Coca Cola e Pepsi, il colorante è cancerogeno?

di Cinzia Iannaccio 1

La questione è annosa e complicata: la Coca Cola fa male alla salute? E’ addirittura cancerogena? Stavolta però la nota bibita dalla ricetta segreta (ma non troppo) è in compagnia della Pepsi e sotto accusa c’è un colorante ritenuto pericoloso, quello cioè che conferisce ad ambedue le bevande il tipico colore marrone scuro. Stiamo parlando del 4-metilimidazolo o 4-MI, il caramello per dirla semplice, che però di naturale non ha più nulla, neppure il nome: la sostanza utilizzata infatti è frutto di un processo chimico che coinvolge l’utilizzo di ammoniaca.

Alcuni consumatori hanno voluto andare in fondo alla questione commissionando delle prove di laboratorio dalle quali si è scoperto che tale colorante provoca il cancro negli animali da laboratorio. Il punto cruciale della questione però è che non si avrebbero dati certi se tale sostanza sia cancerogena anche per gli esseri umani e se sì in quali dosi. Per prevenzione e sicurezza il Center for Science in the Public Interest (CSPI) nel febbraio 2011 ha richiesto ufficialmente alla FDA (Food and Drug Administration statunitense) di vietare l’utilizzo di questo tipo di colorante –caramello  e di modificare il suo nome in una formula più chiara e specifica: “colorante caramello chimicamente modificato” o “solfito-ammoniacale processo di colorazione caramello.” In un comunicato stampa ufficiale, con toni estremamente allarmistici il CSPI spiegava che

“Coca-Cola e Pepsi, con l’acquiescenza della FDA, espongono inutilmente milioni di americani a una sostanza chimica che provoca il cancro”.

Parole durissime confermate da ulteriori test scientifici che vedrebbero nel consumo medio delle bevande da parte degli americani, l’assunzione di 4-MI in quantità decisamente superiori alle soglie di sicurezza volute per legge dallo Stato della California. Sarebbe d’obbligo dunque una riformulazione della ricetta, a rischio di veder comparire sulle bottiglie la scritta tipica delle sigarette: “provoca il cancro”. I produttori però non ci stanno. Nessuna modifica delle ricette e dunque cambiamenti nel colore o nel sapore. Piuttosto, le aziende incriminate, hanno chiesto ai fornitori del colorante di modificarne il processo di produzione. Per l’American Beverage Association, le nuove scoperte del CSPI:

“Non sono altro che tattiche intimidatorie, e le loro richieste sono scandalose. La scienza semplicemente non ha dimostrato mostrano che 4-MI in alimenti o bevande è una minaccia per la salute umana. “

Di fatto è vero, anche e soprattutto in relazione alle quantità. Il tutto ha il sapore (è proprio il caso di dirlo) di una lotta tra lobby. Noi di Medicinalive siamo però convinti di una cosa: come per il fumo di sigaretta, il grande consumatore di Coca e Pepsi, non si preoccuperà minimamente della questione e proseguirà nella sua passione. Purtroppo, dimenticando che l’abuso di queste bevande, gassate ed altamente zuccherine, ha effetti più rapidi, comprovati e concreti sulla salute degli esseri umani, a partire dall’obesità, per arrivare addirittura alla fertilità. Non trovate?

Foto: Thinkstock

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