Aids, risultati positivi per primo vaccino pediatrico

I primi risultati della sperimentazione del vaccino pediatrico contro l’Aids sono buoni e fanno ben sperare per il futuro. Dieci bambini affetti da Hiv sottoposti questa prima formulazione messa a punto stanno rispondendo bene alla sua somministrazione.

Aids, conferme d’efficacia del vaccino preventivo

Arrivano nuove conferme sull’efficacia del primo vaccino composto per prevenire il contagio da Aids. Parliamo del trial in corso su RV144, attualmente in auge su oltre 16mila persone thailandesi di entrambi i sessi. Lo studio, pubblicato sulla rivista di settore Nature, parla di una efficacia del 31% della formulazione, uno dei dati migliori finora raggiunti,  ed una risposta immunitaria importante nei confronti del virus.

Aids/hiv, prevenzione e farmaci: esperti a confronto

Il 22 luglio inizierà a Washington, negli Stati Uniti, la XIX Conferenza internazionale sull’Aids. Un incontro che nasce e si sviluppa nell’arco di alcuni giorni per dar modo ai maggiori esperti in virologia di fare il punto sulla situazione dell’HIV,  a partire dalla prevenzione fino ad arrivare ai farmaci antiretrovirali utilizzati per i protocolli di terapia messi in atto in seguito ai contagi.

Aids/HIV: la FDA statunitense autorizza la sperimentazione sull’uomo di un vaccino

A gennaio partirà la sperimentazione clinica (ovvero su esseri umani) di un nuovo vaccino contro il virus dell’HIV, realizzato da un team di ricercatori canadesi, della University of Western Ontario in London, Ont. La FDA (Food and Drug Administration statunitense) ovvero l’agenzia americana che autorizza e controlla l’immissione in commercio dei farmaci ha infatti appena dato il via libera ai test su 40 pazienti sieropositivi. Si tratta di una prima fase che servirà per confermare la sicurezza del medicinale. Ha spiegato in un comunicato stampa il Dr. Chil-Yong Kang, virologo alla guida della ricerca scientifica:

Aids/HIV: nuove speranze da un vaccino ideato in Spagna?

Un nuovo vaccino contro l’Aids/ Hiv avrebbe superato i test di Fase I della sperimentazione sull’uomo, col 92% di risposte positive. E’ciò che emerge da un articolo pubblicato sul numero di Ottobre della rivista scientifica Journal of Virology. Il suddetto vaccino è opera di un gruppo di scienziati spagnoli, del Consiglio Superiore della Ricerca Scientifica (Csic), del Gregorio Maranon Hospital di Madrid e dell’Hospital Clinic di Barcellona, guidati da Mariano Esteban (direttore del Csic). Ma vediamo di preciso di cosa si tratta e se veramente si può parlare di vaccino preventivo.

Vaccino italiano AIDS, al via sperimentazione in Sud Africa

Buone notizie dal fronte della lotta all’AIDS nel Sud del mondo. Il vaccino italiano messo a punto contro l’AIDS verrà infatti  testato su 200 volontari proprio in Sud Africa. Ad annunciarlo oggi l’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità, ed il National Department of Health sudafricano.

Il vaccino si basa sulla proteina Tat di HIV-1 e con la sperimentazione clinica di fase II si entra nel vivo della ricerca, cercando di sondare l’immunogenicità della sostanza inoculata, in parole semplici la sua efficacia, oltre che ovviamente mettere alla prova anche la sua sicurezza.
A coordinare i test sarà Barbara Ensoli del Centro Nazionale AIDS dell’ISS, grazie al finanziamento ottenuto dal Ministero degli Esteri.

Aids, le iniziative della giornata della prevenzione

Fra due giorni, mercoledì primo dicembre, sarà la giornata mondiale dell’Aids. Un giorno in cui sarà ricordata l’importanza della prevenzione, l’aspetto più importante per combattere questa terribile malattia, anche più efficace di qualsiasi vaccino e terapia.

La giornata di quest’anno ha un significato molto importante, dato che probabilmente l’anno 2010 è stato quello della svolta contro questa malattia che da decenni uccide milioni di persone. In quest’anno solare, ed in particolare proprio in questi ultimi mesi, la scienza ha fatto enormi passi in avanti come la nascita di un vaccino, seppur ancora a livello sperimentale; la “pillola del giorno prima“, e la dichiarazione dell’Onu che ha registrato, per la prima volta nella storia, un calo delle infezioni. Ma c’è ancora davvero tanto da fare.

Aids, il vaccino italiano sembra funzionare

Si chiama “Tat“, ed è il nuovo obiettivo nella lotta all’Aids. La Tat non è altro che una proteina che favorisce l’insorgere di tutte le condizioni collegate a questa terribile malattia, prima fra tutte l’abbattimento del sistema immunitario. Una ricerca tutta italiana, effettuata presso l’Istituto Superiore di Sanità e pubblicata su Plos One, ha scoperto che il virus HIV diventa capace di resistere ai farmaci e sfuggire agli anticorpi perché “aiutato” dalla proteina Tat.

La dottoressa Barbara Ensoli che ha curato la ricerca ha così spiegato come agisce il nuovo vaccino:

Arriva dove i farmaci non arrivano. Blocca l’immunoattivazione, aumenta le cellule B, le cellule immunitarie ritrovano funzionalità, c’è insomma un ritorno verso l’equilibrio in pazienti che sono già sottoposti ad una terapia farmacologia efficace. Quando invece viene a contatto col virus, il vaccino sfrutta i rinvigoriti anticorpi, scatenando una reazione immunitaria con bersaglio Tat: in questo modo il virus diventa una macchina senza motore ed ha potenziale distruttivo limitato.

Aids, entro 40 anni potrebbe essere debellato

Mentre la ricerca di un vaccino è importante, un test ed un nuovo modo per curare le persone in aree ad alto rischio con farmaci antiretrovirali potrebbe fermare la diffusione dell’HIV in cinque anni e sradicare l’HIV/AIDS completamente in 40 anni, ha spiegato il dottor Brian Williams, ricercatore presso il South African Centre for Epidemiological Modeling and Analysis, che ha fatto il punto della situazione alla riunione annuale dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS).

Secondo le stime, risulta che il numero globale delle persone sieropositive raggiunga le 35 milioni. Williams ha suggerito che istituire universalmente dei programmi di screening volontari e il trattamento immediato con farmaci antiretrovirali potrebbe ridurre la carica virale nelle persone infette in regioni ad alto rischio.

Elettroporazione: lo stimolo elettrico che, affiancato al vaccino, migliora la risposta immunitaria

Brevi scosse elettriche possono aiutare il corpo a rispondere meglio ad alcuni tipi di vaccini sperimentali contro l’AIDS. Alcuni ricercatori americani hanno iniettato un vaccino insieme a tre brevi impulsi elettrici per aprire le membrane cellulari in modo che il vaccino possa entrare più facilmente.

Sandhya Vasan del Aaron Diamond AIDS Research Center di New York ha inventato la tecnica, chiamata elettroporazione, la quale può essere particolarmente utile nella realizzazione di vaccini DNA, che usano proprio un agente infettivo di materiale genetico per suscitare una risposta immunitaria.

Con un breve impulso di energia elettrica, la nostra membrana cellulare si apre temporaneamente e permette a molto più DNA di entrare. Il motivo per cui i vaccini a DNA di per sé non innescano una risposta immunitaria forte è perché la maggior parte di esso ha non entra nelle cellule

ha spiegato Vasan alla Reuters.

Conferenza Aids in Sudafrica, attesi nuovi farmaci

La International Aids Society apre questa sera i lavori della conferenza in Sudafrica, a Città del Capo. Non a caso nel Paese tra i più afflitti dalla piaga del virus Hiv si fa il punto della situazione sulla lotta alla malattia. L’aspettativa più grande di scienziati e studiosi si rivolge verso la creazione di farmaci più potenti ed efficaci per debellare il virus e assicurare la guarigione e migliori aspettative di vita. Sintetizza bene questo intento l’americano Anthony Fauci, direttore dell’Istituto per le malattie infettive (Niaid) dei National Institutes of Health (Nih) statunitensi, nonchè uno dei maggiori esperti internazionali nella ricerca sull’Aids, che puntualizza la non esistenza a tutt’oggi di una terapia valida:

Bisogna fare attenzione a parlare di cura quando ci si riferisce agli attuali farmaci antiretrovirali. Tecnicamente quando si parla di una cura si intende la possibilità di eradicare completamente il virus dall’organismo. Nel caso dell’Aids, questo obiettivo è difficile da raggiungere, ma non impossibile.