Tecnostressati d’Italia disconnettetevi, oggi è il giorno di pc e telefoni cellulari spenti contro le netdipendenze

Mea culpa. Il mio pc è acceso e anche il cellulare continua a vibrare. E probabilmente anche quello di chi con la tecnologia non supera le tre ore al giorno complessive.  Ma se fate invece parte dei tecnostressati d’Italia, quelli che appena si svegliano accendono prima il computer e dopo il cervello, e il portatile se lo portano anche a letto, oggi sarebbe invece il caso di seguire i consigli degli esperti aderendo alla prima giornata nazionale a schermi spenti, un’iniziativa promossa dall’associazione Netdipendenza Onlus, in collaborazione con Assodigitale, Viadeo, Indranet e Scuola di Respiro.

Se il mondo dell’information tecnology rappresenta una realtà per certi aspetti estremamente versatile, comoda ed esemplificativa della vita moderna, dall’altra vanno perduti molto spesso i rapporti umani, la salubrità della vita all’aria aperta, e in molti casi, quando le ore trascorse al cellulare o su facebook e al pc, sono davvero troppe si verificano non pochi problemi per l’incolumità del nostro organismo.
Stare troppo tempo davanti allo schermo, infatti, è di frequente causa di calo della concentrazione, irritabilità, insonnia, mal di testa, disturbi gastrointestinali e circolatori, respirazione corta e micro-apnee causate dalle tensione dell’overload di informazioni, tendenza alla solitudine. Tutti sintomi della netdipendenza e della condizione considerata ormai da molti patologica del tecnostress.

Tecnostress, oggi respiro

Il video “Oggi respiro senza tecnostress” è on line sul Network Run for Tecnostress, su Streamit.it (web tv HD) e su You Tube. Come racconta Enzo Di Frenna, giornalista presidente di Netdipendenza Onlus, “è un “messaggio nella bottiglia” lanciato nell’oceano delle informazione della Rete. Fermarsi e respirare, ogni tanto: fa bene alla salute, ai rapporti umani, ed anche al rendimento lavorativo. Fermarsi e andare a fare una passeggiata all’aperto, magari in riva al mare come i protagonisti del videoclip.

Media partner è AdnKronos. Il principio portato avanti è semplice: in questo mondo e di questi tempi, spegnere per un attimo – un giorno, un’ora – tutta la tecnologia che ci circonda (pc, cellulare eccetera) e respirare. L’attività di Netdipendenza Onlus è proprio questa: si tratta di un’associazione no profit, nata per sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di videodipendenza e sindrome correlate (tecnostress, information overload, multitasking, disturbi comportamentali, internet addiction disorder).

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Diciamoci la verità: il computer ci ha rivoluzionato la vita, molto più della televisione. Prima in ufficio avevamo a che fare con montagne di scartoffie noiose, ora abbiamo davanti uno schermo con documenti digitali, cartelle ordinate con un click, e uno sfondo caraibico che ci fa sognare le vacanze.

E tra una pausa e l’altra, non ci alziamo nemmeno più dalla scrivania, ma ne approfittiamo per controllare la posta personale, per mandare quella mail a quell’amico che rimandavamo da tanto, per acquistare un regalo su e-bay, per videotelefonare su Skype. Ma insomma, ci alziamo più dalla sedia?
E anche a casa, appena rientrati, il primo pensiero è correre ad accendere il computer, per chi non lo lasciasse già acceso, per evitare di perdere tempo!