Sla: prevenzione con antiossidanti di frutta e verdura

di Valentina Cervelli 0

La sclerosi laterale amiotrofica è una malattia degenerativa molto grave che colpisce il sistema nervoso, per la quale non esiste una cura definitiva. In attesa della scoperta di una terapia funzionante, si punta molto sulla prevenzione. Uno studio suggerisce un consumo sostenuto di verdure che contengono betacarotene e luteina, due importanti antiossidanti.

La Sla, o sclerosi laterale amiotrofica (conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig, N.d.R) è una patologia di tipo degenerativo  e progressiva che attacca le cellule nervose nel cervello e nel midollo spinale adibite al controllo dei muscoli volontari. La degenerazione dei neuroni motori porta ad un indebolimento generale dell’apparato muscolare che conduce alla paralisi totale.

La ricerca in questione è frutto del lavoro degli scienziati della Harvard School of Public Health di Boston che, in un lavoro revisionale basato sui dati di circa un milione di persone, hanno potuto verificare le condizioni pre-esistenti allo sviluppo della Sla in alcuni soggetti (1.093) del campione. Commenta Alberto Ascherio, tra gli autori dello studio:

La SLA è una malattia degenerativa devastante che si sviluppa generalmente tra i 40 e i 70 anni, e colpisce più uomini che donne . Comprendere l’impatto dei consumi alimentari sullo sviluppo della Sla è importante. Il nostro studio è uno dei più grandi condotti fino a oggi nell’esaminare il ruolo degli antiossidanti nella dieta per prevenire Sla. I nostri risultati suggeriscono che il consumo di alimenti ricchi di carotenoidi può aiutare a prevenire o ritardare l’insorgenza della Sla. Ulteriori alimenti a base di analisi sono necessari per esaminare l’impatto dei nutrienti nella dieta sulla Sla.

Sia il betacarotene che la luteina sono noti antiossidanti e fanno parte, per farvi comprendere il loro ruolo, tra quelle sostanze che donano “colore” alle verdure. L’analisi condotta ha evidenziato come una maggiore assunzione totale di questi fosse collegato ad una riduzione del rischio di comparsa della malattia. Secondo gli scienziati sarà importante verificare nei prossimi tempi quali altri alimenti possono essere in grado di influire sulla comparsa della patologia.

Harvard Medical School

Photo Credit | Thinkstock

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