavoro per creare una formulazione che sia in grado di proteggere dall’influenza suina, dall’Aids, dalla tubercolosi  e dalla malaria. Partendo da un virus che colpisce solo i cani.

Influenza suina ed aviaria 2012 ancora allarme?

Torna a far paura l’influenza suina, che si sta diffondendo negli Stati Uniti, in modo più rapido ed aggressivo del previsto: l’allarme è stato lanciato dai CDC (Centri di controllo e prevenzione delle malattie) di Atlanta, che ha invitato i cittadini a prestare attenzione alle normali regole igieniche anti-contagio, soprattutto durante la partecipazione a fiere ed eventi tipici di molte aree statunitensi che vedono la presenza di maiali ed altri animali.

Influenza, il nuovo virus arriva dai pipistrelli

Dopo l’aviaria e la suina, la nuova influenza potrebbe arrivare dai pipistrelli. Si tratta per la precisione del virus A H1N1, quello della suina del 2009, il quale, come sospettavano i ricercatori, è mutato. Per fortuna pare sia mutato nel senso opposto al nostro, cioè non è detto che sia pericoloso per gli esseri umani, anche se sembra si stia diffondendo nelle altre specie animali.

Influenza suina: erbe cinesi possono alleviare i sintomi come il Tamiflu

L’influenza suina, o A H1N1, non fa più paura da tempo, ma quando passerà l’estate siamo sicuri che risentiremo parlare di allarme e nuovi casi di contagio. Stavolta però potrebbe arrivare dall’Oriente un nuovo rimedio, almeno per i casi lievi. Si tratta di un mix di erbe tradizionali cinesi che hanno dimostrato essere in grado di alleviare la febbre all’incirca quanto il Tamiflu.

Influenza, siamo vicini al picco e spunta un terzo virus

Italiani, tenete duro, il picco dell’influenza è vicino, e poi potremo stare un po’ più tranquilli. Ad annunciarlo è il sistema Influnet, un osservatorio sull’influenza in Italia, che finora sta rilevando dati che confermano le previsioni. La settimana appena trascorsa (10-16 gennaio) è stata quella che ha registrato più casi in tutto il Paese, circa 349 mila, con un’incidenza media di 5,82 casi ogni 1000. Una tendenza a salire e che continuerà ad aumentare anche nella settimana in corso e nella prossima, fino a toccare il suo massimo entro 10-15 giorni.

La fascia più colpita è quella dei più piccoli, tra 0 e 4 anni, in cui l’incidenza è di 10,57 casi su 1000 assistiti, seguita da 5-14 anni (7,92/1000), 15-64 (6,17) e over 65 dove si sono registrati solo 1,88 casi ogni mille. A parte quest’ultima fascia d’età, spiegano i medici, tutte le altre vedono un incremento rispetto alle settimane scorse, segno che ci stiamo avvicinando al picco.

Influenza A: primo decesso a Milano, il punto della situazione

Partiamo dalle rassicurazioni del Ministro Fazio:

Non c’è nessun allarme. Non è una situazione di pandemia, bensì di normale epidemia influenzale stagionale.

Queste le parole pronunciate ieri dal Ministro della Salute per tranquillizzare gli italiani. Lo scorso anno a questa data erano stati centinaia i casi di pazienti affetti da influenza A, oggi ne contiamo poche decine, anche se purtroppo siamo costretti a contare la terza e la quarta vittima. Uno è un egiziano di 48 anni residente a Milano, il quale aveva già delle patologie pregresse. L’uomo infatti soffriva da tempo di polmonite ed insufficienza renale, ed i farmaci che prendeva per combatterle gli abbassavano le difese immunitarie. Per questo si è aperta una vera e propria autostrada al virus A H1N1 che gli ha dato il colpo di grazia.

Influenza A, l’epidemia comincia a diffondersi ma la gente non si vaccina

Di certo non c’è l’attenzione che c’era lo scorso anno sull’influenza A, ma intanto comincia a salire la conta delle vittime. Ieri vi abbiamo dato notizia del secondo decesso italiano, ed oggi arriva la conferma che c’è un altro caso di contagio da virus A H1N1, ma stavolta non apparentemente indipendente dagli altri. Questo è infatti stato rilevato proprio a Zapponeta, comune di residenza del paziente deceduto due giorni fa in Puglia, dunque il sospetto che il virus fosse stato trasmesso proprio dalla vittima potrebbe essere fondato.

Lo scorso anno nella Regione a metà gennaio i decessi erano stati già 20, con 48 casi di contagio accertati, oggi siamo ad una vittima e solo 8 contagiati. Probabilmente questi numeri più bassi, insieme alle scarse notizie che arrivano dai media nazionali ed internazionali, hanno fatto allontanare l’idea di un vaccino. Anzi, viste le ultime notizie che vogliono una sorta di “immunizzazione universale” per chi si ammala di influenza suina, non è escluso che siano in molti a credere che forse è meglio questo passaggio che affidarsi ai vaccini classici.

Influenza suina, tra le più cliccate nel 2010: ed è nuovo allarme

Siamo alla fine del 2010 e sapete quale è stata una delle ricerche più frequenti effettuata su Google negli ultimi 12 mesi? Ma Swine Flu ovviamente, cioè influenza suina, per abbinarla poi a tutti i suoi sinonimi come Influenza A o da Virus H1N1! Proprio in questi giorni sta salendo un nuovo allarme proveniente dalla Gran Bretagna, dove sono morte 27 persone in poche settimane. Inizialmente si è parlato di una situazione non preoccupante ed assolutamente nella norma, ma proprio ieri le autorità hanno definito il numero dei contagiati “preoccupante”: i casi sarebbero quasi triplicati. Si sarebbe cioè prossimi ad una nuova epidemia e quindi è necessario correre ai ripari e prepararsi adeguatamente.

Medesimo allarme anche in Egitto dove i decessi sono arrivati a 56 a causa del virus H1N1. Probabilmente è giusto sottolineare i casi per mettere la popolazione in guardia nei confronti del virus influenzale ed attivarsi in una adeguata prevenzione.

Influenza: ancora allarme per il virus H1N1

L’incubo per l’influenza da virus H1n1 torna prepotentemente a creare allarme. Per ora solo in Gran Bretagna, dove sono già decedute 8 persone a causa di questa infezione. Dopo un gran vociferare su alcuni organi di stampa sono arrivate le conferme dalla Health Protection Agency britannica, che però ha tenuto ad aggiungere che la situazione è normale e sotto controllo. Effettivamente siamo a conoscenza del fatto che un virus influenzale non scompare mai e che soprattutto anche in questo inverno avremmo dovuto fare ancora i conti con l‘influenza A. Non a caso il suo ceppo è parte integrante del vaccino antinfluenzale proposto anche in Italia.

Di certo però avevamo acquisito l’idea che l’aggressività virale era notevolmente diminuita: da influenza epidemica siamo passati a influenza stagionale! Il punto è che 8 decessi su 10 caratterizzati dal virus H1N1, non possono che spaventare. Erroneamente però.

Epidemie: mutazione genetica nei batteri mette in allarme il mondo

Un nuovo caso di “preoccupazione” (e speriamo che resti tale) su una possibile nuova epidemia, in stile influenza A, è partito dagli Stati Uniti negli scorsi giorni. Un nuovo gene in grado di trasformare molti tipi di batteri in superbatteri resistenti a quasi tutti gli antibiotici ha già messo a letto diverse persone in tre diversi Stati degli USA e pare essersi già diffuso in tutto il mondo, hanno spiegato i funzionari della sanità.

I casi hanno finora colpito Usa e Canada, ma pare abbiano coinvolto anche persone che hanno ricevuto cure mediche in India, dove il problema è molto diffuso. Così si spiegherebbero molte morti la cui causa è rimasta sconosciuta, anche se attualmente non esiste un centro di monitoraggio di tali casi. Finora, il gene è stato rilevato soprattutto nei batteri che causano infezioni intestinali o urinarie. Ciò che spaventa gli scienziati non è tanto la sua esistenza, quanto il fatto che essendo molto adattabile, potrebbe diventare facilmente resistente a qualsiasi tipo di farmaco.