Via diabete, carie e malattie cardiache con l’uvetta

di Valentina Cervelli 0

Problemi di carie, diabete e malattie cardiache? L’uva passa  o uvetta può rappresentare un’ottima prevenzione alimentare contro queste patologie, anche se è un cibo dal sapore dolce. Perché? Possiede antiossidanti in grado di combattere lo streptococco.

E questa non è la sua unica qualità. Infatti l’uvetta è un alimento adatto al miglioramento del controllo dei livelli di glucosio nel sangue (la glicemia, N.d.R.) e sembra avere un ruolo positivo anche nella perdita e nel controllo del peso corporeo. Insomma, un cibo che almeno in linea teorica, secondo i ricercatori dell’Eastern Illinois University, negli Stati Uniti, non dovremmo mai far mancare nella nostra dieta. Parliamo ad esempio dello streptococcus mutans: questo batterio è una delle cause principali delle carie dentali e fonte di infezioni. Il consumo di uvetta consente di tenere a bada la sua diffusione nel nostro cavo orale.

Le conclusioni degli scienziati sono giunte a margine di uno studio revisionale pubblicato sulla rivista di settore Journal of Food Science, coordinato da Ashley R. Waters. Come base di lavoro sono stati utilizzati circa 80 studi, dai quali si è evinto che attraverso il consumo di questo cibo sia possibile ridurre il rischio di sviluppare diabete e le malattie cardiache. Più in generale possiamo dire, grazie allo studio, che generalmente le uve siano benefiche per l’organismo di grandi e piccini. Non parliamo di vino attenzione, ma di succo d’uva, del frutto fresco e per l’appunto di uva passa. Il consumo di questi alimenti favoriva l’assunzione di altri tipi di frutta e verdura, traducibile in un maggiore numero di fibre, vitamina C, vitamina A, calcio, magnesio e potassio assunto dalle persone. Con in aggiunta l’assunzione di meno grassi, zuccheri aggiunti e soprattutto alcol.

La morale? Consumare questo frutto, anche sotto forma di uva passa può essere un toccasana nelle giuste quantità, sia per le nostre abitudini alimentari, sia ( soprattutto) per la nostra salute.

Fonte | Journal of Food Science

Photo Credit | Thinkstock

 

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