Artrite reumatoide: la qualità della vita cala per nove persone su dieci

L’artrite reumatoide è una malattie che incide molto sulle condizioni di vita di una persona. Si tratta di una patologia autoimmune che non può contare su una vera e propria cura, ma su tutta una serie di terapie volte a tenere sotto controllo le sue manifestazioni. Un recente sondaggio condotto sul territorio nazionale con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici, ha  rilevato come per nove malati su dieci, la malattia faccia calare drasticamente la qualità della vita.

Vivere a lungo: la regola del quattro

Quando si tratta di qualità e lunghezza della vita sono molte le voci che vengono a scontrarsi, anche in campo medico. Ci sono frange che sostengono che tutto dipenda dallo stile di vita che si sostiene, altre che al contrario imputano la longevità ad una predisposizione genetica. Un nuovo studio, condotto negli Stati Uniti presso il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ed appena pubblicato sul Journal of Public Health, sostiene che per vivere bene bisogna seguire quella che noi convenzionalmente chiameremo “la regola del quattro”. Quattro consigli utili da seguire.

Longevità: andare d’accordo con i colleghi allunga la vita

Andare d’amore e d’accordo con i propri colleghi di lavoro, aiuterebbe a vivere più a lungo. A sostenerlo, è lo studio di un gruppo di ricercatori israeliani dell’Università di Tel Aviv, pubblicato su “Health Psychology” per conto dell’American Psychology Association. Che la longevità non fosse legata esclusivamente a fattori di tipo genetico o ambientale, era oramai assodato, ma che i rapporti con i colleghi, improntati alla collaborazione paritaria e alla cordialità, potessero allungare la vita, non era stato ancora dimostrato.

Tuttavia, è emerso più volte come un’ambiente lavorativo ostile, punteggiato da antipatie, pettegolezzi velenosi, e modalità di reazione critiche tra colleghi e superiori, possa influire negativamente sulla salute delle persone, al punto tale da indebolire le difese immunitarie e scatenare malattie. Spesso, infatti, capita di lavorare in condizioni frustranti, dove il nostro operato non viene riconosciuto e il rapporto con i colleghi non è dei più rosei.

Psoriasi, la qualità della vita dei pazienti al centro del Progetto Daniele

Il Progetto Daniele, uno studio multicentrico epidemiologico promosso da Abbott, per la prima volta fa luce sulla qualità della vita, fortemente compromessa, dei pazienti affetti da psoriasi. Lo fa analizzando un campione di 787 persone interessate da una forma moderata/grave della patologia. A quali difficoltà va incontro chi è colpito dalla malattia? Ce lo spiega Fabio Ayala, a capo della Clinica Dermatologica dell’Università Federico II di Napoli, che ha coordinato la ricerca:

Il 40% dei pazienti affetti da psoriasi moderata/grave ritiene che la malattia abbia limitato seriamente le proprie aspettative e i progetti di lavoro e carriera. Per una persona su quattro (il 27%) la patologia ha penalizzato le opportunità di avanzamento professionale e circa il 22% afferma di aver subito penalizzazioni nelle proprie potenzialità di guadagno.

Salute, longevità e qualità della vita, e vissero a lungo e malati

Quando si valuta lo stato di salute generale di una popolazione l’età media ha un peso rilevante, come è giusto che sia, perché una vita più lunga denota un maggior accesso alle cure, un sistema sanitario funzionante, condizioni igienico-sanitarie a livelli ottimali e così via discorrendo. Tuttavia, bisogna anche tenere conto di come si vive in quegli anni in più. E la verità è che spesso si vive malati.

Lo abbiamo visto nel caso della percentuale di persone over 65 non autosufficienti in vertiginoso aumento nel nostro Paese, che ha destato la preoccupazione dell’Ordine dei medici per gli effetti sul welfare. E ora arriva una conferma in questa direzione anche dagli States, da uno studio che spiega come all’aumento della speranza di vita non abbia corrisposto ad un miglioramento della salute e dunque della qualità della vita.

Once day: arriva in Italia la pillola contro il Parkinson

In Italia gli ammalati di Parkinson sono circa 400 mila. Ogni anno la malattia affligge 3 persone su mille. A soffrirne è l’1% della popolazione totale sopra i 65 anni.
Una nuova speranza per i malati di Parkinson arriva dalla pillola Once day, un nuovo farmaco a rilascio prolungato che garantisce il controllo dei sintomi nell’arco di 24 ore.

Il principio attivo del medicinale è il ropirinolo, lo stesso dopamino-agonista che prima veniva somministrato nella posologia da tre compresse al giorno.
La differenza è che ora il principio è concentrato in una sola pillola che assicura un controllo prolungato dei sintomi, come spiega Fabrizio Stocchi dell’IRCCS San Raffaele di Roma:
Oggi, la nuova formulazione a rilascio prolungato assicura un migliore controllo dei sintomi sull’arco delle 24 ore.