Salute, prima del medico c’è Internet

di Valentina Cervelli 3

Prima del medico arriva internet. Soprattutto se si hanno bisogno di maggiori delucidazioni in campo oncologico o relativamente ad una malattia specifica.  E gli italiani seguono il trend alla pari di tutte le algtre popolazioni mondiali. Secondo quanto riportato nell’Annuario Scienza e Società 2011 di Observa infatti almeno un italiano su 5 fra i 16 e i 74 anni usa la rete per cercare indicazioni mediche.

Un esempio per noi effettivamente tangibile in linea diretta: Medicina Live è un sito nel quale vengono presentate ai possibili lettori le “novità” relative al mondo della medicina. Spesso si affrontano storie di vite vera relative a diverse patologie, e si cerca, con la massima preparazione e serietà possibile di scrivere delle mini-guide che diano alle persone una panoramica delle patologie e di come affrontarle.

E quasi sempre, tra i commenti o le email che giungono in redazione vi sono persone che condividono le loro esperienza, ma anche che chiedono a noi aiuto per comprendere alcuni particolari a loro ostici, o per richiedere un consiglio su come muoversi nei confronti di dirette patologie. Cercano risposte che dovrebbero venire da un medico e che quasi mai sono in grado di ottenere per via di una sorta di gap “comunicativo”.

E la rete in questo si manifesta come possibile risolutrice. Fermo restando, come spiegano dall’osservatorio, il trovare dei siti affidabili ed aggiornati sulle diverse malattie e sulle novità del settore.  A confermare questo utilizzo della rete anche interlocutori di un certo calibro come l’Università La sapienza di Roma ed il fondatore di eCancerHub,  il social network patrocinato e presentato presso il  Congresso della Società europea di Oncologia medica di Stoccolma recentemente tenutosi.

La salute è diventata con gli anni sempre più orientata al web ed internet, in almeno sei casi su dieci, è divenuto il sostituto del medico di famiglia: in molti casi aiuta il malato, specialmente oncologico, a specializzarsi sulla sua patologia. Nella maggioranza di questi casi alla base vi è uno scarso rapporto di comprensione con il proprio medico.

L’auspicio dei vari interlocutori, fermo restando una maggiore vigilanza sui siti web tentando di ripulire la rete da quelli poco esatti e veritieri in ambito medico, è quello di mettere a punto protocolli che rendano più facile la comunicazione medico-paziente e la risoluzione di quei problemi di “comprensione” che fanno si che le persone si affidino alla rete piuttosto che al loro specialista.

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