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Le insidie che si nascondono nel tuo frigorifero: cosa fare in caso di muffa

Se aprite il frigorifero e venite accolti da una ventata di aria maleodorante, forse è arrivato il momento di una bonifica. Ma prima di gettare direttamente il vostro elettrodomestico, c’è la possibilità di riportarlo in vita soltanto eliminando i cibi andati a male.

Non c’è bisogno di preoccuparsi troppo per la muffa su quel pezzo di formaggio che sta lì da due mesi. Le alternative son tagliare la parte ammuffita, se non ha colpito tutto l’intero pezzo, e mangiare il resto che è buono come quando lo avete comprato; oppure, se il formaggio è effettivamente coperto di macchie di muffa per intero, o vi fa senso mangiare qualcosa che in parte è andata a male, potete gettarlo e aggiungerlo alla vostra lista della spesa. Lo stesso vale per frutta, verdura e salumi.

Tuttavia, se la muffa si è sviluppata su altri alimenti, come le carni, avanzi di pollame, pasta, stufati, formaggi a pasta molle, yogurt, marmellate, pane o noci, non c’è nulla da salvare, ma si possono soltanto gettare. Alcune muffe possono causare reazioni allergiche e problemi respiratori (ecco perché non è mai una buona idea annusare i cibi ammuffiti). Nelle giuste condizioni, bastano pochi secondi per introdurre nel proprio corpo le cosiddette “micotossine“, sostanze velenose che possono provocare malattie. E’ difficile dire, semplicemente guardando un pezzo di formaggio, se abbia prodotto tossine o meno.

Quando un cibo mostra pesanti crescite di muffa, è probabile che le sue radici siano penetrate in profondità nel cibo. Se si è allergici, è pericoloso mangiare quel cibo anche se si è eliminata la parte ammuffita. Inoltre, se sono presenti tossine pericolose, le probabilità che si siano diffuse in tutto il cibo sono alte. E’ difficile per la muffa penetrare nei cibi densi (ecco perché formaggi stagionati, salumi duri, frutta secca e verdura sono in genere più sicuri).

È abbastanza facile capire quando il latte è diventato acido: basta annusarlo. Un altro segno-spia sono i fiocchi galleggianti intorno ad esso. Mentre l’odore pungente e la consistenza mutata sono delle ragioni sufficienti per gettare il latte, forse vi starete chiedendo se è ancora buono da utilizzare.

Se per un giorno o due ha passato la data di scadenza, può ancora essere consumato in modo sicuro e può ancora essere utilizzato in ricette a base di latte, come le frittelle. Ma non appena si sente che l’odore è acido, è meglio buttarlo via. Il latte è un tale terreno di coltura ideale per i batteri pericolosi che non si può mai essere troppo sicuri.

Inoltre, se un barattolo di yogurt non è stato aperto, se ha passato la sua data di scadenza potrebbe essere ancora sicuro da mangiare. Si noti, tuttavia, che lo yogurt a poco a poco inizia a perdere sapore, consistenza e sostanze nutritive. Alla fine, potrebbe anche diventare pericoloso da mangiare. Quindi, se sono passati solo uno o due giorni dalla data di scadenza, va bene, ma non andare oltre.

Capitolo pesce: fresco, il pesce crudo è buono solo per uno o due giorni in frigorifero. Se è cotto, va bene per tre o quattro giorni, ma è bene riscaldarlo prima di mangiarlo. Ma cosa succede se non riesco a ricordare quando è stato acquistato?

Bene, allora probabilmente una buona idea è quella di sbarazzarsi del pesce comunque. Se avete bisogno di più conferma, un forte “odore di pesce” nel vostro frigorifero è un segno spia che il pesce sta andando a male.

Per la carne invece, la cosa importante è guardare, annusare e persino “provare” il sapore, ma questo non significa che sia sicura da mangiare. Controllare sempre le date di scadenza e non utilizzare carni macinate che sono state in frigo per più di due giorni, e bistecche o braciole che sono state lì per più di quattro. Se la carne macinata è stata cucinata, si può mantenere per circa quattro giorni. Se è possibile individuare uno strato di melma sulla carne in scatola, magari con un odore strano o non definito, è il caso di gettarla via.

Per quanto riguarda frutta e verdura invece, anche non in perfetto stato, possono ancora essere utilizzate. La cosa migliore è utilizzare la frutta e verdura, in cucina, come stufati, zuppe, minestre o minestrone. Dopo tanto tempo le verdure semplicemente pedono la loro forma a causa della disidratazione e l’invecchiamento naturale enzimatico. Solo dopo molto tempo frutta e verdura rappresentano un rischio per la salute, e cioè quando sorgono batteri pericolosi o quando c’è una sostanziale crescita della muffa.

[Fonte: Health24]

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