Personal trainer, 5 vantaggi di averne uno

In molti si chiedono se il personal trainer possa davvero fare la differenza quando ci si allena. Sicuramente, la presenza di qualcuno in grado di fornirci indicazioni è importante per fare movimento nel modo corretto senza distrazioni. Quali sono i 5 vantaggi di avere un personal trainer?

Come riconoscere un cattivo personal trainer

Per chi se lo può permettere, avere un personal trainer è un’ottimo modo per raggiungere i propri obiettivi sul fitness in modo sicuro ed efficace. Tuttavia, se il vostro personal trainer non è all’altezza, non solo non si raggiunge nulla, ma questo può effettivamente causarvi qualche infortunio. E’ bene dunque fare sempre un po’ di ricerca prima di fare la vostra scelta, e controllare le loro capacità. Gli esperti hanno sempre anche alcuni suggerimenti su come riconoscere il preparatore bravo da uno non bravo.

Secondo Robyn Morgan della Flex Ladies Health and Fitness Centre di Cape Town, uno degli errori più comuni che i personal trainer non adeguatamente formati o inesperti fanno, è quello di dare a ciascuno dei loro clienti lo stesso programma di allenamento. E’ essenziale, ha detto, personalizzare i programmi in funzione delle capacità e degli obiettivi di ogni cliente.

Morgan suggerisce che il modo migliore per trovare un istruttore qualificato è quello di cercare qualcuno che abbia studiato educazione fisica o abbia fatto l’allenatore.

Il trainer deve guardare [il cliente] nel suo insieme, e non solo in termini di centimetri e di peso. E’ importante che ti piaccia l’allenatore e tu stia tranquillo/a con lui. Penso che il passaparola sia il metodo migliore.

JC Moolman, medaglia d’oro d’atletica in Sudafrica e personal trainer presso lo Studio Zen a Table View è d’accordo con questo e afferma che quello che separa il bene dal male è l’esperienza e le competenze delle persone.

Piccoli trucchi per iniziare a fare attività fisica

Con la bella stagione vi è venuta voglia di fare un pò di movimento? Andare in palestra però è troppo impegnativo così noi di medicinalive siamo qui per farvi da personal trainer, suggerendovi dei piccoli trucchi per iniziare a fare attività fisica!

  • Riscaldamento: Marciate lentamente per 5 minuti; fate stretching per 2 minuti
  • Defaticamento: Riducete gradualmente lo sforzo per 3 minuti fino a raggiungere una marcia agevole; fate stretching per 5 minuti.
  • Solo marcia: Per rendere l’allenamento intenso come la corsa, concentratevi sulla tecnica, che vi aiuterà a camminare più veloce. Muovete i piedi rapi­damente e fate oscillare le braccia alla stessa cadenza. Oppure fate delle passeggiate in salita, ad alta intensità.
  • Solo corsa: Se siete già dei runner, aumentate la velocità e lo sforzo durante gli intervalli. Oppure cominciate ad affrontare le salite. Vi aiuteranno ad aumentare l’intensità nelle corse veloci.

Corsa e walking: programma settimanale da seguire

La scelta tra correre e camminare è in realtà una questione di gusti personali. Se vi piace la sensa­zione di sollevarvi da terra ed al­lungare il passo, probabilmente vi piacerà aggiungere la corsa alla marcia. Se invece non gradite la sensazione dell’impatto, allora sappiate che camminare a passo sostenuto resta comunque un’atti­vità impegnativa. Le calorie smaltite dipendono in pratica dalla distanza percorsa, a prescindere dalla velocità; la diffe­renza principale è nel tempo: se impiegate 28-30 minuti per coprire quasi 5 km di corsa, ne impieghe­rete circa 45 per coprire la stessa distanza marciando. In altre pa­role, ci vuole più tempo per bru­ciare le stesse calorie.

 Un esempio pratico: una donna di circa 60 kg brucia 136 calorie camminando per 30 minuti a 5,6 km orari; se corre per lo stesso lasso di tempo, arriva invece a bruciare circa 237 calorie. In ogni caso, l’impatto della corsa è per natura maggiore, ed è per questo che il workout misto offre il meglio delle due attività, con in più l’ingrediente del divertimento, assolutamente fondamentale. Pronti per partire?

 Si tratta di un programma di alle­namento di 4 settimane. Ogni se­zione comprende un determinato numero di intervalli che servono ad inserire la corsa in un pro­gramma di marcia. E’ molto importante non passare bruscamente dalla passeggiata allo scatto. L’intervallo deve essere solo un po’ più intenso rispetto alla marcia a passo sostenuto. In una scala di sforzo che va da 1 (immobilità) a 10 (massimo sforzo), la marcia deve restare entro un livello di 4: 5 o 6, e la corsa di 5, 6 e 7. Prima di passare alla settimana successiva bisogna essere in grado di completare il programma previsto per quella in corso e senza sforzo eccessivo, altrimenti occorre ripeterlo. Il tempo totale dell’allenamento comprende il riscaldamento e lo stretching, il numero minimo di in­tervalli, il defaticamento e lo stret­ching finale. Se vi sembra troppo breve o troppo lungo, aggiungete o togliete una serie di intervalli. Il progresso si misura passando da camminate più lunghe a corse più lunghe, ma se preferite pas­sare semplicemente dalla marcia alla corsa, aderite pure al pro­gramma settimanale che più vi piace.

Primavera a tempo di running

Fa bene alla salute, costa poco e non richiede particolari capacità tecniche. I vantaggi della corsa su tutti gli altri sport sono imbattibili, soprattutto ora che la primavera incalza e i parchi cittadini diventano invitanti palestre all’aperto. Dal professionista all’operaio, dal manager alla casalinga, dallo studente al pensionato, finalmente il variegato popolo del running può dire addio all’ angusto tapis-roulant di casa e riaffacciarsi sui vialetti dei parchi e gli sterrati di campagna.

Un happening che si consuma soprattutto nel week-end ma che in realtà non conosce soste neppure nei giorni feriali, specialmente il mattino presto o la sera. «Il running è uno dei metodi più economici, semplici e piacevoli per praticare lo sport — commenta Livio Luzi, preside della facoltà di Scienze motorie dell’ Università statale di Milano e ordinario di endocrinologia – ma va praticato quando c’è meno traffico e la qualità dell’aria è migliore».

E’ noto, infatti, che l’aumento dell’attività respiratoria a causa dello sforzo fisico aumenta la capacità di penetrazione nell’organismo di inquinanti atmosferici come polveri sottili, monossido di carbonio e ozono. Ma l’ ora in cui correre, non è l’unica regola da seguire se non si vuole incorrere in brutte sorprese come fastidiosi mal di schiena o dolori al ginocchio. «La sport fa male se viene fatto applicando il metodo del fai da te completo, a qualunque età», sostiene Luzi.