Bambini del sole: sani di giorno, in coma di notte

Paralizzati di notte, attivi e sani di giorno: il caso dei due fratelli pakistani, conosciuti ormai il tutto il mondo come i “bambini del sole“, sta catturando l’attenzione degli esperti a livello internazionale.I medici che li hanno in cura presso il Pakistan Institute of Medical Sciences non riescono però ancora a comprendere di cosa possano soffrire questi bambini.

Nelson Mandela in stato vegetativo permanente: cosa significa?

Il premio nobel per la pace Nelson Mandela, da tempo ricoverato ed in condizioni critiche in un ospedale di Pretoria in seguito alla recidiva di un’infezione polmonare, si troverebbe in uno stato vegetativo permanente ed i familiari starebbero valutando di “staccare la spina” della macchina (un respiratore automatico) che al momento lo terrebbe in vita. Uso il condizionale, perché la notizia diffusa ieri dall’agenzia Afp, sembra essere già stata smentita dai familiari e da una nota presidenziale.

In stato vegetativo da 12 anni, comunica col medico

Scott Routley, è un uomo considerato in stato vegetativo da 12 anni, condizione in cui si è trovato a causa di un grave incidente stradale. Secondo quanto affermato in un’intervista alla Bbc dal professor Adrian Owen, scienziato inglese della Cambridge University, attualmente in forza al Brain and Mind Institute della Western Ontario University in Canada, il paziente sarebbe riuscito a comunicare, a rispondere in modo negativo circa un’eventuale presenza di dolore.

Stato vegetativo e minimo livello coscienza, medici ora ascoltano il cervello dei malati

Lo stato vegetativo è sempre stato considerato un tipo di “patologia” particolare. Questo perché in un paziente in tale condizione non si poteva misurare la comunicazione (se esistente) tra le cellule del cervello. Fattore aggravato dall’impossibilità del paziente di comunicare con l’esterno. Ora una valutazione della reale situazione cerebrale è possibile.

Parlare con i pazienti in coma, allo studio un nuovo metodo

Molti si chiedono se sia possibile comunicare con le persone in coma, e sembra che questo interrogativo abbia finalmente trovato una risposta. Gli studiosi dell’Addenbrooke’s Hospital di Cambridge e dello University Hospital of Liege, in Belgio, hanno infatti scoperto che le persone in stato vegetativo permanente non soltanto potrebbero essere in grado di capire cosa gli si sta dicendo, ma anche di seguire le indicazioni per pensare a determinate cose.

Stato vegetativo, donna viene licenziata dopo lunga malattia

Vi sono delle storie di medicina che lasciano il sapore amaro in bocca. Ed è ciò che stiamo per raccontarvi. La storia di una donna in stato vegetativo, che dopo un anno, in corrispondenza della fine del periodo previsto di malattia, è stata licenziata.  Un aneurisma cerebrale ha distrutto la sua vita. E la società le presenta in conto.

Biotestamento: Facebook inaugura quello virtuale

Nell’attesa che il Parlamento si decida a legiferare sul biotestamento, purtroppo su un disegno di legge scandaloso e degno di un Paese del Terzo Mondo in cui l’unica volontà accettabile è quella che piace alla Chiesa, internet va come sempre più veloce, ed ora un’applicazione di Facebook anticipa tutti.

Si chiama The Last Wish (letteralmente “le ultime volontà”), in cui un utente può prima di tutto scrivere cosa vuol fare della sua vita nel caso di malattia invalidante o di coma irreversibile, ma può anche nominare due “esecutori testamentari” che dovrebbero rendere note le volontà della persona in questione, e persino pre-registrare un messaggio da inviare a tutti gli amici in caso di decesso.

Stato vegetativo: inaugurato il centro pubblico aperto a Roma

E’ stata inaugurata ufficialmente ieri, la prima UCRI (Unità di Cure Residenziali Intensive), interamente pubblica, dedicata alle persone in stato vegetativo o di minima coscienza, realizzata presso l’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma. Ricordate? Ve ne avevamo già parlato (qui) dando la parola all’associazione Cittadinanzattiva che aveva assistito i familiari dei pazienti fino al trasferimento avvenuto lo scorso 8 Febbraio. Viva soddisfazione era stata espressa da tutti, per l’ottima struttura realizzata.

E’ la prima del suo genere nel nostro paese, realizzata all’interno di un DEA (Dipartimento d’emergenza e accettazione) di secondo livello, ma in ambienti separati, dotata dei comfort residenziali di cui genitori, compagni ed amici possono usufruire nel passare le giornate insieme ai loro cari malati. I pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza necessitano di tanti stimoli e dunque la presenza di persone care è fondamentale, come la palestra per la fisioterapia, la televisione, la musica, medici e personale infermieristico specializzati.

Stato Vegetativo: si celebra oggi la Giornata Nazionale

Tra mille polemiche si celebra oggi la prima Giornata Nazionale sullo Stato Vegetativo. Voglio sorvolare però sulla questione della scelta della data che ha volontariamente coinciso con la morte di Eluana Englaro oppure sul dibattito che riguarda l’accanimento terapeutico ed il biotestamento. Vorrei arrivare oltre, ad una riflessione da fare tutti insieme, basata sulla comprensione dei termini e dunque della condizione vegetativa per puntare l’attenzione su quanti ancora, pazienti e famiglie, lottano quotidianamente con lo Stato Vegetativo o quello di Minima Coscienza: devono essere loro i protagonisti di questa giornata.

Stato vegetativo e di minima coscienza: apre il primo centro pubblico per l’assistenza

Aprirà a Roma lunedì prossimo 7 febbraio la prima struttura italiana interamente pubblica dedicata all’assistenza e alla terapia di pazienti in stato vegetativo o di minima coscienza. Lo aveva promesso la Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, Assessore alla Santità ad interim alle famiglie di ben 9 persone che da circa un anno si trovavano in situazione complessa, che rischiava di far perdere loro il dovuto supporto alloggiativo e riabilitativo. Il 31 dicembre aveva annunciato l’apertura di una UCRI (Unità di Cure Residenziali Intensive), presso l’Ospedale Forlanini.

Un nuovo reparto che avrebbe raggiunto i 40 posti letto ed offerto ai ricoverati nuove e maggiori terapie ed indagini diagnostiche fondamentali, come la Tac, a disposizione 24 ore su 24, una risonanza magnetica nucleare con consulenza specialistica, possibilità di dialisi,ecc. Insomma tutte cure importanti, presenti in un ospedale pubblico e soprattutto in una struttura d’eccellenza come l’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, ma difficili da avere nelle strutture residenziali che solitamente accolgono questi pazienti. Ora devo essere sincera. Nel leggere tali informazioni i primi di Gennaio sono rimasta profondamente scettica.

Coma, si risveglia dopo 5 anni per poche ore

Coma, si risveglia dopo cinque anni per alcune ore. E’ successo presso l’ospedale San Camillo di Venezia.

Un uomo, in stato vegetativo di minima coscienza per cinque anni, si è svegliato dopo essere stato sottoposto a stimolazione magnetica transcranica (TMS). Una “veglia” durata circa 6 ore, nella quale l’uomo ha reagito agli stimoli ed eseguito determinati ordini impartitagli dai medici.

Eutanasia, la Germania la riconosce come volontà del paziente

Se un paziente chiede di sua spontanea volontà che siano staccate le macchine che lo tengono in vita, l’eutanasia è accettabile. In questo modo si può riassumere la decisione presa dalla Corte Suprema della Germania che ha prosciolto un avvocato tedesco, Wolfgang Putz, accusato di aver consigliato ai suoi clienti di staccare le macchine che tenevano in vita una loro parente in coma irreversibile da 5 anni.

Il legale era stato condannato a 9 mesi con la condizionale ed una multa di 20 mila euro nel 2007 in quanto l’eutanasia non era riconosciuta come pratica medica. Ma dopo aver fatto ricorso, nella giornata di ieri la Corte Suprema ha deciso che non si trattava di un vero e proprio reato perché c’era stata, prima del coma, l’esplicita richiesta della donna di voler morire nel caso in cui si fosse trovata nel letto d’ospedale in stato vegetativo.