Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale, dal 19 al 24 settembre

Dal 19 al 24 settembre parte la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale, evento ideato da Assomensana che è ormai giunto alla nona edizione e che mira a riflettere sull’importanza di una mente in salute. Molte persone arrivano alla vecchiaia fisicamente in forma, ma tante sono quelle che presentano per contro problematiche cognitive (smemoratezza, disattenzione, disorientamento) che condizionano la qualità di vita loro e delle persone che le circondano.

Ibuprofene, elisir di lunga vita?

L’ibuprofene? In pratica un elisir di lunga vita. O almeno è quello che sperano gli scienziati del Buck Institute for Age Research in California, i cui test condurrebbero verso la possibilità dell’esistenza di benefici antinvecchiamento da parte del suddetto farmaco.

Dieta Nu-age: ecco come invecchiare in salute

Nu-Age: in due parole arriva la dieta per gli over 65. Il progetto consiste nell’elaborare la dieta perfetta allo scopo di contrastare il processo dell’invecchiamento fisico e mentale attraverso un’alimentazione completa sana e innovativa. L’idea di base sui cui lavoreranno 31 Atenei europei per una durata di quattro anni coinvolgerà un ampio staff di genetisti, biologi, cardiologi, geriatri e dietisti che, sotto la sapiente guida dell’immunologo Claudio Franceschi dell’Alma Mater dell’Università di Bologna centro di coordinazione del progetto, esamineranno lo stato di salute di 1.250 volontari di 5 paesi europei: Italia, Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Polonia.

Lotta all’invecchiamento grazie ad antagonista ormone crescita

Combattere l’invecchiamento? La risposta sembrerebbe essere positiva. Una strada potrebbe essere quella di combattere l’avanzata dell’età attraverso l’utilizzo di un antagonista dell’ormone della crescita.

Questa sostanza viene spesso utilizzata dagli anziani negli Stati Uniti  per combattere l’impari lotta contro la vecchiaia. E se fosse tutto sbagliato ed il vero segreto consistesse nell’opporsi proprio all’ormone della crescita?

Rallentare l’invecchiamento è possibile, ma non solo con gli antiossidanti

Non smettere ancora di bere il vino rosso e prendere vitamine. Questi sono tra gli antiossidanti più presenti nelle nostre diete, e ci permettono di vivere più a lungo, ma non sono gli unici fattori per rallentare l’invecchiamento almeno secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista Genetics, il quale mette in dubbio la teoria che lo stress ossidativo sui nostri tessuti accorcia la durata della vita.

Questo perché i ricercatori della McGill University, in Canada, hanno identificato mutazioni in 10 geni diversi nei vermi (i geni si ritiene siano identici alle loro controparti negli esseri umani), i quali estendono la loro vita senza ridurre il livello di stress ossidativo. I risultati contraddicono la teoria popolare che la produzione di sostanze per la tossicità delle specie reattive dell’ossigeno nei tessuti sia responsabile dell’invecchiamento.

I radicali tornano liberi, antiossidanti inefficaci contro l’invecchiamento

Gli antiossidanti non rallentano il naturale processo di invecchiamento. E’ una notizia diffusa in questi giorni che ha sollevato un’infinità di perplessità e diviso il mondo scientifico su quello che sembrava uno dei capisaldi della ricerca scientifica, nonchè il punto di partenza fondante per numerosi prodotti di bellezza anti-age.

E’ infatti da molti anni, esattamente dal lontano 1956, che la scienza asserisce con convinzione l’efficacia degli antiossidanti contro i segni del tempo. Proprio in quell’anno, infatti, gli scienziati scoprirono che l’invecchiamento era causato dai superossidi, meglio conosciuti come radicali liberi, forme reattive dell’ossigeno che generano stress ossidativo nell’organismo, avviando la degenerazione dei tessuti.