Malattie rare neurologiche, sintomi da conoscere

I sintomi delle malattie rare neurologiche sono per lo più sconosciuti e per questo meno riconoscibili rendendo la diagnosi difficile. Per tale motivo il focus degli esperti sulle malattie rare ricade quest’anno sull’informazione. Sia per i pazienti che per i medici stessi.

Niente patente a chi soffre di apnea notturna

Niente patente per chi soffre di apnea notturna. In caso di diagnosi conclamata il documento non verrà rilasciato. Il provvedimento a tal riguardo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 22 dicembre 2014 ed è passato inosservato fino ad ora.

Creato primo neurone artificiale contro le malattie del cervello

Un gruppo di ricercatori del Karolinska Intitutet di Stoccolma, in Svezia, ha creato il primo neurone artificiale che potrebbe rappresentare un importante passo in avanti nella lotta alle malattie del cervello. Studiato nei dettagli in laboratorio, questo neurone artificiale consentirebbe di ricevere e trasmettere segnali chimici, comportandosi proprio come una cellula naturale anche se di vivente questa invezione non ha niente, visto che è composta solo ed esclusivamente da una plastica conduttiva capace di veicolare impulsi elettrici.

Botox utile contro parkinson e malattie croniche?

Il botox utile contro Parkinson e malattie croniche come la paralisi cerebrale e l’emicrania? Se i risultati venissero confermati vi sarebbe una vera rivalutazione della tossina botulinica. Almeno stando ai dati prodotti dal dott. Enrico Ferrari dell’Università di Lincoln, in Inghilterra.

Scoperto come crescono le cellule staminali del cervello

Un nuovo passo in avanti è stato compiuto nella conoscenza delle cellule staminali e in particolare di quelle cerebrali: è stato infatti scoperto il meccanismo che consente loro di rimanere “sempre bambine” e “aggrappate” alla loro nicchia o di staccarsi per diventare adulte e differenziarsi in altri tipi di cellule del nostro organismo.

Malattie neurologiche: bene ricerca ma cala numero neurologi

Le malattie neurologiche rappresentano una realtà ineluttabile nel nostro paese. Il problema non è rappresentato dalla condizione di per se stessa, quanto dal fatto che nel 60% dei casi, le stesse non vengono trattate dai neurologi, professionisti della materia, ma approcciati genericamente dal mondo medico, con un conseguente alto prezzo in termini sociali e sanitari. Fattori che potrebbero portare ad una “sparizione” dei neurologi sul breve-medio termine.

Medicina rigenerativa: neuroni nuovi da cellule della pelle

Nuovo passo verso la medicina rigenerativa. Neuroni nuovi da trapiantare in caso di malattie neurologiche? La speranza di molti pazienti è ora molto vicina da raggiungere grazie ad un gruppo di ricercatori americani della Stanford University School of Medicine: gli studiosi sono riusciti a trasformare delle cellule epiteliali umane, (ovvero provenienti dalla pelle) direttamente in neuroni funzionanti, senza passaggi, già noti e testati, in staminali pluripotenti. Il tutto in sole 4 o 5 settimane. Il che come si può ben immaginare potrebbe rendere le terapie più rapide e semplici, ma anche gli ulteriori studi clinici per arrivare a tali risultati. I risultati di questo lavoro scientifico appena pubblicati sulla rivista Nature, risolvono anche un altro limite metodologico: in tal modo si evita il rischio di rigetto delle staminali pluripotenti che in quanto tali si possono trasformare in qualunque cellula.

Angiopatia amiloide cerebrale

Angiopatia amiloide cerebrale

L’angiopatia amiloide cerebrale è una condizione neurologica nella quale la proteina amiloide si accumula sulle pareti delle arterie nel cervello. La condizione aumenta il rischio di ictus emorragico.

CAUSE: La causa dell’angiopatia amiloide cerebrale è sconosciuta. Le persone con questa condizione hanno depositi di proteina amiloide nelle pareti delle arterie cerebrali. La proteina di solito non si deposita in nessun’altra parte del corpo. Il fattore di rischio maggiore è l’aumento dell’età. Il tasso della condizione è molto maggiore nelle persone con età superiore ai 60 anni.

SLA

SLA

La sclerosi laterale amiotrofica, o SLA, è una malattia delle cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale che comportano un movimento involontario dei muscoli che rimangono fuori controllo. La malattia è anche conosciuta come morbo di Lou Gehrig.

CAUSE: In circa il 10% dei casi, la SLA è causata da un difetto genetico. In altri casi, la causa è sconosciuta. Nella SLA, le cellule nervose (neuroni) deperiscono o muoiono, e non possono più inviare messaggi ai muscoli. Questo conduce infine ad indebolimento dei muscoli, spasmi, e all’incapacità di muovere le braccia, gambe e il resto del corpo. La condizione va lentamente peggiorando. Quando i muscoli del torace smettono di lavorare, diventa difficile o impossibile respirare da soli. La SLA colpisce circa una persona su 100.000. Fatta eccezione per chi ha un membro della famiglia con una forma ereditaria della malattia, non ci sono fattori di rischio noti.

Memoria: i ricordi si possono cancellare, ma le emozioni restano

Osservando un malato di Alzheimer, ciò che viene subito da pensare è che si sia dimenticato tutto della sua vita. In parte è vero, in quanto i pazienti affetti da questa e da altre malattie neurologiche dimenticano facilmente gli avvenimenti e i particolari anche se accaduti pochi minuti prima, ma non è del tutto vero che non ricordano nulla. Se infatti hanno provato un’emozione, positiva o negativa che sia, se la ricorderanno.

E’ quanto affermano Justin Feinstein e Dan Tranel, ricercatori dell’Università dell’Iowa, i quali hanno osservato questo processo piuttosto singolare che avviene nella mente umana. Ultimamente sono molte le case farmaceutiche che stanno testando pillole miracolose per cancellare i brutti ricordi, ma secondi i ricercatori americani tutto potrebbe essere inutile se alla fine l’emozione che quel ricordo cancellato ha prodotto rimane ancorata nel nostro cervello.

Una visita oculistica potrà diagnosticare l’Alzheimer

Un test oculistico semplice e poco costoso può aiutare nell’individuazione e nella diagnosi delle principali malattie neurologiche come il morbo di Alzheimer in una fase precedente a quella attualmente possibile, secondo una nuova ricerca dagli scienziati UCL.

La ricerca, guidata dai professori Francesca Cordeiro e Stephen Moss, pubblicata su Cell Death & Disease, illustra una nuova tecnica che consente alle cellule morte della retina di essere direttamente misurate in tempo reale. Il metodo ha dimostrato, in un modello animale, di poter non solo affinare la diagnosi di patologie neurodegenerative e aiutare a controllare il progresso della malattia, ma potrebbe anche aiutare la valutazione e lo sviluppo di nuovi trattamenti.

Nuove speranze per la sclerosi multipla grazie ai gatti

Tra le tante malattie di cui certamente i gatti non soffriranno mai c’è la sclerosi multipla. Ma ci saranno sicuramente anche altre malattie neurologiche o quelle demielinizzanti, quelle in cui il sistema immunitario attacca la mielina e la distrugge. Questo perché questa “materia bianca” che avvolge il cervello, cervelletto e midollo spinale, nei gatti si rigenera.

Non si tratta di magia, ma di un sistema immunitario particolare che, è stato osservato, è in grado di rigenerarsi automaticamente lì dove negli esseri umani non può guarire. In particolare una malattia come la sclerosi multipla, che distrugge il sistema nervoso centrale, nei felini sarebbe evitata dalla rigenerazione dei tessuti distrutti.