Brexit, come rischia di cambiare la sanità

La Gran Bretagna, seppure con poco scarto, ha votato per l’uscita dalla’Unione Europea: brexit è stato. Ma come rischia di cambiare la sanità per i cittadini europei che vivono in Inghilterra e per gli inglesi che hanno residenza in Europa?

Sicurezza alimentare, preoccupa apertura a carne clonata dell’Inghilterra

L’apertura al consumo di carni clonate del mercato alimentare inglese non piace e preoccupa l’Unione Europea, che non tarda ad esprimere le sue remore a riguardo, espresse nelle dichiarazioni di Pittella, vicepresidente vicario del Parlamento europeo e presidente della conciliazione legislativa sul regolamento Novel food:

Le dichiarazioni di apertura della Foods Standards Agency rispetto agli alimenti provenienti da animali clonati arrivano in un momento in cui questi temi sono al centro del dibattito europeo per i dubbi sugli effetti sanitari che ancora solleva la eventuale liberalizzazione del consumo di queste carni: è quindi del tutto inopportuno e pericoloso che uno Stato membro acceleri su un argomento così delicato per la salute dei consumatori e per il trattamento degli animali.

Sicurezza alimentare: l’Europa è davvero così sicura?

Alcuni prodotti alimentari come le carni, il latte, i formaggi possono contenere pericolosi germi e trasmettere gravi malattie agli animali come per esempio l’afta epizootica o la peste suina. Anche piccoli quantitativi possono rappresentare una minaccia per la salute degli animali: portare da paesi che non fanno parte dell’Unione Europea carni o prodotti lattiero-caseari comporta il rischio di portare malattie degli animali.

Con queste parole inizia il rapporto del Ministero della Salute a proposito delle nuove regole sulla sicurezza alimentare elaborate dall’Unione Europea. Una nuova serie di procedure, divieti, ma soprattutto attenzioni di buon senso che potrebbero evitare epidemie e problemi di natura sanitaria legati al cibo che finisce ogni giorno sulle nostre tavole.

L’ultimo episodio di malattia di Creutzfeldt-Jakob, seppur risalente ad un contagio avvenuto almeno una decina di anni fa, ha riportato l’accento sulla sicurezza con cui vengono trattati gli alimenti anche in un posto considerato sicuro come l’Unione Europea. E dalle indagini risulta che, seppur i controlli effettuati sono positivi e costanti, non sono sempre infallibili.

L’Ue sostiene la ricerca sulle malattie rare

Sono complicate, isolate, ma soprattutto poco remunerative le malattie rare, quelle malattie cioè che colpiscono meno di una persona su 2.000. Esse sono delle grandi sfortune per i milioni di pazienti di tutto il mondo che ne vengono colpiti, ma una gran seccatura per le case farmaceutiche, che nonostante abbiano la possibilità di mettere in commercio i medicinali per combatterle, preferiscono far finta di niente perché sanno che, essendo in pochi ad acquistarle, non ne ricaveranno grosse somme.

Per fermare questo scandalo, e dare un’inversione di tendenza, è intervenuta oggi l’Unione Europea, che con un comunicato ha dichiarato che sosterrà la commercializzazione dei farmaci per le malattie rare tramite finanziamenti comunitari. Saranno anche poche le persone che si ammalano, ma se queste vengono sommate a tutti i casi all’interno del Continente, ci rendiamo conto che forse tanto rare non sono.

Stevia, il dolcificante dietetico, ma illegale

Avete mai sentito parlare della “Stevia“? Certo che no, l’Unione Europea non lo permette. La stevia è una pianta che cresce nella foresta amazzonica da cui si ricava un dolcificante, una sorta di zucchero, dal sapore praticamente identico, ma completamente privo di calorie. L’ideale per i golosi che ci tengono alla linea.

Dopo anni di battaglie, 2 settimane fa la Food and Drug Administration, la Commissione che analizza i prodotti alimentari negli Stati Uniti, ha concesso la commercializzazione del dolcificante proveniente dalla stevia. Dopo 9 anni di battaglie, la stessa autorizzazione non arriva dall’Unione Europea. Eppure è un peccato, perché in un periodo in cui l’obesità, soprattutto infantile, è in aumento, un dolcificante che non fa ingrassare servirebbe tantissimo.

Animali clonati a scopi alimentari, arriva il no dell’Unione Europea

Buone notizie per i consumatori italiani per i quali sembra scongiurato definitivamente il pericolo di veder arrivare sulle proprie tavole cibi provenienti da animali clonati.

Il Parlamento Europeo ha infatti appena detto no alla clonazione degli animali a scopi alimentari invitando tutti i paesi dell’Unione a vietarne l’allevamento, oltre che la vendita e l’importazione di prodotti da essi derivati.

La risoluzione è stata approvata con 622 sì e 32 no.

Le motivazioni? Molteplici e tutte più che valide.