Umore, influenzato dall’uso dei social network

I social network condizionano l’umore. E riescono a farlo in molti più modi di quelli che riteniamo possibili. Un esperimento molto particolare condotto con la collaborazione dei programmatori di Facebook lo ha dimostrato.

Scoperta rara malattia grazie ai Social Network

I Social Network sono oramai onnipresenti nella vita di ciascuno di noi, ma adesso diventano parte integrante anche nel campo della ricerca. Un team di studiosi dell’Università di Stanford, infatti, ha confermato l’esistenza di una malattia rara trovando in rete diversi pazienti con gli stessi sintomi. La nuova patologia scoperta causa problemi neurologici e muscolari e colpisce gli occhi e il fegato dei bambini, provocando tra l’altro l’assenza di lacrime.

Cervello degli anziani più attivo con i social network

Il cervello degli anziani è più attivo in coloro che si iscrivono ai social network. Passare un po’ di tempo su Facebook, secondo uno studio condotto dall’Università dell’Arizona, potrebbe rivelarsi utile e benefico per l’attività cerebrale degli over 65.

Dimagrire con Twitter è più facile

Twitter può essere un valido aiuto per dimagrire. Il social network a quanto pare, secondo uno studio condotto dall’Università del Sud Carolina, non è solo uno strumento per socializzare sul web, ma anche uno strumento in grado di stimolare la perdita dei chili di troppo.

Facebook ci rende nervosi e invidiosi

Facebook ci rende nervosi ed invidiosi? Sembrerebbe proprio di sì, stando ai risultati di una ricerca condotta dagli scienziati tedeschi del Dipartimento di Sistemi Informativi della Technische Universität Darmstadt e dall’Istituto dei Sistemi Informativi della Humboldt-Universität zu Berlin.

Salute, prima del medico c’è Internet

Prima del medico arriva internet. Soprattutto se si hanno bisogno di maggiori delucidazioni in campo oncologico o relativamente ad una malattia specifica.  E gli italiani seguono il trend alla pari di tutte le algtre popolazioni mondiali. Secondo quanto riportato nell’Annuario Scienza e Società 2011 di Observa infatti almeno un italiano su 5 fra i 16 e i 74 anni usa la rete per cercare indicazioni mediche.

Carenity, il facebook dei malati cronici

In questi anni i social network hanno dimostrato tutta la loro potenza comunicativa. Una novità in tal senso, collegata alla medicina, va segnalata. E’ infatti nato Carenity, il social network per i malati cronici. Una realtà davvero interessante che raccoglie tra i propri utenti malati e parenti di malati di malattie purtroppo non risolvibili.

Memoria anziani, un’ora di Facebook al giorno aiuta

La Facebookmania dilaga e non solo tra i giovani e i giovanissimi. Ormai da qualche mese stiamo assistendo ad un boom di profili di genitori, nonni… inizialmente si iscrivono per curiosità, sollecitati da figli e nipoti, per tenersi in contatto con la famiglia. Poi però si scoprono dei veri e propri fan del popolare social network e chi li stacca più dal computer, intenti a chattare, dare poke con una certa disinvoltura e destreggiarsi nei mille giochini disponibili sul sito.

Tutto questo fa bene agli over 65, in particolare alla loro memoria. Se ne è parlato nel corso del Congresso nazionale dell’Associazione italiana di psicogeriatria (Aio), a Gardone Riviera (Brescia).

Psicologia: la dipendenza da internet porta ad una nuova malattia, la “depressione da Facebook”

Tra le centinaia di patologie che oggi la scienza conosce, bisogna aggiungerne una nuova: la “depressione da Facebook”. Questa nuova malattia comprende i potenziali rischi legati ai social media individuati da un gruppo di medici che spiegano come questa condizione possa influenzare gli adolescenti inquieti che sono ossessionati dal social network più famoso del mondo.

I ricercatori non pensano che si tratti di una semplice estensione della depressione in alcuni adolescenti, ma di una condizione distinta collegata all’utilizzo errato di internet. Infatti ci sarebbero aspetti unici di Facebook che possono rendere particolarmente difficile navigare per i bambini che già hanno a che fare con una scarsa stima di sé, ha spiegato il dottor Gwenn O’Keeffe, pediatra di Boston e autore principale delle linee guida sui media della Nuova Accademia Americana di pediatria sociale.

Facebook e disordini alimentari, trovato collegamento

Gli hanno affibiato praticamente ogni sventura: liti matrimoniali, insonnia, amicizie pericolose, sesso tra adolescenti e persino l’asma. Ora al social network più famoso del mondo viene scaricata un’altra responsabilità, quella dei disordini alimentari.

Più tempo le adolescenti trascorrono davanti a Facebook, più aumentano le possibilità di sviluppare una immagine negativa del corpo che può sfociare in vari disturbi alimentari come anoressia, bulimia e dieta esagerata. A dimostrarlo è un nuovo studio dell’Università di Haifa, in Israele.

Rapporti online causano un quinto dei divorzi in Usa

Facebook e gli altri social network non sono solo potenzialmente pericolosi per i bambini e gli adolescenti, come dimostrato in una recente ricerca secondo cui c’è il rischio di diffondere informazioni errate sulla sessualità; ma sono anche la causa ufficiale per la fine di un matrimonio su cinque, almeno nel Paese dove questi strumenti sono più diffusi: gli Stati Uniti.

Il dato è stato confermato all’Agenzia di stampa tedesca dpa dal principale avvocato divorzista statunitense Allan Mantel, presidente della American Academy of Matrimonial Lawyers (AAML) (Accademia Americana degli Avvocati Matrimonialisti) nello Stato di New York.

Cefalea: si cura con un social network

Cefalea o mal di testa, due termini per indicare un disturbo spesso invalidante che arriva a coinvolgere almeno 8 italiani su 10. Le cause che scatenano la cefalea (o anche l’emicrania) sono diverse: da un problema neurologico ad una alterazione temporo-mandibolare (cioè legato ai denti e alle articolazioni della bocca) spesso può dipendere da una cattiva postura, dal raffreddore, da una sinusite o disturbi alla vista. Le terapie sono spesso sbagliate, soprattutto perché si tende ad eliminare il sintomo del dolore attraverso dei farmaci per l’automedicazione. Ora però per avere i giusti consigli basterà accendere il pc ed accedere ad un social network.

L’idea nasce a Torino dove il neurologo Franco Mongini ha realizzato un programma educativo e di esercizi per prevenire e curare i sintomi della cefalea. Il progetto è stato messo in pratica con successo dai circa 2.300 dipendenti comunali del capoluogo piemontese: ne è risultato un abbattimento del 40% della comparsa di cefalea, di dolore alla cervicale, ma soprattutto del consumo di medicinali! Da qui la nascita di un social network, lanciato lo scorso giugno per permettere ai cittadini piemontesi di accedere a queste informazioni in autonomia.