Influenza A: capitolo chiuso

L’Influenza A, o Suina o Virus H1N1/A è un capitolo chiuso! Lo ha dichiarato nei giorni scorsi Margaret Chan, direttore generale dell’OMS, spiegando che non si può più parlare di pandemia perché non esistono più focolai estesi in ogni parte del globo.

Questo non significa che non assisteremo più a contagi di questo tipo, ma solo che non si potrà più parlare di emergenza sanitaria planetaria. Ci troviamo in una fase definita “post-pandemica”. Potrà tornare a colpire, magari leggermente modificata, ma difficilmente creerà le ansie ed il panico di questo periodo.

L’ influenza suina ha ufficialmente ucciso 18.449 persone in 214 diversi paesi da quando è stata individuata in Messico.

Il vaccino per l’influenza suina non provoca la sindrome di Guillain-Barré

Uno dei motivi che aveva spinto migliaia di persone a non vaccinarsi contro l’influenza A H1N1 era che il precedente siero, prodotto negli anni ’70, aveva portato ad un incremento molto preoccupante della sindrome di Guillain-Barré (GBS), una malattia che porta alla paralisi.

Un nuovo studio dimostra che tale malattia neurologica non solo non si è verificata, ma i casi sono addirittura diminuiti dopo la vaccinazione del 2009, secondo uno studio di ricerca che è stato presentato come parte del programma scientifico alla 62a riunione annuale dell’American Academy of Neurology’s tenutasi a Toronto la scorsa settimana.

Lo studio è una delle prime relazioni sul GBS dopo la vaccinazione H1N1. Anche se non è completamente chiaro ciò che provoca la GBS, è noto che circa due terzi delle persone che si ammalano di tale sindrome erano stati colpiti alcune settimane prima da diarrea o da una malattia respiratoria. Fatta eccezione per il vaccino per l’influenza suina usato nel 1976, nessun altro vaccino è stato chiaramente legato alla GBS.

Influenza suina: l’Oms ammette gli errori

Lo scorso anno, di questi tempi, scoppiava l’allarme influenza A H1N1. Dopo 365 giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ammesso le carenze nella gestione della pandemia di influenza suina, tra cui una mancata comunicazione di incertezze riguardo il nuovo virus.

Keiji Fukuda, il massimo esperto di influenza dell’OMS, ha detto che l’aver annunciato una pandemia aveva seminato confusione, ed è stato un errore, dato che essa non è stata così mortale come si temeva quando fu paragonata all’influenza aviaria.

La realtà è che c’è una quantità enorme di incertezza (sulla pandemia). Penso che non abbiamo trasmesso l’incertezza. Questo è stato interpretato da molti come un processo non trasparente

ha spiegato Fukuda. I critici hanno detto che il panico sul virus dell’influenza suina, che si è rivelata moderato nel suo effetto, è stato causato dai governi per fare scorta di vaccini che rimanevano poi inutilizzati. Alcuni si sono interrogati sui suoi legami con l’industria farmaceutica dopo che le aziende come la GlaxoSmithKline e Sanofi-Aventis hanno fatto grandi profitti con la produzione del vaccino H1N1.

L’influenza suina mette a rischio i Mondiali di calcio

Non si parla più dell’influenza A H1N1 perché in Italia, come in gran parte dei Paesi sviluppati, è quasi scomparsa del tutto. Ma non è detto che il virus sia stato debellato in tutto il mondo. La possibilità che una pandemia di influenza suina colpisca i Mondiali di calcio in Sudafrica sta diventando l’incubo dei funzionari della sanità, ha spiegato il ministro della Salute Aaron Motsoaledi.

Uno dei nostri incubi più grandi è il fatto che [la coppa del Mondo] che si terrà a giugno, avverrà quando vi è la possibilità di un altro attacco di H1N1 (influenza suina).

La Coppa del Mondo si disputerà dall’11 giugno all’11 luglio, nel bel mezzo dell’inverno sudafricano, quando le temperature spesso scendono al di sotto dello zero alle altitudini più elevate e il raffreddore e l’influenza sono comuni. Oltre 400.000 spettatori stranieri sono attesi in Sud Africa, prima volta per uno Stato africano, e per questo la preoccupazione che qualcosa possa andare storto è altissima.

Inventato metodo per produrre vaccini molto più velocemente di prima

Un team di scienziati di Vienna ha sviluppato una nuova tecnica per produrre i vaccini per l’influenza A H1N1, la cosiddetta influenza suina, basati su cellule di insetto. La ricerca, pubblicata sul Biotechnology Journal, rivela come vaccini contro l’influenza possano essere prodotti più velocemente rispetto al metodo tradizionale di produzione che si basa sulle uova, rivelando una nuova strategia per la lotta contro le pandemie di influenza.

I recenti focolai di influenza sottolineano l’importanza di una fornitura rapida e sufficiente di vaccini per la pandemia e altro. Tuttavia, i metodi di produzione classica per i vaccini non riescono a soddisfare questa domanda

ha spiegato il co-autore Florian Krammer presso la University of Natural Resources and Applied Life Science in Vienna. I vaccini contro l’influenza tradizionale, che vengono prodotti in uova embrionate di pollo, possono essere prodotte in quantità necessaria per i ceppi di influenza stagionale. Eppure, a causa della limitata offerta di uova, questo metodo potrebbe essere insufficiente in uno scenario di pandemia, come la peste o un’altra malattia a diffusione rapidissima.

Lo Streptococcus pneumoniae può aggravare l’influenza suina

La presenza dello Streptococcus pneumoniae in campioni che possono essere facilmente ottenuti in ambulatori e nelle sale di emergenza, possono predire il rischio di una malattia pandemica grave di influenza suina. I rapporti sulla pandemia influenzale H1N1 in Argentina sono stati associati ad una maggiore mortalità che in altri Paesi,e per questo hanno portato i ricercatori del Centro per l’infezione e l’immunità (CII) alla Mailman School of Public Health della Columbia University, e i loro colleghi dell’Argentina’s National Institute of Infectious Diseases (INEI) e della Roche 454 Life Sciences a ricercare le mutazioni virali indicative di una maggiore virulenza, o alcune co-infezioni che potrebbero contribuire alla gravità della malattia.

Il completo sequenziamento del genoma dei campioni del rinofaringe rappresentano una malattia grave o lieve che non ha mostrato segni di evoluzione verso un fenotipo più virulento o nello sviluppo di resistenza antivirale. Tuttavia, MassTag PCR, un metodo per effettuare una diagnosi differenziale delle malattie infettive, ha rilevato una forte correlazione tra la presenza di Streptococcus pneumoniae e un incremento del rischio di aggravare la malattia. I risultati, che suggeriscono questa nuova strategia per l’identificazione e trattamento dei pazienti è stato pubblicato su PLoS ONE.

Influenza suina: oltre 12 mila morti in 8 mesi

Non è passato nemmeno un anno dalla comparsa dell’influenza suina, e circa un mese da quando è improvvisamente scomparsa, almeno dai giornali e dalle televisioni. Ma che fine ha fatto? A fare il punto della situazione è direttamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha oggi diramato le cifre ufficiali ad 8 mesi dall’inizio della pandemia.

Almeno 12.220 decessi sono stati causati dall’influenza H1N1, o come si dice in gergo, sono stati “formalmente confermati” in tutto il mondo, ma l’epidemia sembra essere in declino, come la stessa OMS ha ammesso. Le morti accertate, la cui ultima registrazione risale al 27 dicembre, sono state di circa 700 in più rispetto ad una settimana prima. La settimana precedente aveva registrato un aumento di circa 1.500 decessi, dunque la buona notizia è che nell’arco di 7 giorni i decessi sono stati più che dimezzati.

Nuovo test rapido per identificare l’influenza

Uno dei motivi per cui nei mesi scorsi l’influenza suina ha fatto così tanti danni, era che ci voleva del tempo per riuscire a diagnosticarla. Spesso mancavano le attrezzature, o quando c’erano, le richieste erano talmente tante che non si riusciva ad evaderle tutte. Per questo la scienza si è applicata a questo problema, ed ha probabilmente trovato una soluzione.

I ricercatori del Medical College of Wisconsin, del Children’s Research Institute e del Children’s Hospital of Wisconsin hanno sviluppato un rapido sistema automatizzato per differenziare i ceppi di influenza. L’infezione, in caso di pandemia, come quella dell’influenza H1N1, può essere individuata tramite un rapido test automatizzato al fine di rendere rapide ed efficaci le decisioni dei medici. Alcune reazioni a catena in tempo reale della trascrittasi inversa della polimerasi (real-time RT-PCR) sono un metodo sensibile e specifico per l’identificazione dei sottotipi di influenza. Tuttavia, i tempi tecnici del test sono significativamente più lunghi e meno accurati rispetto a quelli dei test diagnostici classici dell’influenza.

Influenza suina: in alcuni Paesi è ancora in aumento

Con molti Paesi che continuano a segnalare un numero crescente di casi di H1N1 (influenza suina), Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell’OMS sulla pandemia influenzale, ha spiegato che è troppo presto per dichiarare la pandemia finita. Dal Washington Post:

Fukuda ha dichiarato che, mentre la seconda ondata di infezioni ha raggiunto l’apice negli Stati Uniti e in alcuni altri Paesi dell’emisfero nord, il livello di attività dell’influenza resta elevato altrove, in alcuni Paesi europei, tra cui la Svizzera e la Repubblica ceca, e in alcune parti dell’Asia centrale, come il Kazakistan.

Fukuda ha inoltre osservato che i segni di un picco e una diminuzione del contagio in Nord America e in alcune parti d’Europa si era verificato in modo “straordinariamente precoce per l’influenza”, con diversi mesi di anticipo. Come risultato, non si poteva escludere la possibilità di un’altra ondata della malattia alla fine dell’inverno o all’inizio della primavera.

Influenza suina o influenza umana?

La Thailandia ha confermato il suo primo caso di suino infetto da influenza suina, il quale è stato contagiato da un essere umano. A confermare la notizia sono stati gli alti funzionari del Governo dello Stato asiatico. Il ministro dell’Agricoltura Thira Wongsamut ha detto che uno degli 80 maiali facenti parte di un gruppo campione di test per il virus alla Kasertsart University Farm nella provincia centrale di Sara Buri aveva contratto l’influenza A H1N1.

E’ stato solo in un campione che abbiamo trovato l’A H1N1

ha spiegato Wongsamut. Il ministero ha messo in quarantena tutta l’area nel raggio di 5 chilometri intorno alla fattoria, dove la ricerca universitaria è stata svolta, come misura precauzionale, ed ha aggiunto che i controlli sanitari nuovi sarebbero stati condotti presso l’azienda ogni tre giorni.