Categorie di lavoratori a rischio nei

di Redazione 0

Chi sono i lavoratori “outdoor” che devono evitare di esporsi al sole? I lavoratori edili, i parcheggiatori, gli addetti agli automezzi per la movimentazione della terra, i benzinai, gli operatori ecologici, gli operai delle linee elettriche e idrauliche esterne, i portalettere, i bagnini, i maestri di nuoto e di sport all’aperto, marinai e ancora di più i pescatori professionisti, i vigili urbani e tutte le altre categorie che debbono esporsi lungamente alla radiazione solare. L’elenco è stato stilato dall’Istituto Superiore per la protezione e la sicurezza sul lavoro (Ispesi) che, con l’Associazione italiana dei dermatologi ambulatoriali (Aida), ha redatto nel 2003 il volume “La radiazione solare ultravioletta: un rischio per i lavoratori all’aperto”, dedicato in particolare al datori di lavoro e ai lavoratori.

Il testo si può scaricare integralmente dal sito Internet. Chi lavora all’aperto è più esposto ai rischi di fotocarcinogenesi (cheratosi, epiteliomi, melanoma) e fotosensibilizzazioni (conseguente assunzione di alcuni farmaci o l’applicazione di composti chimici, cosmetici e profumi sulla pelle) e aggravamento di alcune patologie auto-immunitarle come il lupus eritematoso. Ecco alcune strategie per proteggersi, riportate nel libro dell’Ispels:

  • schermare con teli e coperture il luogo di lavoro, laddove sia possibile.
  • Organizzare il lavoro esterno nelle ore meno calde e rotazione dei compiti lavorativi.
  • Sfruttare aree d’ombra, da create appositamente, durante le pause.
  • E’ necessario proteggersi anche in inverno.
  • Il vetro blocca quasi totalmente la trasmissione dei raggi ultravioletti.
  •  Usare indumenti protettivi e tessuti che non lasciano passare gli UV.
  • Una buona protezione la offrono quei tessuti fatti in combinazione del cotone con il poliestere. La t-shirt di cotone puro infatti non va bene: lascia passare il 30 per cento dei raggi nocivi per la pelle. La trama del tessuto, inoltre, deve essere fitta.
  •  Indossare occhiali da sole, aderenti sul volto e accertarsi soprattutto che le loro lenti abbiano il potere filtrante nei confronti dei raggi ultravioletti: non basta infatti la colorazione scura a bloccarli.

 

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