Epatite E, ora c’è un vaccino

di Cinzia Iannaccio 0

Un nuovo vaccino biotech  ideato da scienziati cinesi, porta nuove speranze per prevenire l’Epatite E (HEV, acronimo inglese Hepatitis E Virus) una malattia virale poco conosciuta che colpisce ogni anno nel mondo 20 milioni di persone e ne uccide circa 70.000. Le biotecnologie rappresentano un settore in espansione in Cina e l’innovativo farmaco è caratterizzato anche da un’insolita partnership che ha unito finanziamenti pubblici e privati. Ma vediamo nel dettaglio.

L’Epatite E

Il virus dell’epatite E, si diffonde attraverso l’acqua ed è particolarmente presente nei paesi in via di sviluppo, con particolare rilievo proprio nel Sud-est asiatico. Nella maggior parte dei casi sviluppa sintomi lievi, ma può anche provocare una grave insufficienza epatica acuta, con un tasso di mortalità che raggiunge il 4% ed addirittura il 20% nelle donne in gravidanza. Negli anni con alcuni accorgimenti igienici si è riusciti a contenere il numero delle infezioni, ma senza una cura rimane un’emergenza sanitaria. Tra i sintomi: anoressia, febbre, vomito, diarrea e dolori addominali, ma anche rash cutaneo e artralgia.

Il vaccino contro l’Epatite E

Ora il nuovo vaccino, approvato dalla Food and Drug Cinese già nel 2011 è entrato in produzione e potrebbe cambiare definitivamente le sorti della popolazione in tali aree. Il farmaco è stato ideato dagli scienziati dell’Università di Xiamen nella provincia del Fujian e sfrutta un ceppo del batterio  Escherichia coli per la produzione di una proteina che, iniettata negli esseri umani, è in grado di stimolare il sistema immunitario contro il virus dell’epatite E. Il vaccino si chiama Hecolin edè stato ampliamente testato dimostrandosi efficace su oltre 100.000 persone sane. Limitati e superabili gli effetti collaterali nel rapporto rischi/benefici. Sarà venduto ad un costo equivalente a circa 13-14 euro a dose, un prezzo non eccessivo per noi europei, ma un pochino troppo oneroso per l’area a maggior rischio.

Fonte: Scientific American

Foto: Thinkstock

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