Sale, se ne consuma ancora troppo

Gli esseri umani consumano ancora troppo sale rispetto a quello che sarebbe raccomandato per la loro salute: lo racconta il monitoraggio dicembrino condotto dall’Istituto Superiore di Sanità sulle quantità di questo elemento consumate giornalmente.

Sale, meno di 5 grammi al giorno proteggono il cuore

Mai abbassare la guardia sul consumo di sale: il quantitativo  giornaliero di sale che potremmo consumare per non creare rischi al cuore e alle arterie è pari a cinque grammi, praticamente cucchiaino da caffè come suggeriscono le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I cinque grammi dovrebbero essere la somma fra il sale degli alimenti e quelli aggiunti: il consumo eccessivo di sale determina forti rischi a livello cardiovascolare e l’Oms punta a far scendere sotto i cinque grammi al giorno il consumo di sale. 

Come consumare meno sale?

Come consumare meno sale? Il sodio è un importante elemento per il funzionamento della nostra salute. A patto però che sia assorbito nelle giuste quantità. Vediamo insieme come regolarci in tal senso per rimanere in ottima forma.

Sale iodato o no con tiroidite?

Richiesta di Consulto Medico su tiroidite e sale iodato
Ho letto spessissimo, su riviste di medicina così come su volumi di linee guida della medicina internazionale, che per chi soffre di tiroidite di Hashimoto non è altrettanto conveniente consumare sale iodato come lo è per chi soffre di ipotiroidismo. Alcuni dottori invece negano questa possibilità, consigliando di consumarlo ugualmente. Il motivo sarebbe che essendo la tiroide già infiammata per l’attacco degli anticorpi, lo iodio contribuirebbe ad infiammarla, a danneggiare l’attività della tiroide e a velocizzare il processo verso l’ipotiroidismo conclamato. Si può fare chiarezza una volta per tutte? Grazie mille

 

 

Consumo di sale, l’effetto sul cuore

Il consumo di sale cambia da regione a regione in Italia. E con esso anche l’impatto che ha sulla salute cardiaca delle persone. E’ questo il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista di settore British Jorunal of Medicine.

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Talassoterapia: benefici e centri in Italia

La talassoterapia è un trattamento che sfrutta i benefici dell’acqua marina (da cui la parola greca “thalassa” che significa “mare”) per migliorare l’aspetto della pelle. L’acqua di mare, infatti, è ricca di Sali minerali e presenta una composizione simile al plasma umano. La talassoterapia viene spesso associata anche ad altre cure per amplificarne l’efficacia. Vediamo meglio di cosa si tratta e in quali centri in Italia si pratica.

Pressione alta, attenzione al sale nei biscotti

Chi soffre di pressione alta dovrebbe fare attenzione alla quantità di sale che assume nella propria dieta. E dovrebbe guardarsi anche da fonti insospettabili, come i biscotti. Sebbene si tratti di un cibo dolce, al loro interno, in molti casi, vi è un eccesso di sale pericoloso per la salute.

Ipertensione e Settimana mondiale “meno sale”

L’ipertensione è una delle patologie più diffuse e nel nostro Paese colpisce 1 adulto su 3. Chi soffre di pressione alta sa bene che deve moderare il consumo di sale. Questa, è una buona regola valida per tutti, ma evidentemente, seguita da pochi. In Italia, infatti, il consumo medio di sale è di 10 g al giorno (inclusi i bambini e gli adolescenti) contro i 5 raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Meno sale nella dieta, nuove linee guida dell’OMS

Non è di certo un mistero che il sale, quando in eccesso, è un temibile nemico per la salute. A tal proposito, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha emanato le nuove linee guida, che riducono la quantità di sale giornaliera raccomandata e introducono per la prima volta un limite per il potassio. Chi ha alti livelli sodio e bassi livelli di potassio, infatti, sarebbe più esposto al rischio di sviluppare l’ipertensione e di conseguenza malattie cardiovascolari.

Pressione alta, ridurre il sale in 8 mosse

Chi soffre di pressione alta, sa bene che con il sale è meglio non eccedere, ma la stessa regola dovrebbe valere per tutti, perché se consumato in quantità eccessive, può comportare problemi per la salute, favorendo l’insorgere di patologie come l’ipertensione, l’insufficienza cardiaca e l’insufficienza renale.

Pressione alta, un aiuto in cucina dal gomasio

A tavola, il peggior nemico di chi soffre di pressione alta è senza alcun dubbio, il sale. Ma dall’Oriente arriva un’alternativa davvero interessante per condire i nostri piatti in modo gustoso e naturale: il gomasio. Si tratta di un particolare condimento ottenuto dai semi di sesamo tritati insieme al sale marino (in un rapporto di 6 parti a 1 o massimo 20 parti a 1), dopo che entrambi sono stati tostati.

Ipertensione e sale: scoperto il legame

Il sale, è risaputo, influisce sulla pressione. Quella che fino ad ora era una correlazione senza spiegazioni mediche precise ha smesso finalmente di essere un mistero. E’ stata infatti spiegato, attraverso uno studio dedicato, il rapporto che intercorre tra l’ipertensione e l’uso del sale. Una scoperta importante, data la grande influenza negativa che questa patologia può avere sull’uomo.

Sale nella dieta, fa male anche quando ce n’è troppo poco

Abbiamo spesso parlato dei problemi fisici che derivano da una dieta ricca di sale, come ad esempio l’ipertensione o malattie cardiovascolari, ma una nuova ricerca effettuata in Canada dimostra come anche una dieta troppo povera di sale può far male. Tale risultato è stato notato quasi per caso, in occasione dello studio sul legame tra sale e malattie cardiache che stavano effettuando i ricercatori della McMaster University di Hamilton, in Ontario. Nella loro ricerca hanno così scoperto che gli effetti negativi sul corpo umano che si potevano avere quando la quantità di sale era eccessiva, erano gli stessi quando era quasi assente.