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Carcinosi peritoneale e possibili cure

Richiesta di Consulto Medico su carcinosi peritoneale e possibili cure
Mio padre di 72 successivamente ad un dolore di pancia e dimagrimento di circa 10 kg con perdita di appetito e nausea. Entra in ospedale e dopo ecografia e tac con contrasto si arriva a questa diagnosi: verosimile neoformazione retroperitoneale in attesa di caratterizzazione eziologica, carcinosi peritoneale, insufficienza renale lieve. Questa diagnosi in attesa della risposta della biopsia al rene. All iniziò il dottore mi disse che era un cancro al rene con diffusione locale.. ma poi parlando con altri dottori credo di aver capito che sia peritoneo. Mi è stato detto che è in stato terminale… ma secondo lei cosa bisogna fare? Tenteranno a fare chemio? È veramente inoperabile? Dalla tac è risultata una massa grossolana e dismogenea con c.e partirale delle dimensioni di 15x 12 che infiltra il m.poas di onolateraleble due fascié e il suo ilo con poi dilatazioni delle pelvi, ci sono poi numerosi noduli e ascite libero, cisti polare superiore a sinistra e microcistu cortucali a sinistra, per l’Ascite è stato detto che essendo concentrata in varie zone era pericoloso toglierla.. per il resto qualcuno mi sa dire qualcosa?”

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema Carcinosi peritoneale e possibili cure

Risponde il Prof. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti diretti www.ipertermiaitalia.it

 

Gentile Utente, per quel che comprendo si tratta di una voluminosa neoformazione di pertinenza renale con diffusione in addome (peritoneo). Le possibilità di impostare una terapia specifica dipendono molto dalla condizione generale e dagli esami ematochimici. Se i Colleghi non ritengono opportuna una terapia antiblastica probabilmente il Paziente non è in condizione idonea. In linea generale comunque, se il Paziente avesse una buona condizione generale e degli esami ematochimici idonei, nonchè malattia macroscopicamente evidente solo a livello renale e peritoneale, farei valutare la condizione da un chirurgo addominale per un intervento di nefrectomia e di riduzione delle masse peritoneali. Questo al fine di eseguire poi un trattamento farmacologico sistemico. Per le neoplasie renali esistono farmaci potenzialmente utili quali pazopanib, sorafenib, axitinib e la moderna immunoterapia con nivolumab. Cari saluti Prof. Carlo Pastore, oncologo – www.ipertermiaitalia.it

 

 

 

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Foto: Thinkstock

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