Alimentazione bambini in estate, consigli utili

L’alimentazione riveste un ruolo fondamentale sempre per la salute dei bambini e a maggior ragione in estate quando il caldo e le temperature afose rendono i piccoli più spossati e più deboli. Cosa dar loro da mangiare allora durante i mesi più torridi?

Cosa possono bere i bambini: 8 consigli dei pediatri

I bambini devono bere solo acqua? Ed i succhi di frutta? Coca cola? Troppo spesso questi dubbi affliggono noi mamme e ieri, al ritorno da una festicciola, mio figlio mi ha chiesto di acquistare più spesso l’aranciata gassata. Di fatto in casa mia è una rarità. Stamane ho poi letto le “8 regole del saper bere” in modo sano, diffuse dalla Fimp (Federazione Italiana Medici Pediatri) in occasione del congresso annuale in corso a genova e non ho potuto fare a meno di condividerne con voi i punti salienti.

La salute dei bambini, quando il pericolo è a tavola

La storia della mela avvelenata di Biancaneve, rischia di valicare i confini della favola e di diventare realtà. E’ proprio la Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) a metterci in guardia sui pericoli per i bambini legati all’alimentazione.

Per i bambini cibo sport e coccole

Secondo numerosi studi effettuati dalla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) in collaborazione con VADI (Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica), nella vita di ognuno di noi esistono due “grandi rivoluzioni alimentari” in cui si decide il nostro futuro, per quanto riguarda gli aspetti nutri­zionali ed entrambi sono in età pediatrica! La prima “rivoluzione” è rappre­sentata dalla nascita: è questo il momento in cui, dopo 9 mesi di alimentazione per vena (attra­verso i vasi ombelicali che rice­vono nutrimento dalla placenta), si passa ad un’alimentazione orale rappresentata dal latte, sia esso materno o formulato (la cosiddetta alimentazione artificiale).

Il secondo momento di cambia­mento avviene a circa 4-6 mesi di vita, con il divezzamento: in que­sto processo, che dura circa un anno, si passa progressivamente da un’alimentazione lattea, monotona se si vuole, ad una diversifi­cata, sia per consistenza che per composizione. Accanto a tale “rivoluzione” per quanto riguarda le abitudini ali­mentari, il bambino in quest’epoca inizia la costruzione della organizzazione di sé, ciò significa che se la madre è stata in grado di riconoscere e distinguere le sue diverse esigenze, alimentan­dolo, coccolandolo e sgridandolo a seconda delle necessità, il bam­bino dal canto suo è cresciuto in grado di differenziare ed espri­mere distintamente i suoi bisogni: mangia se ha fame, esprime rabbia se irritato, chiede rassicura­zione se ha paura; senza fare confusione tra questi stati d’animo e chiedere il cibo come soluzione di ogni disagio.

Questa fase sembra, perciò es­sere il periodo in cui s’instaurano i successivi e più gravi disturbi del­l’alimentazione fondati sulla diffi­coltà o incapacità a riconoscere i propri stati d’animo ed a rispon­dere variando il comportamento alimentare ad ogni oscillazione della propria emotività o fragilità. Fin dai primi anni di vita, infatti, si possono cominciare a deli­neare quelle abitudini alimentari che, se persistenti nel tempo, fa­cilmente portano ad una condizione di sovrappeso o di obesità già nel bambino, allarmanti a questo proposito sono gli ultimi dati forniti dall’OMS (Organizza­zione Mondiale della Sanità) che indicano che 1 bambino su 3 è in sovrappeso e 1 bambino su 4 è obeso.

Bambini: inserire tardi alcuni cibi aumenta il rischio di allergie

La salute del proprio bambino è il primo pensiero perogni mamma che, così, si trova spesso a riflettere sul da farsi. Lo svezzamento è un periodo molto delicato e il passaggio da una dieta di solo latte materno ad un regime alimentare più “adulto” e completo è un passo che richiede maggiore attenzione. Addirittura si ritiene che questo processo possa avere un’ influenza per tutta la vita alcuni aspetti psicologici e nutrizionali della persona.

Le ultime ricerche però, hanno evidenziato anche che ritardare eccessivamente l’introduzione di alcuni cibi nella dieta giornaliera del bambino può essere la causa dell’ insorgenza di alcune reazioni allergiche: un contrordine rispetto gli studi precedenti che invece sostenevano che con questa modalità si potessere aiutare a prevenire la comparsa di forme allergiche.