4 cose da sapere sul consumo di alcol

Ci sono alcune cose da sapere sul consumo di alcol, per un uso moderato di birra, vino e distillati. Purtroppo ancora oggi molto persone bevono in modo irresponsabile, mettendo a rischio la loro salute e quella degli altri (è il caso dei tanti incidenti stradali causati da chi si mette al volante dopo avere alzato troppo il gomito).

Chi ha piercing e tatuaggi beve di più

Avere tatuaggi e piercing rappresenta un “fattore di rischio” per l’abuso di alcol. Potrà sembrare un po’ retrò e fomentante stereotipi di bassa lega, ma è di fatto quello che hanno scoperto i ricercatori dell’università della Bretagna del Sud analizzando le abitudini dei francesi in materia di superalcolici. Un trend molto particolare ma essenzialmente realista.

La “dipendenza” è una malattia cerebrale cronica, non un disturbo del comportamento

L’alcolismo, il gioco d’azzardo e la tossicodipendenza, così come tutte le altre forme di addiction vecchie e nuove non vanno più considerati come disturbi del comportamento, ma quali vere e proprie malattie del cervello. Anzi per essere precisi la dipendenza è un disturbo cerebrale cronico, non esclusivamente legato all’uso ed abuso di sostanze. Questa definizione è stata recentemente tracciata dalla ASAM, Società Americana di Medicina delle Dipendenze, dopo circa 4 anni di studio in cui sono stati coinvolti più di 80 esperti.

Alcolismo, chi lavora troppo è più a rischio

Che lavorare troppo faccia male alla salute, è oramai cosa nota, ma se ci fosse ancora bisogno di provarlo, arriva una ricerca dell’Università di Otago, in Nuova Zelanda, che dimostra come straordinari e orari prolungati siano la corsia preferenziale per l’alcolismo.

Alcolismo, anche in Italia arriva il farmaco che riduce la dipendenza

In Italia è in arrivo un nuovo farmaco in grado di ridurre la dipendenza da alcol, il suo nome è Acamprosato e probabilmente ne avrete già sentito parlare, poiché il medicinale viene già prescritto in 40 Paesi con un uso clinico di oltre 20 anni. Si tratta, infatti, di un neuromodulatore indicato nel mantenimento dell’astinenza nel paziente alcoldipendente, prodotto dall’azienda Merck Serono, e presentato durante un incontro che si è tenuto a Roma.

Il farmaco sarà completamente a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma dovrà essere somministrato sempre in associazione ad un percorso psicoterapeutico o psicosociale, come la stessa azienda suggerisce di fare. L’Acamprosato riduce il desiderio di bere, senza provocare dipendenza o modificare lo stato psichico, inoltre può essere usato anche in combinazione con altri farmaci.

Alcol: uccide più di 2,5 milioni di persone ogni anno

L’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) lancia nuovamente l’allarme nei confronti dell’uso e dell’abuso di alcool e lo fa attraverso dati sconcertanti: ogni anno perdono la vita per un consumo eccessivo e dunque nocivo di alcolici più di 2,5 milioni di persone, per lo più giovanissimi. Il Global Status Report su alcol e salute, dal quale emerge questa cifra drammatica sottolinea l’importanza di azioni politiche e sanitarie più decise per invertire la rotta in tutto il mondo.

Solitamente riflettiamo sulle conseguenze sociali dell’alcolismo, ma non vanno dimenticati gli effetti sulla salute pubblica di queste sostanze, anzi se vogliamo parlare in modo diretto: il rischio di morte legato all’abuso di alcol. Ancora cifre dunque estratte dal Rapporto, per evidenziare questo aspetto:

Gli energy drink favoriscono l’alcolismo

I giovani che abitualmente consumano bevande energetiche contenenti caffeina hanno un rischio significativamente più alto di diventare alcool-dipendenti, suggerisce una nuova ricerca americana.

Quello che abbiamo scoperto è che i consumatori abituali di bevande energetiche hanno maggiori probabilità di soddisfare i criteri per la dipendenza da alcool

ha specificato l’autore dello studio Amelia M. Arria, direttore del Centro Young Adult Health and Development presso il dipartimento di scienza della famiglia dell’Università del Maryland.

Cure per l’obesità: le controindicazioni della chirurgia bariatrica

L’obesità è una patologia grave che può e deve essere curata con ogni mezzo. Dopo il fallimento di diete ed altre terapie tradizionali e controllate, l’ultima spiaggia consiste nella chirurgia bariatrica, ovvero in quell’insieme di tecniche operatorie che hanno come scopo la riduzione del peso corporeo. Questo tipo di trattamento non va però considerato come una risoluzione estetica: in realtà si tratta di una terapia salvavita! Le complicanze dell’obesità, tra diabete, ipertensione, rischi oncologici e cardiovascolari, possono infatti essere molto gravi.

Non tutti però possono sottoporsi a questi tipi di intervento chirurgico. Sono state infatti tracciate e vengono regolarmente seguite alcune linee guida sulla chirurgia bariatrica. Nel documento, oltre a evidenziare chi può essere sottoposto al trattamento, si indica anche quali categorie di pazienti ne devono essere escluse e perché, nonostante un’obesità grave.

Alcool in gravidanza: un bicchiere a settimana non fa male

I dati scientifici continuano ad indicare che la maggiore assunzione di alcool durante la gravidanza ha effetti nocivi per il feto, e potrebbe portare a problemi di sviluppo o altri molto gravi nel bambino. Tuttavia, le pubblicazioni più recenti mostrano effetti scarsi o nulli del bere occasionale o leggero da parte della madre durante la gravidanza.

Gli studi dimostrano anche come i fattori dello stile di vita socio-economica, l’istruzione ed altri possono avere enormi effetti sulla salute del feto e del bambino. Un grande studio osservazionale basato sulla popolazione del Regno Unito ha evidenziato che all’età di 5 anni, i figli di donne che hanno riferito di aver bevuto poco durante la gravidanza (non più di 1-2 bicchieri di alcool a settimana o anche meno) non hanno mostrato alcuna prova nei test sui problemi comportamentali ed emotivi o di capacità cognitiva.

Sindrome di Wernicke-Korsakoff

Sindrome di Wernicke-Korsakoff

La sindrome di Wernicke-Korsakoff è una malattia del cervello causata dalla carenza di tiamina.

CAUSE: L’encefalopatia di Wernicke e la sindrome di Korsakoff si ritiene siano due fasi della stessa condizione. L’encefalopatia di Wernicke è causata da cambiamenti dannosi nel cervello, di solito a causa della mancanza di vitamina B1 (tiamina). Una mancanza di vitamina B1 è comune nelle persone affette da alcolismo. L’abuso di alcool incide sulla ripartizione della tiamina nel corpo. Anche se una persona che beve alcool smodatamente segue una dieta ben bilanciata, la maggior parte della tiamina non viene assorbita.

La sindrome di Korsakoff, o psicosi di Korsakoff, tende a svilupparsi nonappena i sintomi di Wernicke vanno via. La psicosi di Korsakoff comporta danni alle aree del cervello coinvolte con la memoria.

L’alcolismo cambia la personalità

Tutti sanno che l’ al­colismo è una gra­ve forma di dipen­denza associata all’ as­sunzione di bevande al­coliche. Ma che cosa è l’alcol? L’alcol è una so­stanza psicoattiva d’ abu­so proprio come le dro­ghe. Tale fenomeno oggi è molto diffuso oltre che tra gli adulti anche e so­prattutto tra i giovani dai 16 ai 29 anni. Le motiva­zioni più propriamente sottostanti riguardano l’introduzione da parte de­gli adolescenti nel mon­do degli adulti; l’effetto farmacologico che offre questa sostanza per i mo­menti di depressione o malessere psicologico ed infine la condivisione nel gruppo del suo utiliz­zo.

 In relazione a quest’ ul­timo concetto si può ve­dere come i giovani, so­prattutto di sesso ma­schile, hanno iniziato a bere in compagnia di ami­ci, in un bar, in un pub o in un ristorante con la sottostante motivazione di ba­se della ricerca di un mi­gliore rapporto con gli al­tri. L’uso sporadico di al­col genera quella che può essere più propria­mente detto stato di ubriachezza che altro non è che l’espressione comportamentale provo­cata dall’alcol sulle cellule cerebrali. Quando però l’uso situazionale si trasforma nell’ uso conti­nuativo di bevande alco­liche, si può parlare di al­colismo che soprattutto nei giovani, può determi­nare un cambiamento nella persona, una vera e propria trasformazione dei tratti della sua perso­nalità e del suo carattere.

La sintomatologia più co­mune può essere riscon­trata nei repentini cambi d’umore, nell’incapacità di concentrazione, di con­trollare l’aggressività e nell’ irascibilità, nella ten­denza a chiudersi sem­pre più in se stesso, nell’ insonnia e nell’ansia. A livello statistico è stato visto che in Italia solo il 26% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni dichiara di non avere bevuto negli ultimi tre mesi, ciò significa che il 74 % ha bevuto almeno una volta alcolici o supe­ralcolici e che il 60% dei giovani consumatori be­ve prevalentemente birra e il 40 % vino. Gli aperitivi e i digestivi sono assunti dal 34% e i superalcolici (per lo più sotto forma di cocktail) dal 21 % dei ra­gazzi in età tra i 15 e i 24 anni.

Fumo e binge drinking, doppia minaccia per la salute degli adolescenti

Bere superalcolici in grandi quantitativi in un lasso di tempo relativamente breve mette a dura prova il fisico di chiunque. Lo stesso vale per il fumo. Ma se a fumare o bere sono i giovanissimi le conseguenze si fanno ancora più pesanti ed immediate. Per gli adolescenti che trasgrediscono sia fumando molte sigarette al giorno che ubriacandosi poi le cose si complicano ulteriormente, con il risultato che la salute futura può essere definitivamente compromessa.

Per i ragazzi sarebbe molto utile parlare sia a scuola che in famiglia dei danni provocati da tabagismo e alcolismo e affrontare temi come il cancro, il binge drinking, magari con l’ausilio di immagini degli organi interni, dei polmoni, del fegato, del cervello ad esempio tra il prima e il dopo sbronza, tra le funzioni vitali al massimo di un non fumatore e quelle gravemente compromesse dei dipendenti dalle bionde.