Attacchi di panico: nuovo centro paura nel cervello

Gli attacchi di panico sono un disturbo psicologico davvero invalidante per chi ne soffre. Soprattutto perché spesso chiamano in causa anche il fisico della persona con problemi sensibilmente difficili da curare nell’immediato. La scoperta di un nuovo centro della paura nel cervello, potrebbe aiutare a comprenderli meglio ed a gestirli.

Donna senza paura, il segreto? Le manca l’amigdala

Si chiama, per una questione di privacy, solo “SM”, e da mesi sta facendo impazzire gli scienziati di mezzo mondo. Si tratta di una donna dell’Iowa, negli Stati Uniti, che vive in una condizione che a primo impatto farebbe invidia a tutti noi: la mancanza di paura. In realtà si tratta di una patologia grave in quanto è proprio la coscienza della paura, ma anche di tutte le altre emozioni, ad aver permesso all’uomo di evolversi e agli animali di sopravvivere, perché se si teme un pericolo lo si evita.

Lei non ci riesce, non perché sia ingenua o poco intelligente, ma finalmente si è capito il motivo: le manca l’amigdala. Denominato anche “centro delle emozioni”, l’amigdala è un piccolo fascio di nervi che si trova nel lobo temporale del cervello ed ha forma di una mandorla. Il suo compito è integrare i processi neurologici superiori come le emozioni, ed è sede della memoria emozionale, cioè lì risiedono tutti i ricordi negativi che ci fanno tornare la paura quando situazioni simili si ripresentano, ma anche quelli positivi. Se a lei manca quest’area si spiega facilmente come mai non abbia paura.

Dimenticare i brutti ricordi, ora è possibile eliminando una proteina

Ne abbiamo spesso parlato, ma la scienza da anni si concentra molto sulla chimera della “gomma per la memoria”. Farmaci, terapie ed altre diavolerie sono state inventate per poter riuscire a raggiungere l’obiettivo di cancellare i brutti ricordi, specie quelli traumatici, che non ci aiutano a vivere.

Sembra che stavolta alla John Hopkins University ci siano riusciti. La proteina si trova nell’amigdala, sede della memoria emozionale, e pare sia una specie di hard disk dove il ricordo negativo è registrato. Come un perfetto computer, una volta eliminato l’hard disk, si perde anche il suo contenuto, e di conseguenza non si ha più paura di qualcosa o non si hanno più i brutti ricordi.

Il rischio finanziario è regolato dal cervello

Mentre molte persone sono propense al rischio, sia nella vita, ma sopratutto inteso nel gioco ed in campo finanziario, vi sono altre che sono naturalmente restii ad investimenti incerti ed ai giochi d’azzardo. A regolare questa avversione, secondo gli ultimi studi condotti da un team americano, vi sarebbero alcuni circuiti celebrali e sopratutto l’amigdala, una parte del cervello che viene particolarmente coinvolta nei processi emozionali e decisionali.

In pratica, secondo i ricercatori del California Institute of Technology, coordinati dal ricercatore italiano Benedetto de Martino, attualmente presso l’University College di Londra, molte persone rifiuterebbero le scelte che potrebbero comportare delle perdite anche se, però, potrebbero dar adito a guadagni davvero ingenti. Insomma, vi sarebbero individui che, spaventati dal rischio, eviterebbero di compiere del tutto alcune scelte.

Attacchi di panico? Tutta colpa dell’anidride carbonica

Il centro della paura nel cervello è apparentemente dotato di un sensore chimico innescato da un terrore primordiale: la minaccia del soffocamento. Questa scoperta, che si basa su studi sui topi, potrebbe portare a correggere ciò che non va nelle persone che soffrono di attacchi di panico. Si potrebbe anche far luce sul perché i respiri profondi possono aiutare le persone a calmarsi.

I ricercatori si sono concentrati sull’amigdala, la parte del cervello legata alle paure. Studi precedenti avevano rivelato che il sensore acido cosiddetto canale ionico-1a (ASIC1a) è particolarmente abbondante nell’amigdala e nelle strutture del cervello circuito della paura, dove è richiesto per la normale risposta ai test di reazione alla paura.

Gli scienziati sanno anche che il biossido di carbonio reagisce con l’acqua per formare un acido, l’acido carbonico, che spesso si trova nei soft drinks. Questo, combinato con i livelli crescenti di anidride carbonica nel corpo provoca il soffocamento, lasciando intendere che l’acidità potrebbe innescare la paura attraverso l’attivazione dell’ASIC1a per mettere in guardia il corpo dall’asfissia.

Attentato alle Torri Gemelle. Anomalie cerebrali per i superstiti

La spaventosa esperienza che hanno vissuto quell’indimenticabile 11 Settembre del 2001 li ha segnati profondamente per sempre, e non solo nell’anima. Uno studio condotto dallo statunitense College of Human Ecology della Cornell University ha evidenziato infatti una significativa differenza nelle dimensioni di alcune aree cerebrali, quelle deputate alla gestione delle emozioni, nei superstiti dell’attentato alle Torri Gemelle rispetto a quelle di altri individui non coinvolti nella tragedia.

I risultati sono stati ottenuti attraverso il confronto della loro risonanza magnetica con quella di un gruppo di controllo costituito da persone che in quel momento si trovavano lontane da Ground Zero. Si potrebbe trattare, secondo gli studiosi, della naturale risposta del cervello a un trauma. Da qui l’ipotesi che la medesima reazione potrebbe verificarsi in seguito ad ogni evento traumatico come un lutto o un incidente stradale.