Paralisi completa e avatar

Un avatar per combattere gli effetti della paralisi completa. Otto pazienti che si sono sottoposti a un esperimento condotto da Miguel Nicolelis della Duke University di Durham, esperto nel settore delle protesi robotiche e delle interfacce, hanno potuto “sentire” nuovamente dopo anni in cui erano immuni a qualsiasi tipo di stimolazione esterna a causa di incidenti o malattie che avevano compromesso il loro stato di salute.

Cyberterapia per curare a distanza i malati

Buona parte del nostro mondo attuale si fonda sui computer o sul loro utilizzo. Nel mondo virtuale ci si può conoscere, divertirsi, addirittura fare del sesso. Sempre più di frequente si sceglie, addirittura prima di consultare uno specialista in caso di patologie, ci si affida alla rete per capirne di più. Non stupisce quindi che vi sia anche una possibile sperimentazione di  “medici avatar”.Parliamo ovviamente di cyberterapia.

Occhiali 3D, arrivano le nuove regole dal Ministero della Salute

Subito dopo l’esplosione del fenomeno-Avatar, uno dei film più visti della storia del cinema e sicuramente il film in 3D che ha fatto staccare più biglietti, si è diffuso un allarmismo che, successivamente, si è rivelato abbastanza ingiustificato. A causa della tecnologia e del costo degli occhialini per le tre dimensioni, i cinema non potevano regalarli ai clienti per un utilizzo monouso come avveniva con i loro antenati di qualche anno fa, che erano fatti di cartone. E così, passando da un cliente all’altro, si diffuse la paura delle infezioni.

Da qui il dibattito sul cambiamento della legge, o addirittura sul ritiro degli occhialini, è stato molto acceso, e finalmente oggi arriva, dal Ministero della Salute, una direttiva che (si spera) possa mettere fine al dibattito. In pratica si potranno continuare a passare gli occhialini 3D da un cliente ad un altro, ma solo se questi saranno perfettamente sterilizzati.

In Avatar si fuma troppo: boicottatelo!

Censurare una forma d’arte è una cosa ignobile che ormai non si pratica più da anni, ma siccome spesso l’arte, ed in particolare il cinema, può avere un influenza molto marcata nella psicologia delle masse, in special modo di quella degli adolescenti, da qualche anno Hollywood si è data una sorta di codice di autoregolamentazione, in cui vengono ridotti allo stretto necessario scene di violenza, sesso, droga, parolacce, ed anche il fumo.

Secondo la Mpaa (Motion pictures association of America), l’industria cinematografica americana, scene di quel tipo sono “ammesse” solo se sono parte integrante della trama (un film come Arancia Meccanica senza scene di violenza non avrebbe senso), ma in tutti gli altri, meno si vedono e meglio è. Ma a James Cameron evidentemente questa regola non interessa perché, come fece in Titanic più di un decennio fa, anche stavolta in Avatar ha esagerato con le sigarette. Per questo la Smoke Free Movies, un’associazione americana che si batte per eliminare le sigarette dai film, ha chiesto al pubblico di boicottare il colossal.

Avatar, la visione in 3d può causare disturbi

L’ ultimo colossal cinematografico, Avatar, uscito in Italia da poco meno di una settimana, ha già fatto registrare record di incassi, ma non solo: già prima della data di lancio, il 15 Gennaio, il nuovo film ha fatto parlare di sè sia per le sue caratteristiche, ma anche per il ritardo con cui è giunto nelle sale italiane rispetto a quelle americane ed europee.

A far parlare del film, però, vi è anche la nuovissima tecnologia 3D, ormai abbastanza diffusa ed utilizzata anche per altri lungometraggi, che grazie ad apposiste tecniche permette di restituire immagini estremamente realistiche che sembrano davvero sbucare dallo schermo. Tuttavia, però, questa innovazione, pur spettacolare, non sembra essere innocua per la salute degli occhi: a dare l’allarme sui possibili effetti negativi, è un articolo pubblicato sul Telegraph.

Una nuova realtà virtuale in cui giocare a rifarsi: è polemica per Miss bimbo

Become the most famous and beautiful bimbo in the worldDiventa la ragazzina più famosa e bella del mondo…così si legge sul sito del videogioco online più discusso e popolare degli ultimi tempi.
Si chiama Miss bimbo ed è uno tra i giochi virtuali più diffusi in Francia e in Inghilterra. Come tutti i videogames simulatori di vita reale (The Sims insegna) consiste nel crearsi un personaggio rappresentato da un avatar e…farlo diventare il più bello.

In pallio la corona di Miss bimbo, a fine gioco. Fin quì niente di trascendentale, ma cosa ha scosso allora così fortemente le coscienze di moralizzatori e non, genitori e perbenisti? Il fatto che si possa ricorrere al bisturi virtuale!
I giocatori, in prevalenza ragazzine tra i 9 ed i 16 anni, possono infatti ricorrere alla chirurgia plastica per migliorare l’aspetto dei propri alter-ego virtuali. E non finisce quì. Se l’avatar ha la pancetta o i fianchi larghi, si può rimediare con delle magiche pillole dimagranti.