Demenza senile, i benefici del cioccolato

Un buon bicchiere di cioccolato fresco da bere per riprendersi dal caldo e mantenere il cervello in salute contro la demenza senile. Potrebbe esserci niente di più bello per coloro che amano il cacao? Forse no. Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista di settore Neurology conferma i benefici del cioccolato nei confronti dell’encefalo.

Contro la tosse, una barretta di cioccolato?

La tosse potrebbe essere curata con il cioccolato? Si e no. Come spesso accade con queste notizie è bene mettere subito in chiaro le  cose. E’ in corso, in 13 diversi ospedali del Regno Unito, una sperimentazione clinica su 300 pazienti affetti da tosse, mirata a confermare l’efficacia della teobromina  nel calmare questo sintomo patologico. Ma come si svolge? Di certo non somministrando barrette di cioccolato fondente, ma capsule di teobromina (che è una componente naturale del cacao).

Declino cognitivo, un aiuto dal cacao

Secondo uno studio italiano pubblicato sulla rivista Hypertension e sul sito dell’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) il cacao migliora la memoria e aiuta a prevenire il declino cognitivo, un fenomeno che interessa ogni anno oltre il 6% degli over 70, e che è spesso l’anticamera dell’Alzheimer. Il merito sarebbe tutto dei flavonoli, un gruppo di flavonoidi, preziosi antiossidanti in grado di combattere il processo di ossidazione e prevenire la formazione dei radicali liberi.

Diabete e colesterolo: nuove ipotesi sul cioccolato

Diabete e colesterolo: in contemporanea con la storica kermesse perugina Eurochocolate, si torna a parlare delle proprietà terapeutiche del cioccolato. Secondo alcuni ricercatori britannici dell’Università di Hull, il cacao, capace di ridurre i livelli di colesterolo e quindi di prevenire l’aterosclerosi potrebbe essere utile anche per le persone affette da diabete di tipo 2.

I dati di un loro lavoro al riguardo sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica Diabetic Medicine. L’esperimento è stato effettuato testando due gruppi di diabetici: al primo è stata somministrata per 16 settimane una semplice barretta di cioccolato. Agli altri pazienti ne è stata invece offerta una arricchita da polifenoli.

Quali sono i cibi afrodisiaci e perchè funzionano?

Vere o non vere che siano – starà a voi crederci perché ciò che conta è anche l’immaginazione – le virtù dei cibi afrodisiaci sono decantate fin dal­l’antichità. Secolo dopo secolo, attraversando culture differenti at­tente a sfruttare le potenzialità of­ferte dalla natura, alcuni alimenti sono passati alla storia per essere stati in grado di aumentare la potenza sessuale perché ritenuti più stimolanti ed energetici degli altri. Un mix di odori e sapori e un piz­zico di complicità: ecco il segreto del successo di una cena roman­tica.

Già, perché il desiderio ses­suale ha due componenti fondamentali, una fisiologica le­gata a fattori metabolici ed una psichica, legata a stimoli emotivi. Quest’ultimo aspetto è fondamen­tale in quanto agisce potenziando i meccanismi fisiologici che danno origine al desiderio. E i cibi afrodi­siaci agiscono con tutta probabi­lità su questa componente “mentale” contribuendo a scate­nare fantasie e ad attivare circuiti vascolari in grado di migliorare l’intimità di coppia. Addentrarsi nella ricerca di basi scientifiche su cui si fonda il presunto potere afrodisiaco di certi cibi è un’im­presa che lasciamo agli scienziati, noi ci limiteremo ad elencare una serie di alimenti a cui la tradizione popolare attribuisce proprietà afrodisiache, lasciandovi liberi di scegliere l’alleato migliore se­guendo il vostro gusto, trascinati dall’immaginazione.

Erbe come ginseng, radice di kava, foglie di damiana, radice di fuco, tribulus, ginko biloba, rho­diola rosea, e ancora spezie come lo zafferano, conosciuto come ali­mento sedativo e lo zenzero defi­nito il “viagra orientale” possono aiutare a stimolare i sensi sessuali. Un posto in prima fila per il popolo del Mediterraneo lo ha sempre avuto il peperoncino, che stimola la vasodilatazione periferica au­mentando l’afflusso di sangue agli organi genitali. Per questo è con tutta probabilità l’alimento che più di ogni altro possiede delle reali basi scientifiche sui cui si fondano le sue proprietà afrodisiache.

La cioccolata riduce la pressione sanguigna e il rischio di malattie cardiache

Ancora sui benefici del cioccolato, argomento privilegiato da ricercatori di tutto il mondo. Forse perchè siamo in tanti a volerci sentir dire che mangiare un po’ di cioccolata non può arrecarci poi così tanti danni. E stando a quanto riporta un recente studio pubblicato on-line in questi giorni dallo European Heart Journal, un quadretto di cioccolato al giorno può ridurre la pressione sanguigna e diminuire il rischio il rischio di malattie cardiache.

Gli autori dello studio ritengono che i flavanoli del cacao sono la ragione per cui il cioccolato sembra avere effetti positivi per la pressione e la salute del cuore, e dal momento che c’è più cacao nel cioccolato fondente, è proprio dal fondente nero che si traggono i maggiori benefici.