Malattie della mano, le 5 più comuni

Le malattie della mano sono tante ma molto spesso vengono sottovalutate dai pazienti che tendono a lasciar passare il tempo, sbagliando, in attesa che tutto si sistemi. Le cause di questo tipo di disturbo possono essere diverse ma nella maggior parte dei casi le malattie della mano necessitano di una pronta diagnosi per conoscere un epilogo felice. Ecco quali sono le più comuni.

Trapianto di mano bionica che restituisce il tatto

Entro quest’anno sarà trapiantata a Roma una mano bionica in grado di restituire il senso del tatto. Fino ad oggi, infatti, gli arti artificiali erano sì in grado di recepire i segnali del cervello inviati alla mano impiantata e tradurli in movimenti, ma non riuscivano a trasmettere la sensazione tattile.

I sintomi e i rimedi per la sindrome del tunnel carpale

Il canale carpale, come tutti i tunnel, è formato da un pavi­mento, cioè le ossa del polso, e da un soffitto, vale a dire il le­gamento traverso anteriore del carpo, che tiene assieme ossa e muscoli. All’interno scor­rono il nervo mediano e i ten­dini flessori delle stesse dita, che sono ricoperti dalle guaine tendinee. Il tunnel carpale non può aumentare di calibro. Per cui basta un ispessimento delle guaine o del legamento, dovuto ad uno sforzo eccessivo e prolungato o a microtraumi ripetuti, per comprimere il nervo mediano e causare il dolore. La mano si gonfia e le prime tre a quattro dita diventano intorpidite e formicolanti.

Il problema riguarda circa il per trenta per cento della popolazione, colpisce di più le donne, forse perché il loro canale è più piccolo di quello maschile. La mano che corre più rischi è quella dominante, la sinistra nei mancini e la destra in tutti altri. Chi usa molto e sforza dita e polso, per lavoro o per hobby, è più esposto. Non a caso è considerata una vera e propria malattia professionale di co­loro che lavorano nell’industria manifatturiera o nel confeziona­mento, di chi prepara gli alimen­ti, fa pulizia, cucina o lavora alla cassa di un supermercato.

Negli ultimi anni il ventaglio del rischio si è allargato anche a chi lavora al computer. Non tanto per lo sforzo richiesto nell’utiliz­zo di mouse e tastiera, quanto per la postura scorretta assun­ta da spalle, braccia e mani, mantenuta per molte ore. Sono stati anche condotti studi di er­gonomia per progettare tavoli, sedie e tastiere che favoriscano il mantenimento di posizioni confortevoli e prive di tensioni permanenti.