Israele e Kenya unite in nome della sanità avanzata

di Redazione 2

L’emergenza sanitaria in Kenya potrebbe essere alleviata da una tecnica di ultima generazione inventata in Israele. Il modello di struttura sanitaria innovativa è stato realizzato dal Terem Emergency Health Centers, una catena di 5 centri medici d’emergenza con sede a Gerusalemme, che basano la loro strategia sulle tecnologie della comunicazione.

La tecnica è semplice: i cinque centri si occupano di tutti i casi non gravi. In questo modo l’ospedale principale della città si occupa solo delle vere e proprie emergenze, alleggerendo il carico di lavoro e migliorando il servizio fornito ai propri cittadini. Gli ospedali comunicano tra di loro grazie ad internet e ad un software che gli permette di comunicare per trasferire immagini di esami diagnostici a risoluzioni ottimali e condividere le informazioni in tempo reale tramite lo streaming.

Una tecnica low cost ma molto produttiva che il Kenya, un Paese da 35 milioni di abitanti sempre in emergenza, ha deciso di adottare. Con il supporto di Naum Kovalski, direttore e assistente medico del centro Terem, il Ministro della Salute del Paese africano ha deciso di creare 50 cliniche sulla stessa linea di quelle israeliane, da costruire in tutto lo Stato. Il Kenya, nonostante uno dei tassi di povertà più alti al mondo, ha uno sviluppo tecnologico quasi al livello dei Paesi Occidentali. I kenyoti infatti sono spesso possessori di telefonini ed hanno accesso ad internet, dunque queste cliniche potrebbero lavorare a pieno ritmo proprio come avverrebbe in Italia o in Israele.

Il progetto è nato in seguito al processo di modernizzazione del Paese che va avanti da qualche anno, dopo che un gruppo di medici israeliani era stato inviato in Kenya per vedere se c’erano le possibilità di costruire centri come quello di Gerusalemme. Alla fine della guerra civile, il Ministro della Salute ha visitato la Capitale israeliana ed è rimasto impressionato dall’efficienza del sistema, tanto da chiedere che venga replicato anche nella sua nazione.

Con le tecnologie, si può fare molto di più di quanto si potesse prima, come la formazione e le consulenze. Molto sarà fatto dai telefoni cellulari e tramite questionari. In questo modo si salveranno vite umane, anziché lasciare che i pazienti viaggino fino a Nairobi rischiando di morire per strada

ha concluso Kovalski. I risultati del centro Terem sono impressionanti. Oggi cura circa 215 mila pazienti all’anno; nelle aree in cui uno dei suoi centri è presente si calcola un calo dei ricoveri negli ospedali dal 30 al 50%, solo il 7% dei suoi pazienti viene poi trasportato in ospedale, il cui lavoro diventa così meno pesante, e la qualità del servizio raggiunge livelli eccellenti.

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