Influenza suina: tra poche settimane arriva la seconda ondata

di Redazione 0

2.185. A tanto ammontano le vittime della nuova influenza A secondo gli esperti dell‘Organizzazione Mondiale della Sanità. Il virus, che ormai circola ininterrottamente in tutto il mondo da circa 5 mesi, ha contagiato un numero incalcolabile di persone, ha già superato il picco nell’emisfero meridionale, dove si sta per uscire dall’inverno, e si appresta a ritornare dalle nostre parti. Anche se in realtà non se n’è mai andato.

Ciò che più inquieta è che, a differenza della normale influenza di stagione, i casi di influenza suina continuano a susseguirsi anche in piena estate. L’ultimo proprio pochi giorni fa, che ha coinvolto 7 giovani sbarcati a Brindisi dopo una vacanza in Grecia. E diversamente dalla normale influenza, tutte le previsioni sul suo ritorno potrebbero rivelarsi sbagliate. Se le vaccinazioni di massa cominceranno ad ottobre in Inghilterra e a novembre nel resto d’Europa, potrebbe già essere troppo tardi. Per gli esperti dell’Ecdc, il Centro europeo per il controllo delle malattie di Stoccolma, il contagio potrebbero aumentare già ad inizio autunno.

La situazione rischia di diventare molto pericolosa. Sebbene gli ammalati siano molti di più rispetto alla normale influenza stagionale, i decessi sono relativamente pochi, meno dell’1%, e nella maggior parte dei casi riguardano persone che avevano già problemi di salute sottostanti, a cui il virus ha dato il colpo di grazia. Secondo anche gli scienziati dell’Oms, a correre i maggiori rischi stavolta sono i bambini al di sotto dei 2 anni, quelli per i quali non è previsto il vaccino, ma che sono molto più deboli rispetto a quelli più grandi, e quindi più a rischio di complicazioni. Secondo le prime stime, dovrebbe ammalarsi circa il 20-30% della popolazione mondiale nel periodo 2009-2010, un’enormità se pensiamo che l’influenza normale tocca solo il 5-10% della popolazione.

Intanto è stato sconsigliato a tutti gli Stati di prendere provvedimenti drastici, come la chiusura delle scuole, dato che non sarebbe una cosa utile tenere a casa milioni di bambini e di ragazzi per gran parte dell’anno scolastico. Gli insegnanti e gli addetti ai lavori però si sottoporranno a delle campagne informative, per imparare come comportarsi in caso di contagio, da trasmettere ai loro stessi alunni.

Una buona notizia però in tutto questo c’è. Dai primi rilevamenti ci si è resi conto che il virus non è mutato, come in molti temevano, e se dovesse continuare in questo modo, i vantaggi sarebbero due: il vaccino prodotto finora sarebbe efficace, ed il virus sarebbe poco aggressivo, mantenendo il tasso dei decessi relativamente bassi.

[Fonte: Repubblica]

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