Olimpiadi Londra 2012: Pistorius abbatte le barriere della disabilità

di Valentina Cervelli 2

Oscar Pistorius ha abbattuto le barriere della disabilità. Lo ha fatto prima qualificandosi per le Olimpiadi di Londra 2012 ed è entrato nella leggenda riuscendo ad agguantare la semifinale del 400 m piani. Forse non raggiungerà la finale: con le protesi è praticamente impossibile raggiungere i tempi richiesti. Ma il suo sogno si è avverato e continua. Nonostante qualche polemica.

Perché purtroppo c’è ancora chi sostiene che sia avvantaggiato dal fatto che “non può” accumulare l’acido lattico nelle gambe. Una definizione erronea, visto che l’impianto in fibra di titanio che sostituisce le sue gambe parte da sotto il  ginocchio, e che come ogni altro atleta Pistorius necessita di far funzionare in maniera adeguata, forse anche di più, i muscoli di tutto il corpo come un qualsiasi corridore.  Quel che è sicuro è che l’atleta sudafricano, con la sua impresa è entrato nella storia delle Olimpiadi e dello sport mondiale. Si tratta del primo atleta paraolimpico confrontatosi ufficialmente su pista con degli avversari normodotati.

E anche se la finale non dovesse arrivare, Oscar Pistorius è la dimostrazione che quasi tutte le barriere che una persona disabile incontra sono poste dall’uomo. Barriere architettoniche, regolamenti, scarsa assistenza. Non dipendono direttamente dalla condizione del malato ma dall’errata gestione di quelle che possono essere le difficoltà date dalla disabilità dei non normodotati.

Il giovane, con due protesi agli arti inferiori ha chiuso la sua perfomance al secondo posto in 45”44 alle spalle del dominicano Lugelin Santos (45”04), centrando il suo obiettivo di accesso alla semifinale. Commenta Oscar Pistorius:

E’ stata l’esperienza più emozionante, il pubblico è stato fantastico. Devo ringraziare la squadra che ha creduto in me così come io credo in loro. Essere qui è un sogno, un’esperienza incredibile. Quando sono uscito dal tunnel che conduce in pista ho visto i miei amici e la mia famiglia. Mia nonna, che ha 89 anni, era lì e sventolava la bandiera sudafricana. Sono stati semplicemente momenti fantastici. E’ stato difficile dividere tutte le emozioni dalla concentrazione per la gara. Il mio obiettivo era la qualificazione alla semifinale e l’ho centrato.

Il venticinquenne potrebbe scendere in campo anche nella staffetta dei 4 x 100.

Photo Credit |Getty Images

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