Clonazione umana terapeutica: la svolta decisiva

La clonazione umana è ad un punto di svolta. E’ una frase semplice e concisa dai risvolti complicatissimi, proprio quelli etici legati alla clonazione dell’essere umano. In nuovo input alla questione è stato dato dalla pubblicazione di uno studio sulla prestigiosa rivista Cell, portato avanti da un gruppo di scienziati della Oregon Health & Science University e dell’Oregon National Research Center, negli USA: partendo da cellule staminali adulte della pelle, sono riusciti a creare cellule staminali embrionali, con tutte le potenzialità terapeutiche del caso e senza l’utilizzo di embrioni.

Staminali da liquido amniotico pluripotenti come le embrionali

Un passo in più per il superamento della questione etica circa l’utilizzo di cellule staminali embrionali. Ora anche le staminali da liquido amniotico potranno avere la stessa potenzialità e contribuire dunque a salvare molte vite umane. Il come ed il perché è stato pubblicato di recente sulla rivista scientifica Molecular Therapy, da un team di ricercatori guidati dal dottor Paolo De Coppi e dalla dottoressa Mara Cananzi.

Medicina rigenerativa: neuroni nuovi da cellule della pelle

Nuovo passo verso la medicina rigenerativa. Neuroni nuovi da trapiantare in caso di malattie neurologiche? La speranza di molti pazienti è ora molto vicina da raggiungere grazie ad un gruppo di ricercatori americani della Stanford University School of Medicine: gli studiosi sono riusciti a trasformare delle cellule epiteliali umane, (ovvero provenienti dalla pelle) direttamente in neuroni funzionanti, senza passaggi, già noti e testati, in staminali pluripotenti. Il tutto in sole 4 o 5 settimane. Il che come si può ben immaginare potrebbe rendere le terapie più rapide e semplici, ma anche gli ulteriori studi clinici per arrivare a tali risultati. I risultati di questo lavoro scientifico appena pubblicati sulla rivista Nature, risolvono anche un altro limite metodologico: in tal modo si evita il rischio di rigetto delle staminali pluripotenti che in quanto tali si possono trasformare in qualunque cellula.

Plasma arricchito di piastrine: cicatrizzazione e rigenerazioni a tempo di record

In gergo tecnico si chiama PRP (Platelet-Rich Plasma). Più semplicemente è conosciuto come: plasma arricchito di piastrine. Quando il corpo umano si ferisce si forma nell’immediato un coagulo di sangue che inizia una procedura che porta alla guarigione rimarginando tessuti. Normalmente questo coagulo di sangue è formato al 95% di globuli rossi, 4% di piastrine, 1% di globuli bianchi. Attraverso la procedura del PRP il coagulo di sangue assume proporzioni ben diverse: 95% piastrine, 4% globuli rossi, 1% globuli bianchi. Si ottiene così una maggiore quantità e concentrazione di fattori di crescita piastrinica nel coagulo che consente una capacità di rigenerazione dei tessuti molto più veloce rispetto al coagulo di sangue prodotto dal nostro corpo. Infatti, sono proprio le piastrine a favorire la coagulazione sanguigna e dunque a bloccare un’eventuale emorragia. Da qui parte il processo di guarigione della pelle o della lesione. Il metodo del PRP potrebbe essere definito del tutto naturale, in quanto autologo, cioè è sangue derivato dalla stesso paziente che viene trattato e sottoposto alla tecnica del PRP.

Medicina rigenerativa: cos’è?

Medicina rigenerativa

La medicina rigenerativa è costituita da un insieme di attività interdisciplinari, sia di ricerca che cliniche, volte a riparare e rigenerare cellule, tessuti ed organi compromessi dalla malattia piuttosto che dall’invecchiamento o da difetti congeniti. Anziché sostituire il tessuto, l’obiettivo è di rigenerarlo biologicamente.

Agli approcci tecnici convenzionali si affiancano tecniche innovative e rivoluzionarie. Per citarne solo alcune: la terapia genica, la riprogrammazione delle cellule e dei tessuti, l’utilizzo delle cellule staminali, l’ingegneria dei tessuti.

Staminali: anche l’Italia all’avanguardia negli studi scientifici

Anche l’Italia, insieme agli Stati Uniti è all’avanguardia nella ricerca circa le cellule staminali e la cura delle malattie degenerative. La notizia dell’occhio giapponese creato in laboratorio da cellule staminali ha fatto il giro del mondo in poco tempo, ma il Prof. Giuseppe Simoni, genetista e Direttore Scientifico del Biocell Center (primo centro al mondo specializzato nella conservazione delle staminali da liquido amniotico) ci tiene ad evidenziare quanto segue:

Parkinson: la nuova cura italiana con le staminali

Sta per partire una nuova sperimentazione con le cellule staminali per la cura del Parkinson, o per essere più precisi di una patologia che rientra tra i cosiddetti parkinsonismi: la PSP, ovvero la Paralisi Sopranucleare Progressiva. Ma vediamo nel dettaglio. Il trial clinico si avvierà tra un paio di mesi, popola necessaria definitiva autorizzazione dell’ Iss (Istituto Superiore di Sanità) e coinvolgerà 20 pazienti over 40, con diagnosi di PSP e farmaco-resistenti. Il tutto nasce e si svilupperà in Italia. Lo studio è stato infatti promosso dalla Fondazione Grigioni/Istituti Clinici di Perfezionamento e dalla Cell Factory “Franco Calori” della Fondazione IRCCS Cà Granda dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Trade union di queste istituzioni il prof. Gianni Pezzoli, Direttore del Centro Parkinson di Milano, nonché Presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani che spiega:

L’occhio generato in laboratorio, accade in Giappone

Un importante passo in avanti verso la medicina rigenerativa è stato effettuato in Giappone, dove i ricercatori hanno, per la prima volta, utilizzato delle cellule staminali prelevate da un mammifero per produrre un vero e proprio occhio embrionale.

I risultati, pubblicati su Nature, mostrano che siamo sempre più vicini alla costituzione di un perfetto organo umano complesso, con anche la possibilità di indicare la strada per nuovi trattamenti per le malattie della vista. Una nuova speranza che ci fa credere che un giorno sarà possibile ridare la vista a chi soffre di qualche malattia, con un semplice trapianto di retine generate da cellule staminali dello stesso paziente.

Cellule staminali: quelle prelevate con l’amniocentesi utili per la medicina rigenerativa

Grazie alle cellule staminali, che ne hanno dimostrato la potenzialità, per il futuro, non troppo lontano, la scienza sta mirando alla cosiddetta medicina rigenerativa, cioè alla creazione in laboratorio di tessuti da utilizzare per sostituire parti del nostro organismo danneggiate, ammalate, come nel caso di ustioni, fratture, o lesioni di altra origine. Le cellule staminali si trovano anche nel liquido amniotico e ci sono novità da questo punto di vista. Chi ha fatto una amniocentesi dovrebbe sapere che il liquido amniotico prelevato dalla pancia della mamma è ricco di cellule staminali. Di solito non si sa invece che i primi 3 ml di tale sostanza vengono gettati: le linee guida europee danno questo suggerimento per evitare l’eventualità di una contaminazione del campione destinato all’indagine prenatale, con la cute della donna. In realtà in queste poche gocce si concentrano dalle 20.000 alle 30.000 cellule staminali (definite mesenchemiali) pluripotenti, ovvero dalle alte capacità di replicarsi in tessuti organici molto diversi tra loro come quello osseo, muscolare, nervoso, cartilagineo e del sangue.