Vaccini bambini, effetti collaterali pericolosi o no?

di Cinzia Iannaccio 1

Vaccini bambini, effetti collaterali pericolosi o no? E’ una di qualle domande che sembrano non avere una risposta certa, non per tutte le occasioni. Di base sappiamo che ogni farmaco ha degli effetti collaterali più o meno rischiosi, ma anche che tanti vaccinazioni sono riuscite a debellare malattie importanti come il vaiolo. La paura per la correlazione tra vaccino e autismo, vaccino e poliomelite, epilessia o altro, non si placano, nonostante gli appelli dell‘OMS e delle altre istituzioni sanitarie alla tranquillità e all’importanza di tali farmaci. Di base però la questione si dirime tra pediatri e genitori, mediata da un’informazione che non c’è o che è incompleta quando non addirittura errata e fuorviante.

Se ne sta parlando in queste ore nel 1° Forum Internazionale dell’infanzia, dell’adolescenza e della famiglia, in corso a Napoli fino al 27 settembre, dove sono stati presentati i risultati di un’indagine dell’Osservatorio Paidòss proprio sull’atteggiamento delle famiglie e dei pediatri in rapporto ai vaccini nei bambini. Ecco cosa ne è emerso:

  • nel 90% dei casi i medici li consigliano, ma spesso i genitori fatte eccezioni le vaccinazioni obbligatorie, non li fanno
  • le mamme e papà italiani temono in particolare la meningite e l’epatite A, ma degli intervistati solo la metà conosce l’esistenza del vaccino contro l’epatite e 1 su 5 quello contro il meningococco C (solo 1 su 3 però lo ha fatto somministrare al proprio figlio)
  • il vaccino contro la varicella è fatto solo dal 18% degli intervistati
  • soltanto il vaccino per morbillo, parotite e rosolia è più diffuso (trivalente, vaccino facoltativo) somministrato nel 60% dei casi
  • la causa di tutto ciò è imputabile, sempre secondo l’inchiesta, proprio ai timori degli effetti avversi da questi farmaci
  • sul fronte medico oltre il 90 % dei pediatri suggerisce la vaccinazione per morbillo, pneumococco, meningite e HPV, il  60% quella per la varicella, uno su due consiglia l’antinfluenzale e il 40% l’anti-rotavirus.

La soluzione? Che si sia favorevole o contrari alle vaccinazioni, è l’informazione, quella giusta e completa però. Che sembra sostanzialmente mancare. Dovrebbe arrivare dai pediatri di base, che pure sarebbe ottimale vaccinassero loro stessi i bambini, come emerso dallo studio, ma oggettivamente, questo è impossibile nella stragrande maggioranza dei casi, per motivi di tempo ed organizzazione (eh sì, la nostra sanità lo sappiamo è malata in tal senso!) oltre che di costi: spesso questi vaccini non sono “passati” dalla Regione e possono essere molto onerosi per le famiglie.

Allora che fare? Trovare la soluzione a tutto ciò non è impresa facile (anche alcuni pediatri seppur pochi nutrono dubbi sull’efficacia o l’assenza di pericolosità dei vaccini). Credo che sia importante agire secondo coscienza e cercare sempre di valutare di ogni cosa (di ogni farmaco) gli effettivi rischi e benefici. Da mamma posso dirvi che sono stata ( e sono tutt’ora) terrorizzata dagli effetti collaterali dei vaccini, che ho cercato tutti i modi possibili per evitare alla prima figlia le vaccinazioni obbligatorie, ma che poi, valutando la percentuale del rischio e quella del beneficio, ho fatto fare, stringendo i denti con ansia e pregando, sia le obbligatorie che la trivalente alla mia bimba. Ho evitato tutte le altre. Poi a 3 anni è stata male, ecchimosi per tutto il corpo e febbre altissima che non passava. In pronto soccorso la diagnosi sospetta era di meningite fulminante (meningococco). Avrei dato la vita per tornare indietro e vaccinarla. Per fortuna si trattava di altro, ma ho capito due cose: l’importanza di una vaccinazione e che fare il genitore è veramente il mestiere più duro del mondo, nel dover fare anche solo la scelta del vaccino. Voi che ne dite?

Foto: Thinkstock

 

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