Giornata Mondiale della Fisioterapia, scegliere il medico giusto

L’8 settembre viene celebrata la Giornata Mondiale della Fisioterapia e l’Aifi (Associazione Italiana Fisioterapisti) ha indetto una serie di iniziative mirate alla sensibilizzazione nei confronti di una professione troppo spesso sottovalutata. Non a caso la campagna sottolinea l’importanza di scegliere il fisioerapista giusto ovvero colui che – grazie a un percorso di studi mirato – potrà con la sua esperienza sostenere il paziente in un percorso fisioterapico.

Giornata Mondiale della Fisioterapia, l’8 Settembre

Giù le Mani è lo slogan con il quale si aprirà la Giornata Mondiale della Fisioterapia che in Italia sarà festeggiata l’8 Settembre. Una giornata dedicata interamente all’importanza della riabilitazione e, appunto, della fisioterapia per curare i più svariati problemi legati a traumi e infortuni che generano dolore e, in alcuni casi, difficoltà a compiere anche i movimenti più semplici.

Il Santa Lucia non chiude. In arrivo 50 milioni di euro dalla regione

Il Santa Lucia non chiuderà a fine dicembre. E’ una delle notizie che sicuramente tutti i pazienti di questo centro volevano da parecchi giorni e che oggi finalmente possiamo darvi. Dopo l’incontro che si è tenuto nella giornata di Martedì tra sindacati, fondazione e regione Lazio, sono stati assicurati 50 milioni di euro alla Fondazione Santa Lucia, direttamente dalla Regione Lazio.

Santa Lucia, da gennaio stop a riabilitazione esterni nella Capitale

Si aggrava la situazione di crisi della Fondazione Santa Lucia, istituto scientifico di Roma specializzato nella riabilitazione neuromotoria. Sono ormai mesi che il nosocomio combatte con le unghie e con i denti per non mettere a repentaglio non solo le condizioni dei suoi lavoratori ma anche e soprattutto l’assistenza ai malati.  Ora la situazione sta correndo verso la china dell’irreparabile: dal prossimo gennaio verrà infatti sospesa la riabilitazione per gli esterni.

Riabilitazione con la musica, uno studio italiano ne intuisce i segreti

Il flusso di sangue ed il tasso di respirazione si sincronizzano con la musica, il che indica che la musica potrà un giorno essere uno strumento terapeutico per il controllo della pressione sanguigna e per la riabilitazione. Ad affermarlo è uno studio pubblicato da ricercatori italiani su Circulation, il giornale della American Heart Association. I ricercatori hanno scoperto che la musica con ritmi più veloci comporta un aumento della respirazione, frequenza cardiaca e pressione sanguigna. Quando veniva messa in pausa, tutte queste funzioni diminuivano, a volte al di sotto del tasso iniziale.

In una estensione di tali risultati, i ricercatori hanno recentemente scoperto che il volume musicale in crescendo sembra indurre una moderata eccitazione mentre, decrescente, induce il rilassamento. Spiega Luciano Bernardi, ricercatore e professore di Medicina Interna presso l’Università di Pavia, ed autore dello studio:

La musica induce una continua e dinamica, ed in qualche misura prevedibile, modifica del sistema cardiovascolare. Non è solo l’emozione che crea le modifiche, ma questo studio suggerisce che anche il contrario potrebbe essere possibile, cioè che i cambiamenti cardiovascolari possono essere il substrato per le emozioni, probabilmente in un modo bi-direzionale.

I ricercatori ha studiato 24 individui sani caucasici abbinati per età e sesso, da 24 a 26 anni, associati a 12 esperti musicisti e 12 persone che non avevano alcuna precedente formazione musicale. I partecipanti sono stati muniti di cuffie e sottoposti all’elettrocardiogramma per la misurazione della pressione sanguigna, il flusso delle arterie cerebrali, la respirazione e il restringimento dei vasi sanguigni della pelle.