Salute e cittadini, nasce il portale “Dove e come mi curo”

Un aiuto concreto al cittadino per aiutarlo a scegliere la migliore struttura adatta ai suoi problemi: ecco “Dove e come mi curo”, il portale presentato a Roma a seguito di un progetto dedicato e sovvenzionato dal Ministero della Salute e coordinato dal dipartimento di Sanità’ pubblica dell’Università Cattolica-Policlinico A. Gemelli.

Cybercondria, la dannosa ipocondria digitale

Cybercondria? E’ il disturbo che affligge il malato immaginario dell’era moderna, quella persona che dopo aver letto in rete la scheda di una malattia o un articolo in rete in conferma di alcuni sintomi che prova immediatamente pensa di essere affetto da una patologia, spesso grave.

Salute: prima informazione in rete, poi il medico

Salute: gli italiani si affidano alla rete, ma alla fine danno retta al medico. E’ questa la fotografia scattata dal Censis per ciò che riguarda il rapporto degli italiani con la salute. Un terzo di loro infatti usa strenuamente internet per scoprire qualcosa di più sui disturbi che prova o sulle patologie che pensa di avere. L’esposizione mediatica della salute è ancora una volta realtà.

Tumore al seno, attenzione alle false notizie sul web

Il tumore al seno è una patologia che ogni anno colpisce in Italia circa 2500 donne in età fertile. In molti casi si tratta di persone che non hanno ancora avuto la gioia di provare la maternità. E che cercano notizie in merito alla loro situazione sul web. Bisogna fare attenzione: non sempre le notizie sono attendibili, e seguire cattive indicazioni può risultare molto deleterio.

Cyberterapia per curare a distanza i malati

Buona parte del nostro mondo attuale si fonda sui computer o sul loro utilizzo. Nel mondo virtuale ci si può conoscere, divertirsi, addirittura fare del sesso. Sempre più di frequente si sceglie, addirittura prima di consultare uno specialista in caso di patologie, ci si affida alla rete per capirne di più. Non stupisce quindi che vi sia anche una possibile sperimentazione di  “medici avatar”.Parliamo ovviamente di cyberterapia.

Salute, prima del medico c’è Internet

Prima del medico arriva internet. Soprattutto se si hanno bisogno di maggiori delucidazioni in campo oncologico o relativamente ad una malattia specifica.  E gli italiani seguono il trend alla pari di tutte le algtre popolazioni mondiali. Secondo quanto riportato nell’Annuario Scienza e Società 2011 di Observa infatti almeno un italiano su 5 fra i 16 e i 74 anni usa la rete per cercare indicazioni mediche.

La salute si cerca sul web

 

Salute: 3 italiani su 10 la cercano sul web. Lo afferma una ricerca condotta dal Censis che voleva monitorare i rapporti tra pazienti e medici. Con sorpresa, ma forse non troppa, il “dottore” non è più considerato infallibile: può sbagliare ed i fatti di cronaca purtroppo ce lo ricordano di frequente. Maria Concetta Vaccaro del Censis  durante il convegno La conciliazione, un’alleanza rinnovata tra medico e cittadino ha spiegato i dati del Monitor biomedico 2009:

“Il medico non è più la sola autorevole voce da acoltare. È percepito come un esecutore tecnico di un sapere complesso di cui però non ha più l’esclusiva e  se c’è un errore è attribuito alla fallibilità del professionista e non della scienza medica. E questo aumenta l’intolleranza e pregiudica il rapporto medico-paziente». 

E ora parliamo di cyberpazienti: informazioni sanitarie su web


Ogni giorno milioni di persone entrano in Intemet per cercare argomenti legati alla salute. Le informazioni di carattere sanitario sono tra le prime chiavi di ricerca. Il mercato che offre queste informazioni è fiorente e si mostra assai variabile sotto il profilo della completezza e della qualità. La sanità pubblica vede di buon occhio e addirittura incoraggia l’interesse dei cittadini a queste tematiche.

Il paziente informato, che si comporta responsabilmente e ha cura della propria salute, è diventato una figura centrale nel dibattito attorno al sistema sanitario pubblico, sempre più sotto pressione. Intemet tuttavia è considerato una fonte di informazione difficile da controllare. C’è da chiedersi poi se le persone informate tramite web abbiano realmente un approccio diverso col medico e con la propria salute.